La fedeltà all’Europa è un caso. E il Ppe “licenzia” Berlusconi
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - Non è più solo il "caso Berlusconi". Ormai è il "caso Italia". Esploso al di fuori dei confini nazionali. Ieri è approdato formalmente nella riunione del Ppe, il principale gruppo del Parlamento europeo. Di cui fa parte anche Forza Italia. L'occasione è la riunione che prepara il Consiglio europeo, presente anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. E l'esito è netto: le parole del Cavaliere su Putin e sulla guerra in Ucraina sono smentite. Anzi, segnano la sua fine politica. L'ex presidente del Consiglio, infatti, non viene più considerato un interlocutore valido. I Popolari europei da ieri parleranno di fatto solo con Antonio Tajani. "Silvio si deve ritirare", suggeriscono quelli dell'Est Europa.
BRUXELLES - Non è più solo il "caso Berlusconi". Ormai è il "caso Italia". Esploso al di fuori dei confini nazionali. Ieri è approdato formalmente nella riunione del Ppe, il principale gruppo del Parlamento europeo. Di cui fa parte anche Forza Italia. L'occasione è la riunione che prepara il Consiglio europeo, presente anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. E l'esito è netto: le parole del Cavaliere su Putin e sulla guerra in Ucraina sono smentite. Anzi, segnano la sua fine politica. L'ex presidente del Consiglio, infatti, non viene più considerato un interlocutore valido. I Popolari europei da ieri parleranno di fatto solo con Antonio Tajani. "Silvio si deve ritirare", suggeriscono quelli dell'Est Europa.
"Noi - dice Manfred Weber, presidente dei popolari europei - supporteremo qualsiasi governo che abbia un chiaro approccio a favore dell'Ue, a favore dell'Ucraina e a favore dello Stato di diritto. Sono felice che Antonio Tajani sia qui, lui è la garanzia dell'atlantismo di Forza Italia". Anzi, il coordinatore forzista viene considerato la miglior carta per ricoprire il ruolo di ministro degli Esteri: "Sarebbe per noi il simbolo della continuità del nuovo governo italiano e del suo posizionamento europeista". La speranza è che Giorgia Meloni abbia già spiegato all'Ambasciata Usa in Italia che Tajani non è Berlusconi.
Del resto proprio Tajani si è precipitato a Bruxelles per disinnescare la mina. Per spiegare che le parole berlusconiane non rappresentano la linea del partito. E che per Forza Italia parlano gli atti concreti: ossia i voti in Parlamento.
"Il mio messaggio all'Italia - avverte infatti la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola - è di restare al centro dell'Europa, e non ho dubbi che terrà la rotta al fianco del popolo ucraino". Ma certo resta il fatto che le dichiarazioni di Berlusconi costituiscono un problema e una fonte di imbarazzo. "I suoi legami con la Russia - ammette l'ex presidente popolare, il polacco Tusk - rappresentano un problema non solo per l'Italia, ma anche per l'intera famiglia del partito".
Non solo. Draghi ha proseguito sottolineando che l'Italia condivide "in pieno i valori europei e transatlantici e vogliamo continuare a tutelarli e rafforzarli. Penso alla salvaguardia dei diritti sociali e civili, in particolare delle minoranze, alla difesa della sovranità democratica degli Stati, alla ricerca del negoziato e della pace come strumento di risoluzione dei conflitti. Questi principi sono ancora più importanti nell'affrontare le crisi che attraversiamo: dalla guerra in Ucraina all'emergenza energetica". A buon intenditor poche parole.