✕

Regno Unito, Sunak riceve l'investitura da re Carlo III: "Correggerò gli errori fatti"

"Sono qui per riconquistare la fiducia degli elettori", dice il nuovo premier, il  42enne di origine asiatica Rishi Sunak, dopo aver giurato fedeltà alla patria davanti al sovrano salito al trono da poco più di un mese. Poi comincia a formare il governo, riconfermando il suo alleato Jeremy Hunt a ministro delle Finanze.
5 minuti di lettura

LONDRA - Il primo premier britannico di origine asiatica giura fedeltà alla patria e alla corona davanti a un sovrano salito al trono da poco più di un mese. Una duplice prima volta, per Rishi Sunak e per re Carlo III, che fotografa un momento storico per il Regno Unito: "È il Barack Obama britannico" dicono i fedeli al tempio induista londinese abitualmente frequentato dal nuovo capo del governo, figlio di immigrati indiani arrivati in Inghilterra dall'Africa.

Serio, senza sorridere, con un tono per niente trionfalistico, poco dopo il nuovo leader parla al Paese davanti a Downing Street: "Sono appena stato a Buckingham Palace e ho accettato l'invito …

LONDRA - Il primo premier britannico di origine asiatica giura fedeltà alla patria e alla corona davanti a un sovrano salito al trono da poco più di un mese. Una duplice prima volta, per Rishi Sunak e per re Carlo III, che fotografa un momento storico per il Regno Unito: "È il Barack Obama britannico" dicono i fedeli al tempio induista londinese abitualmente frequentato dal nuovo capo del governo, figlio di immigrati indiani arrivati in Inghilterra dall'Africa.

Serio, senza sorridere, con un tono per niente trionfalistico, poco dopo il nuovo leader parla al Paese davanti a Downing Street: "Sono appena stato a Buckingham Palace e ho accettato l'invito del re a formare un governo. È giusto spiegare perché sono qui come vostro nuovo primo ministro. Il Paese fronteggia una profonda crisi economica. Il retaggio del Covid, la guerra di Putin che ha destabilizzato l'energia, sono ancora con noi. Voglio onorare la mia predecessora Liz Truss, che non aveva torto a voler aumentare la crescita, ma alcuni errori sono stati fatti, non per cattive intenzioni, al contrario, ma pur sempre errori. E io sono stato eletto come leader e vostro premier per correggerli"

Parole ben diverse da quelle dell'esordio di Liz Truss e di Boris Johnson. "Questo lavoro comincia immediatamente", continua Sunak. "Metterò la stabilità economica al centro dell'agenda del mio governo. Ciò richiede difficili decisioni, ma mi avete visto durante il Covid fare tutto quello che potevo per proteggere la gente con i sussidi pubblici e prometto che metterò la stessa a compassione nelle sfide che abbiamo di fronte ora. Non lasceremo la prossima generazione con un debito sulle spalle. Unirò il Paese con i fatti, non con le parole". Poi quella che suona come una stoccata a Johnson: "Lavorerò giorno e notte. Questo governo avrà onesta, professionalità e senso di responsabilità a ogni livello, la fiducia bisogna guadagnarsela e io mi guadagnerò la vostra".

Cita proprio Johnson per discutere la questione delle elezioni anticipate che l'opposizione esige: "Sarò sempre grato a Boris per quello che ha fatto e per la sua generosità, ma credo che anche lui sarebbe d'accordo che il mandato ottenuto dal nostro partito (con le elezioni del 2019, ndr.) non è proprietà di un individuo bensì unisce tutti noi. E al cuore di quel mandato c'è il nostro programma, le cui promesse manterrò, una sanità piu forte, scuole migliori, strade più sicure, l'ambiente da proteggere, un'economia con opportunità per tutti create dalla brexit". Come dire che il mandato della vittoria elettorale di tre anni fa è anche sua, dunque non si può mettere in dubbia la legittimità del suo governo e non c'è bisogno di ricorrere anticipatamente alle urne.

La conclusione è quasi cupa. "Capisco quanto è difficile questo momento. Dopo i miliardi spesi per il Covid e le difficoltà di una guerra terribile che deve essere conclusa con successo, capisco in pieno i problemi che abbiamo davanti. Capisco anche che devo ricostruire la fiducia dopo tutto quello che è accaduto. Sono pronto a condurre il nostro Paese nel futuro, a mettere i vostri bisogni al di sopra delle parole, insieme possiamo realizzare cose incredibili. Un futuro che vale i sacrifici di tanti. E che riempia il domani di speranza. Grazie". Quindi varca il portone, dove lo accoglie l'applauso dello staff.

È cominciato così, questa mattina, il mandato del nuovo primo ministro, eletto lunedì dal voto di nemmeno 200 deputati conservatori nelle primarie del suo partito per sostituire la dimissionaria Liz Truss, dopo che gli altri due candidati, Boris Johnson e Penny Mordaunt, si erano ritirati non avendo ottenuto la soglia minima di 100 parlamentari a loro favore che avrebbe permesso il passaggio al secondo turno, cioè al voto dei 150 mila iscritti ai Tories.

