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Cina, Xi Jinping chiude il XX congresso del partito: via il premier Li e nella Carta inclusa l'opposizione all'indipendenza di Taiwan

Xi pronto a piazzare i suoi fedelissimi al vertice, fuori dal comitato centrale il premier Li Keqiang e Wang Yang, che molti ipotizzavano potesse diventare proprio il nuovo primo ministro. Mentre è un giallo l'uscita dall'Aula scortata dell'ex presidente Hu Jintao
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Voleva vincere. Sta stravincendo. Il ventesimo Congresso del Partito comunista cinese si è ufficialmente chiuso nella Grande Sala del Popolo di Pechino con le parole del segretario generale Xi Jinping: “Osate battervi per la vittoria”. Oggi giornata di elezione del nuovo Comitato centrale e di modifiche alla Costituzione del Pcc. Bisognerà attendere domani per la presentazione dell’organo più importante, il Comitato permanente del Politburo (attualmente composto da 7 membri), gli uomini alla guida del Paese. La lista degli oltre 200 membri del Comitato centrale dà già però delle chiare indicazioni: un rimpasto molto più ampio di quanto si era ipotizzato finora. Non essere nella lista svelata oggi significa non avere possibilità di posizioni al vertice del Pcc o di governo. Segnale che Xi avrà sempre più fedelissimi al suo fianco.

Voleva vincere. Sta stravincendo. Il ventesimo Congresso del Partito comunista cinese si è ufficialmente chiuso nella Grande Sala del Popolo di Pechino con le parole del segretario generale Xi Jinping: “Osate battervi per la vittoria”. Oggi giornata di elezione del nuovo Comitato centrale e di modifiche alla Costituzione del Pcc. Bisognerà attendere domani per la presentazione dell’organo più importante, il Comitato permanente del Politburo (attualmente composto da 7 membri), gli uomini alla guida del Paese. La lista degli oltre 200 membri del Comitato centrale dà già però delle chiare indicazioni: un rimpasto molto più ampio di quanto si era ipotizzato finora. Non essere nella lista svelata oggi significa non avere possibilità di posizioni al vertice del Pcc o di governo. Segnale che Xi avrà sempre più fedelissimi al suo fianco.

I grandi esclusi 

Non figurano infatti i nomi né del premier Li Keqiang né di Wang Yang, che molti ipotizzavano potesse diventare proprio il nuovo primo ministro, considerato una figura di “compromesso”. Tutti e due avevano l’età, in teoria - meno di 68 anni - per rimanere dentro al massimo organo del Partito. È la prima volta che succede in 30 anni. Fuori (come previsto) anche Han Zheng, attuale vicepremier, e Li Zhanshu, presidente dell’Assemblea Nazionale del Popolo, per limiti di età. Mandando in pensione i quattro, si apre la via per Xi per promuovere alleati a lui fedeli in posti chiave in questo che sarà il suo inedito terzo mandato. Tra questi, il capo del Partito di Shanghai Li Qiang, in lizza per diventare premier la prossima primavera, e Ding Xuexiang, capo dello staff di Xi, che potrebbe diventare vice premier esecutivo. Gli unici due membri dell’attuale Comitato permanente del Politburo che dovrebbero rimanere al loro posto sono l’ideologo del Partito Wang Huning e lo zar anti-corruzione Zhao Leji. 

Dalla lista del Comitato centrale mancano anche Yang Jiechi - il super capo della diplomazia - e l’altro vicepremier Liu He. C’è invece il nome dell’attuale ministro degli Esteri Wang Yi (in teoria già pensionabile) che ora potrebbe promosso proprio prendendo il posto di Yang. Compare il nome dell’attuale ambasciatore cinese a Washington, che potrebbe diventare nuovo ministro degli Esteri. Non rispettata la regola dell'età nemmeno per il generale Zhang Youxia, 72 anni, che appare nella lista.

Taiwan e le modifiche alla Costituzione

Sul fronte delle annunciate modifiche della Costituzione viene ribadito il "ruolo centrale" del presidente Xi. I "Due stabiliti" definiscono Xi come leader "centrale" del Partito e cementano le sue idee come principi guida del futuro sviluppo della Cina. Le "Due salvaguardie" assicurano lo status di "nucleo" di Xi all'interno del Partito e l'autorità centralizzata del partito sulla Cina. Viene inclusa l’opposizione di Pechino all'indipendenza di Taiwan: “una risoluta opposizione e deterrenza nei confronti dei separatisti che cercano l'indipendenza di Taiwan”, dice il documento. 

Il giallo di Hu Jintao

Scene inusuali si sono viste oggi però al Congresso. L’ex leader Hu Jintao, predecessore di Xi, è stato portato fuori dall’aula da due commessi. Hu era seduto vicino a Xi quando i due si sono avvicinati a lui e gli hanno chiesto di alzarsi ed andarsene.

(ansa)

Dalle immagini, Hu non sembra per niente convinto, o quantomeno confuso, di dover lasciare l’aula. Uscendo l’anziano leader scambia qualche parola con Xi e dà una pacca sulla spalla al dimissionario premier Li.