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Da Biden complimenti e tanti paletti: "Nato, diritti e crescita sostenibile"

(ansa)
Il presidente americano fa gli auguri e ricorda i dossier su cui pretende fedeltà dall'Italia
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NEW YORK - Il presidente americano Biden fa le congratulazioni a Giorgia Meloni, indicando i temi su cui spera di collaborare con il nuovo esecutivo italiano. È la conferma che Washington tiene all'alleanza con Roma e intende portare avanti gli ottimi rapporti avuti con il governo Draghi, sottolineando però i punti su cui conta di sviluppare le convergenze. Temi che potrebbero essere discussi a breve con una telefonata di presa di contatto iniziale, non inusuale quando nasce un nuovo esecutivo nei paesi alleati, e poi durante un bilaterale o un "pull aside" a cui si potrebbe lavorare in vista del G20 di Bali, esordio del premier sulla scena globale.

"Mi congratulo con Giorgia Meloni - ha scritto il capo della Casa Bianca - per essere diventata il nuovo primo ministro italiano. L'Italia è un alleato vitale della Nato e un partner stretto, mentre le nostre nazioni affrontano insieme sfide globali condivise". Quindi il presidente &egr…

NEW YORK - Il presidente americano Biden fa le congratulazioni a Giorgia Meloni, indicando i temi su cui spera di collaborare con il nuovo esecutivo italiano. È la conferma che Washington tiene all'alleanza con Roma e intende portare avanti gli ottimi rapporti avuti con il governo Draghi, sottolineando però i punti su cui conta di sviluppare le convergenze. Temi che potrebbero essere discussi a breve con una telefonata di presa di contatto iniziale, non inusuale quando nasce un nuovo esecutivo nei paesi alleati, e poi durante un bilaterale o un "pull aside" a cui si potrebbe lavorare in vista del G20 di Bali, esordio del premier sulla scena globale.

"Mi congratulo con Giorgia Meloni - ha scritto il capo della Casa Bianca - per essere diventata il nuovo primo ministro italiano. L'Italia è un alleato vitale della Nato e un partner stretto, mentre le nostre nazioni affrontano insieme sfide globali condivise". Quindi il presidente è sceso nel dettaglio dei temi su cui conta di lavorare con Roma: "Non vedo l'ora di continuare a promuovere il nostro sostegno all'Ucraina, fare in modo che la Russia venga messa davanti alle proprie responsabilità per la sua aggressione, garantire il rispetto dei diritti umani e dei valori democratici, costruire una crescita economica sostenibile".

Sono in sostanza gli stessi punti già toccati dal segretario di Stato Blinken, e non sono cambiati dopo gli audio di Berlusconi, che un portavoce del dipartimento di Stato ha commentato così con Repubblica: "Rispettiamo la scelta democratica del popolo italiano. Siamo pronti e desiderosi di lavorare con il governo che si è formato attraverso il processo costituzionale italiano, per portare avanti i nostri numerosi obiettivi condivisi e interessi reciproci, compreso l'impegno nell'Alleanza transatlantica".

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Biden in due occasioni ha citato il risultato delle elezioni italiane come un esempio dei pericoli esistenti per le democrazie occidentali, ma questo non significa che Washington non voglia consolidare il rapporto con Roma, anche perché le garanzie date finora da Meloni sull'Ucraina e l'ancoraggio atlantico sono state solide. Non è escluso che il presidente abbia un primo contatto telefonico con il premier, mentre il G20 potrebbe offrire l'occasione per un primo bilaterale formale, o un "pull aside", colloquio più informale a margine del summit.

Resta poi da risolvere la questione del prossimo ambasciatore americano in Italia. Quando Biden aveva visto Draghi, gli aveva detto che stava cercando un candidato che non avrebbe avuto problemi con la conferma al Senato. L'impressione generale è che stia tenendo il posto aperto, nel caso che i repubblicani vincessero la Camera alle elezioni di midterm dell'8 novembre e Nancy Pelosi, perdendo il posto di Speaker, volesse andare a Roma. Fonti vicine al presidente avvertono che la pratica non è chiusa.