Il partito che ha avuto la maggioranza alle elezioni, stabiliscono le norme britanniche, governa indifferentemente da chi sia il suo leader: i conservatori ne hanno già cambiati tre negli ultimi tre mesi e l'opposizione laburista chiede elezioni anticipate per dare la parola al popolo, sostenendo che Sunak non è legittimato a guidare il Paese, ma il neo-premier non è obbligato a indirle.

Il giuramento a Buckingham Palace

Preceduto da Truss, che accompagnata dal marito e dalle figlie ha formalizzato davanti al re le dimissioni rese inevitabili dai suoi disastrosi 44 giorni di governo ("credo nella Gran Bretagna, ci sono ancora giorni lieti davanti a noi" ha detto lei lasciando Downing Sreet), in cui è crollata la sterlina e i fondi pensione hanno rischiato la bancarotta, anche Sunak è andato a Buckingham Palace a incontrare Carlo per il giuramento di rito. Una curiosità è che il nuovo premier ha un patrimonio personale due volte più grande di quello del re: è il capo del governo più ricco nella storia del Regno Unito, con una fortuna di 800 milioni di sterline (950 milioni di euro).

I suoi genitori, padre medico, madre farmacista, appartengono alla classe media, da piccolo lui dava una mano andando a consegnare le ricette in bicicletta, ma dopo l'università a Oxford e Stanford è diventato un banchiere della Goldman Sachs e ha sposato la figlia di un miliardario indiano. La Bbc si chiede se riuscirà a comprendere i bisogni del cittadino medio. Lo ha fatto come ministro delle Finanze, offrendo miliardi di sterline dalle casse dello stato per sostenere piccole e grandi aziende costrette a chiudere durante i lockdown per la pandemia, ma adesso si temono aumenti delle tasse e tagli alla spesa pubblica per affrontare un debito preoccupante: e generalmente l'austerità non porta consensi popolari.

L'arrivo a Downing Street

Si vedrà. Fuori un premier, dentro un altro, con un intervallo di pochi minuti in cui, tra una Range Rover che esce da palazzo reale e una che arriva, c'è un breve vuoto di potere al vertice della nazione: un cambio della guardia diventato piuttosto frequente, il quinto primo ministro conservatore negli ultimi sei anni, sintomo dell'instabilità in cui è precipitato il Regno Unito dalla Brexit in poi.

Subito dopo, scortato da un corteo di auto e motociclette, scrutato lungo la strada da una piccola folla dietro cancelli e transenne, Sunak ha raggiunto Downing Street per il suo primo discorso, più articolato della breve e un po' legnosa dichiarazione del giorno prima, per la quale sui social è stato paragonato a un robot. Solo a quel punto ha preso possesso ufficialmente della sua nuova casa-ufficio, distante solo un numero civico dall'11 di Downing Street, che era stato per due anni la sua residenza come ministro delle Finanze.

Primo compito, nominare i ministri del suo governo: Jeremy Hunt, suo alleato e sostenitore, viene confermato a ministro delle Finanze; Dominic Raab, un altro che lo aveva appoggiato, viene richiamato come ministro della Giustizia e vicepremier; James Cleverly, uno dei ministri nominati da Liz Truss, viene confermato agli Esteri; e viene confermata anche Suella Braverman agli Interni, il cui appoggio a Sunak è stato decisivo nella conta dei deputati che lo hanno eletto perché proveniente da un membro della destra del partito. Di cui cerca evidentemente di riflettere tutte le anime nel suo governo, sperando di unirlo. Secondo compito, occuparsi della crisi economica ed energetica. Terzo, cercare di raccogliere attorno a sé un partito diviso tra l'anima populista filo-Johnson e quella tradizionale più pragmatica e moderata. "Uniamoci o il nostro partito morirà" è stato lunedì il suo messaggio ai deputati Tories che lo hanno eletto: o perlomeno verrà travolto dal Labour, a cui i sondaggi predicono una schiacciante vittoria, se si andasse a votare subito.

Intanto a Londra arrivano congratulazioni da tutto il mondo, il primo a inviarle è il premier indiano Narendra Modi, che definisce Sunak "un ponte vivente" tra Regno Unito e India: un lungo viaggio, il suo, da una famiglia nata in una colonia dell'Impero britannico fino a conquistare Downing Street che di quell'Impero era il cuore. Anche il presidente francese Macron e i leader dell'Unione Europea si dicono pronti a lavorare insieme al nuovo primo ministro britannico, in particolare per risolvere i problemi urgenti legati alla Brexit in Irlanda del Nord e per affrontare insieme la guerra in Ucraina contro la Russia. Dall'altro lato dell'oceano, Joe Biden ha definito "rivoluzionaria" la nomina di Sunak, sottolineando che è il primo non bianco a ricoprire questo ruolo. "È piuttosto sorprendente, è una pietra miliare rivoluzionaria ed è importante", ha detto il presidente degli Stati Uniti durante una cerimonia alla Casa Bianca per Diwali, la festa più importante del calendario induista. È la religione del nuovo premier, primo non cristiano a Downing Street, la sua nuova casa dove stasera, se vorrà, potrà accendere un lume per celebrare Diwali anche lui, come vuole la tradizione. Una luce nel buio, mentre inizia una leadership carica di problemi.