"Fumo l'hashish e allora?" E il rapper marocchino ElGrande Toto finisce in carcere
di Leonardo Martinelli , di Leonardo MartinelliAveva ammesso di fare uso di hashish nel suo Paese, il Marocco, che, secondo l'Onu, è il principale produttore di cannabis del mondo. Ma dove il consumo è strettamente vietato. Ieri sera ElGrande Toto (il suo vero nome è Taha Fahssi), 26 anni, rapper marocchino, un idolo per tutto il mondo arabo, è stato arrestato nella sua città, Casablanca. Le reazioni si fanno sentire sulla rete, dove la polemica imperversava da settimane.
L'artista arabo più ascoltato su Spotify
Da quando, il 23 settembre, durante una conferenza stampa per un suo concerto, organizzato dal ministero della Cultura marocchino, ElGrande Toto aveva dichiarato: "Fumo l'…
Aveva ammesso di fare uso di hashish nel suo Paese, il Marocco, che, secondo l'Onu, è il principale produttore di cannabis del mondo. Ma dove il consumo è strettamente vietato. Ieri sera ElGrande Toto (il suo vero nome è Taha Fahssi), 26 anni, rapper marocchino, un idolo per tutto il mondo arabo, è stato arrestato nella sua città, Casablanca. Le reazioni si fanno sentire sulla rete, dove la polemica imperversava da settimane.
L'artista arabo più ascoltato su Spotify
Da quando, il 23 settembre, durante una conferenza stampa per un suo concerto, organizzato dal ministero della Cultura marocchino, ElGrande Toto aveva dichiarato: "Fumo l'hashish e allora? Non vuol dire che sono un cattivo esempio per il mio pubblico". Apriti cielo: l'ondata di post, contrari o favorevoli, si era subito scatenata. Va ricordato che lui è l'artista arabo più ascoltato su Spotify (più di 50 milioni di volte nel 2021), soprattutto nel Maghreb e nel Medio Oriente (canta in arabo, giusto con l'inserimento di qualche parola di francese), anche se ormai inizia a essere conosciuto pure altrove.
L'arresto e le querele
Domenica ElGrande Toto, per calmare le acque, era arrivato addirittura a scusarsi: "Non siamo delle cattive persone - ha specificato -. Facciamo rap e il rap non è qualcosa di malvagio. Ha un linguaggio particolare, forse non ne ho fatto l'uso migliore al momento giusto". Aveva aggiunto: "Questa polemica non era calcolata", per motivi pubblicitari o altri. D'altra parte il cantante rischia grosso. La giustizia marocchina ha avviato un'inchiesta preliminare sui contenuti di tutte le sue canzoni e cinque querele sono state depositate contro di lui, da diverse persone: sono all'origine degli arresti scattati lunedì sera. Un giudice deve ora decidere se ElGrande Toto resterà in prigione o no, in attesa forse di un processo.
In un Paese contraddittorio come il Marocco, sospeso tra gli aneliti di modernità (soprattutto economica) e il conservatorismo ancora forte per i costumi, in un contesto di democrazia ibrida dove il re e soprattutto la sua corte hanno in mano decisamente il potere, il mondo del rap è al centro di polemiche vivaci, tanto più dopo che una serata musicale di questo genere, all'inizio del mese, a Casablanca, ha degenerato in violenze e atti di vandalismo: un vero incubo per migliaia di spettatori.
L'infanzia a Casablanca
Taha Fahssi è figlio di un'impiegata di banca e di un marinaio. È cresciuto a Benjdia, un quartiere del centro di Casablanca, la città dove vive ancora e produce le sue canzoni, pure dopo il successo incredibile del suo primo e finora unico album, "Caméleon", uscito nel marzo 2021. Deve lo pseudonimo a quello di un vicino di casa, che era spacciatore di droga e che si faceva chiamare ElGrande Toto in onore a Salvatore Riina.
Il messaggio ai suoi coetanei
Ma Taha, in realtà, da ragazzo era un bravo studente (avrebbe voluto studiare ingegneria a Grenoble, in Francia, ma gli negarono il visto). Fino a queste polemiche, ElGrande Toto aveva l'immagine di un giovane che ha saputo lottare per il suo successo. L'appartamento della sua famiglia era andato in fumo a causa di un incendio a Casablanca nel 2016. E proprio quel dramma lo aveva spinto a lanciarsi nella sua carriera di rapper.
All'uscita di Caméléon, al giornale Le Monde aveva dichiarato : "Se c'è un messaggio nel mio album, è il seguente: un giovane marocchino che realizza i suoi sogni, che è partito da zero dopo l'incendio del suo appartamento, ma che ce l'ha fatta e non si fermerà qui. Se ci sono giovani che hanno perso la speranza (ed è normale in Africa: capisco quelli che cercano di fuggire in Europa su un barcone), io voglio ridargliela. Si possono fare delle cose qui, esportarle ed esser rispettati a livello mondiale".