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Iran, attacco informatico all'agenzia nucleare. Hacker chiedono il rilascio dei prigionieri politici

Mentre il Paese affronta la sesta settimana di proteste, colpito il sistema di posta elettronica dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana. Il gruppo Black Reward aveva lanciato un ultimatum. Tajani sente il padre di Alessia Piperno: "Massimo impegno"
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La Atomic Energy Development and Production Company, l'Organizzazione dell'energia atomica iraniana, ha denunciato di aver subito un attacco hacker "lanciato da un Paese straniero" che ha colpito i sistemi di posta elettronica di una delle sue filiali. Un gruppo che si fa chiamare Black Reward aveva lanciato un ultimatum di 24 ore alle autorità iraniane, esortandole a liberare tutti "i prigionieri politici, di coscienza e tutte le persone arrestate durante le manifestazioni", prima di diffondere documenti legati al programma nucleare iraniano. 

Intanto la vicenda dell'italiana Alessia Piperno, arrestata in Iran il 30 settembre, è stata affrontata dal nuovo ministro degli Esteri Antonio Tajani che su Twitter ha fatto sapere di aver sentito telefonicamente il padre della ragazza. "Sto seguendo con il massimo impegno e con grande determinazione il caso di Alessia Piperno, la giovane italiana detenuta in Iran. Lo ho r…

La Atomic Energy Development and Production Company, l'Organizzazione dell'energia atomica iraniana, ha denunciato di aver subito un attacco hacker "lanciato da un Paese straniero" che ha colpito i sistemi di posta elettronica di una delle sue filiali. Un gruppo che si fa chiamare Black Reward aveva lanciato un ultimatum di 24 ore alle autorità iraniane, esortandole a liberare tutti "i prigionieri politici, di coscienza e tutte le persone arrestate durante le manifestazioni", prima di diffondere documenti legati al programma nucleare iraniano. 

Intanto la vicenda dell'italiana Alessia Piperno, arrestata in Iran il 30 settembre, è stata affrontata dal nuovo ministro degli Esteri Antonio Tajani che su Twitter ha fatto sapere di aver sentito telefonicamente il padre della ragazza. "Sto seguendo con il massimo impegno e con grande determinazione il caso di Alessia Piperno, la giovane italiana detenuta in Iran. Lo ho ribadito al padre Alberto durante una lunga e cordiale telefonata".

Attacco hacker

Prima l'ultimatum e poi l'azione. Scadute le 24 ore, sui social del gruppo che si fa chiamare Black Reward sono stati divulgati alcuni documenti - tra i quali mappe, un breve video di un sito nucleare e buste paga - della società iraniana affiliata all'Organizzazione per l'energia atomica (Aeoi). La Atomic Energy Development and Production Company ha ammesso di essere stata attaccata dagli hacker, pur sminuendo l'importanza dei documenti diffusi - "messaggi tecnici di ordinaria amministrazione" - aggiungendo che misure preventive per arginare le minacce erano già state adottate.

La sesta settimana di proteste

Il gesto arriva in un momento estremamente teso per il Paese che, nonostante le dure repressioni e le limitazioni all'uso della rete da parte delle autorità di Teheran, affronta per la sesta settimana l'ondata di proteste scaturita dalla morte della ventiduenne Mahsa Amini, che si trovava agli arresti per non avere indossato correttamente il velo obbligatorio. Numerosi studenti universitari hanno organizzato manifestazioni (tra Teheran, Kermanshah, Hamedan e Tabriz) sfilando al ritmo di slogan come "ucciderò chiunque uccida mia sorella" oltre ai classici "Vita donna libertà" e "Morte al dittatore". Alla Sharif University, recentemente oggetto di un grave attacco da parte delle forze di sicurezza, e in altri atenei, gli studenti si sono ribellati al divieto di condividere i pasti in sale separate e uomini e donne si sono seduti insieme a mangiare in mensa.

Proseguono anche le serrate di bazar e negozi, soprattutto nelle città curde di Sanandaj, Bukan e Saghez. Anche la fabbrica di cioccolato di Aidin, nella città nord-occidentale di Tabriz, si è unita agli scioperi dei lavoratori nel settore petrolchimico e in altri settori produttivi.

L'ondata di manifestazioni continua a muoversi anche fuori dall'Iran con proteste molto partecipate. Come quella di Berlino dove sabato circa 80 mila persone, secondo la polizia, hanno sfilato nel centro della città per sostenere le manifestazioni iraniane. Durante il rassemblamento, organizzato da un collettivo di donne, sono stati esposti cartelli con lo slogan "Donna, vita, libertà" e anche bandiere curde.

Contro la stampa

Teheran intende inserire due canali di notizie in lingua farsi che hanno sede a Londra, Bbc Farsi e Iran International, nella lista iraniane delle organizzazioni terroristiche. Una misura che viene presa in relazione alle proteste in corso nel Paese. "I due canali Bbc Farsi e Iran International e i loro organizzatori devono essere inseriti nella lista del terrore", ha detto Kazem Gharibabadi, capo del dipartimento internazionale della magistratura iraniana. Citato dall'agenzia di stampa Isna, Gharibabadi ha accusato le due emittenti di aver incoraggiato violenti disordini con la loro copertura mediatica e di responsabili di "azioni terroristiche" e distruzione di strutture pubbliche.