✕

Governo Meloni, il politologo Shekhovtsov: "La Russia scommette su Berlusconi per relazioni più amichevoli"

L'autore di "Tango Noir", tra i massimi conoscitori di rapporti tra Cremlino e destre europee, commenta le prospettive del nuovo governo italiano. "Nonostante le pressioni, la politica estera difficilmente cambierà. Lo scandalo degli audio di Berlusconi piace a Mosca perché porta instabilità dentro la Ue"
3 minuti di lettura

"La Russia di certo si aspetta che, con il nuovo governo Meloni, l'Italia diventi più amichevole nei suoi confronti. E, per i suoi propositi, scommette più su Silvio Berlusconi che su Matteo Salvini. Ma non sarei allarmista. La politica estera italiana difficilmente cambierà rotta". A parlare al telefono con Repubblica da Vienna è il politologo Anton Shekhovtsov, originario di Sebastopoli, oggi nella Crimea annessa dalla Russia, direttore del Centro per l’integrità democratica, nonché tra i massimi conoscitori dei rapporti tra il Cremlino e le destre occidentali a cui ha dedicato il libro Tango Noir.

"La Russia di certo si aspetta che, con il nuovo governo Meloni, l'Italia diventi più amichevole nei suoi confronti. E, per i suoi propositi, scommette più su Silvio Berlusconi che su Matteo Salvini. Ma non sarei allarmista. La politica estera italiana difficilmente cambierà rotta". A parlare al telefono con Repubblica da Vienna è il politologo Anton Shekhovtsov, originario di Sebastopoli, oggi nella Crimea annessa dalla Russia, direttore del Centro per l’integrità democratica, nonché tra i massimi conoscitori dei rapporti tra il Cremlino e le destre occidentali a cui ha dedicato il libro Tango Noir.

La neo-premier italiana Giorgia Meloni si professa pro-Ue e pro-Nato, ma è anche alleata con il premier ungherese Viktor Orbán che è stato l'unico leader europeo a bocciare l'embargo sulle importazioni di greggio russo fino a ottenere una deroga. Che rapporti tesserà il nuovo governo italiano con la Russia?

"Ora come ora, non credo che Giorgia Meloni sia interessata a minare la politica estera dell'Italia. Quando sei all'opposizione, ti opponi all'establishment e ai partiti al governo, criticandoli in tutto e per tutto. Ma quando sali al potere, diventi più responsabile, non puoi più usare gli stessi metodi né la stessa retorica. Tra l'altro, da quel che so, Giorgia Meloni non è mai stata in Russia, né è mai stata invischiata in relazioni dubbie con le autorità russe. Al contrario di Matteo Salvini e di Silvio Berlusconi o dei membri dei loro partiti che, ad esempio, sono stati più volte nella Crimea annessa a dispetto delle sanzioni. A Meloni magari non dispiaceva la politica di Vladimir Putin, ma in maniera marginale. È consapevole che non è la politica estera a mobilitare l'opinione pubblica in campagna elettorale. Perciò ha cavalcato temi di politica interna. E ora che è diventata premier è molto probabile che porterà avanti la linea del governo precedente in materia di politica estera".

Ma, a proposito di politica interna, la Russia punta sul fatto che l'aumento dei costi energetici agiti la popolazione. Davanti a eventuali pressioni, Meloni continuerebbe a difendere le sanzioni contro la Russia?

"L'aumento dei prezzi energetici non è stato causato dalle sanzioni, ma dall'aggressione di Vladimir Putin contro l'Ucraina. È molto importante fare questa distinzione. I governi europei, non solo quello italiano, in primo luogo, devono spiegare alla popolazione che cosa sta veramente accadendo e perché sta accadendo e, in secondo luogo, promuovere politiche generose di aiuti finanziari per non far sentire i loro cittadini da soli".

Che idea si è fatto dei due audio di Silvio Berlusconi sulla sua amicizia con Vladimir Putin e sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky?

“Lo scambio di regali non è una pratica nuova tra Putin e Berlusconi. Se ne erano già scambiati in passato. Putin e Berlusconi in un certo senso sono amici. Hanno trascorso le vacanze insieme. La loro è una relazione oramai ventennale. Il secondo audio, dove Berlusconi di fatto fa il pappagallo di Putin, dimostra che l'ex premier italiano non solo non ha alcuna competenza in materia, ma non è mai stato interessato a saperne di più sul conflitto tra Russia e Ucraina, né ad ascoltare la posizione di Kiev su quanto sta accadendo. Quello che fa è ripetere per filo e per segno i cavalli di battaglia di Putin su questo conflitto. Berlusconi non si è inventato nulla. Ripete a pappagallo quello che gli ha detto Putin e basta”.

Su che cosa si fonda l’amicizia tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi?

“Penso che a Putin piaccia il fatto che a Berlusconi non sembri importare nulla dello stato di diritto, né delle regole in quanto tali, come non gli importava nulla della percezione sociale del suo operato quand’era al governo. Penso che questo sia il fattore principale che li accomuna perché Putin stesso non ha rispetto alcuno per nessuna regola. A Putin, inoltre, piace il fatto che a Berlusconi non freghi nulla di quello che la società o gli altri pensino di lui e soprattutto gli piace il suo modo “macho” di fare politica, senza tutta quella correttezza politica, senza tutte quelle idee progressiste ad esempio sulla uguaglianza di genere che Putin considera stronzate".

È possibile che Putin tenti di far leva sulla sua amicizia con Berlusconi per sabotare il futuro governo italiano o per trasformarlo nell'anello debole dentro la Ue e la Nato?

"Potrei sbagliarmi, ma non mi sembra che Putin sia davvero attivamente impegnato nel cercare di influenzare la politica italiana. La sua conversazione con Berlusconi era destinata a rimanere privata. E non sono stati di certo i russi a far trapelare l'audio delle dichiarazioni di Berlusconi. Ma sì, quel che è vero è che le autorità russe si aspettano che l'Italia diventi più amichevole nei loro confronti. Scommettono su Berlusconi più che su Matteo Salvini perché gran parte dei membri della Lega, per quanto ne so, non condivide la fascinazione di Salvini per la Russia, mentre Forza Italia è un partito molto incentrato sull'ex presidente del Consiglio. Quindi al momento il Cremlino non ha molto a cui aggrapparsi. Tra l'altro la Meloni mi sembra abbia fatto di tutto per limitare il peso di Berlusconi nei negoziati sulla formazione del governo".

L'ex premier e presidente russo Dmitrij Medvedev ha festeggiato le dimissioni di Liz Truss nel Regno Unito, mentre i giornali russi hanno rilanciato le notizie sugli audio di Berlusconi. Le autorità russe stanno festeggiando?

"È possibile perché questo scandalo porta un po' di instabilità in Europa. Ma invito a non prendere troppo sul serio Medvedev. Non ha alcuna influenza, né credo che rifletta le opinioni all'interno delle élite politiche. È solo un pagliaccio. E penso sia anche abbastanza isolato".