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Hong Kong censura Batman per una puntata che parla di un corrotto uomo d'affari cinese

Dopo aver modificato le regole lo scorso anno sulla censura cinematografica, le autorità dell'ex colonia britannica hanno vietato la proiezione de "Il cavaliere oscuro", film del 2008 della trilogia del regista Cristopher Nolan. La scure di Pechino su film e cartoni
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Sicurezza nazionale. Batman resta a casa. Dopo aver modificato le regole lo scorso anno sulla censura cinematografica, le autorità di Hong Kong hanno vietato la proiezione - prevista per il prossimo 27 ottobre durante una rassegna all'aperto - de "Il cavaliere oscuro", film del 2008 della trilogia del regista Cristopher Nolan sulle gesta dell'uomo pipistrello.

Il film all'epoca uscì nelle sale di Hong Kong, ma non in Cina. Presumibilmente proprio per quelle scene girate nell'ex colonia britannica dove Batman vola per andare a catturare Lau Chen, il corrotto uomo d'affari cinese, contabile dei cattivoni di Gotham City. La stessa ragione pot…

Sicurezza nazionale. Batman resta a casa. Dopo aver modificato le regole lo scorso anno sulla censura cinematografica, le autorità di Hong Kong hanno vietato la proiezione - prevista per il prossimo 27 ottobre durante una rassegna all'aperto - de "Il cavaliere oscuro", film del 2008 della trilogia del regista Cristopher Nolan sulle gesta dell'uomo pipistrello.

Il film all'epoca uscì nelle sale di Hong Kong, ma non in Cina. Presumibilmente proprio per quelle scene girate nell'ex colonia britannica dove Batman vola per andare a catturare Lau Chen, il corrotto uomo d'affari cinese, contabile dei cattivoni di Gotham City. La stessa ragione potrebbe essere all'origine dello stop di oggi a Hong Kong.

Per conformarsi alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino, lo scorso anno la città ha inasprito la propria legge sulla censura cinematografica: la trasmissione di film non autorizzati può comportare una multa di un milione di dollari di Hong Kong (127mila euro) e tre anni di carcere.

La censura sui Simpson per Tiananmen

Un episodio simile era successo quest'estate quando, ad un festival cittadino, era stata vietata la proiezione di un cortometraggio d'animazione, il pluripremiato Losing Sight of a Longed Place (8 minuti) che include una breve inquadratura - meno di un secondo - delle tende e degli slogan che mostrano il "Movimento degli ombrelli" pro-democrazia nel 2014, che le autorità descrivono come un'occupazione illegale della città.

A pagare il prezzo della censura a Hong Kong furono l'anno scorso pure I Simpson. Dal catalogo di Disney+ della serie sulla più famosa famiglia americana mancava completamente un episodio. I fan di Homer & Co si accorsero infatti che nella sedicesima stagione si passava dalla puntata numero 11 alla 13. La dodicesima, quella in cui si narrano le avventure della famiglia di Springfield in Cina per cercare di adottare una bambina, non c'era più: sparita. Il motivo? I riferimenti alla strage di Tiananmen, argomento più che sensibile per Pechino.

"Piazza Tiananmen. In questo luogo, nel 1989, non avvenne nulla", è la scritta che compare ad un certo punto nella puntata, andata in onda negli Stati Uniti per la prima volta nel 2005. Subito dopo Selma, la sorella di Marge, si ritrova a fronteggiare un carro armato in piazza, chiaro riferimento al Rivoltoso sconosciuto, il "Tank Man" che nel giugno dell'89 si piazzò davanti ad una colonna di carri armati dell'Esercito popolare per fermarli, diventando il simbolo di quella strage. Nello stesso episodio Homer visita pure il mausoleo di Mao Zedong, al centro della piazza, che ospita il corpo imbalsamato del Grande Timoniere. "Oh, guardalo come dorme, sembra un angioletto che ha ucciso solo 50 milioni di persone".

Homer nel museo di Mao

Tagli e aggiustatine ai film non sono invece una novità in Cina. È successo, in passato, per esempio, anche con "Bohemian Rhapsody", il biopic su Freddy Mercury dal quale furono tagliate tutte le scene in cui si faceva anche solo riferimento all'omosessualità del cantante dei Queen. Uno degli ultimi casi ha riguardato "Fight Club", film cult di David Fincher, a cui è stato addirittura cambiato - e stravolto - il finale. Scene che, soltanto dopo le polemiche in Rete, sono riapparse: riaggiunti 11 dei 12 minuti che erano stati tagliati. Mancano ancora 60 secondi: scene di nudo. Ma queste, si sa, non passano mai le maglie strettissime dei controlli del Partito.