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Giovani, nerd e con contratto part-time: ecco la squadra che guida i missili russi sugli obiettivi ucraini

Un'inchiesta di Bellingcat, Der Spiegel e The Insider svela l'identità di 27 ufficiali russi con il compito di programmare le rotte per gli attacchi aerei contro il nemico
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Sono gli ufficiali che permettono ai missili russi di arrivare sugli obiettivi, distruggendo nelle ultime settimane centrali elettriche, depositi di carburante ma anche palazzi con un pesante bilancio di vittime civili. Molti non corrispondono all’identikit degli eredi marziali dell’Armata Rossa ma somigliano più ai nerd delle startup californiane, con ingaggi part-time e testimonianze di solidarietà online verso gli oppositori di Putin. Tutti però contribuiscono agli attacchi terroristici contro l’Ucraina. Un’inchiesta durata sei mesi di Bellingcat, Der Spiegel e The Insider ha permesso di individuare nomi e storie di 27 militari russi che programmano le rotte d’attacco dei tre modelli di missili a lungo raggio più utilizzati nei bombardamenti contro il Paese invaso. Grazie a un certosino lavoro investigativo, le tre testate sono riuscite a ottenere i dati sul traffico telefonico dei loro cellulari, ricostruendo la catena di c…

Sono gli ufficiali che permettono ai missili russi di arrivare sugli obiettivi, distruggendo nelle ultime settimane centrali elettriche, depositi di carburante ma anche palazzi con un pesante bilancio di vittime civili. Molti non corrispondono all’identikit degli eredi marziali dell’Armata Rossa ma somigliano più ai nerd delle startup californiane, con ingaggi part-time e testimonianze di solidarietà online verso gli oppositori di Putin. Tutti però contribuiscono agli attacchi terroristici contro l’Ucraina. Un’inchiesta durata sei mesi di Bellingcat, Der Spiegel e The Insider ha permesso di individuare nomi e storie di 27 militari russi che programmano le rotte d’attacco dei tre modelli di missili a lungo raggio più utilizzati nei bombardamenti contro il Paese invaso. Grazie a un certosino lavoro investigativo, le tre testate sono riuscite a ottenere i dati sul traffico telefonico dei loro cellulari, ricostruendo la catena di comando e i contatti alla vigilia dei raid missilistici che hanno privato di energia e riscaldamento un terzo della popolazione ucraina. 

Sono uomini e donne, in un caso addirittura marito e moglie, che appartengono a due strutture - una nel quartiere generale di Mosca, l’altro nel vertice dell’ammiragliato a San Pietroburgo – che fanno capo al GVC, acronimo russo per indicare il “Centro principale di elaborazione dati dello Stato maggiore”. Quasi tutti sono giovani, quattro hanno soltanto 24 anni, spesso con trascorsi in aziende telematiche e di giochi computerizzati. Alcuni hanno partecipato alla missione in Siria tra il 2016 e 2021, ricevendo pure medaglie dal Cremlino.

 

Foto della squadra ricevuta da Bellingcat 

Il loro compito è quello di preparare la pianificazione informatica dei lanci condotti con i Kalibr imbarcati su navi e sottomarini, i Kh101 trasportati dagli aerei, gli Iskander basati su semoventi terrestri. Ognuno di questi missili ha mezza tonnellata di alto esplosivo. Una volta scelto il bersaglio, negli apparati di navigazione che guidano gli ordigni vanno inserite non solo le sue coordinate ma l’intero percorso dettagliato per raggiungerlo. Questa mappa viene poi trasferita in una chiavetta usb, inserita manualmente nella testata dell’arma. Un lavoro svolto dai tecnici del GVC, che sono stati contattati da Bellingcat per avere spiegazioni sulla loro attività. Quasi tutti hanno buttato giù il telefono o negato il loro nome ma un ufficiale raggiunto da The Insider ha chiesto l’anonimato e fornito informazioni, inclusa una foto della squadra assieme al suo leader in posa davanti alla sede del ministero della Difesa. 

Il direttore del reparto hi-tech è il generale Robert Baranov. Stando all’inchiesta, la figura chiave è però il tenente colonnello Igor Bagnyuk: nato a Riga nella Lettonia sovietica nel 1982, diplomato all’Accademia delle forze missilistiche strategiche e in servizio con il GVC dal 2010: è stato schierato pure a Damasco, da dove tra il 2015 e il 2017 i militari russi hanno gestito raid di ordigni balistici contro i centri della resistenza al regime di Assad, sbriciolando interi quartieri.

L’esame dei tabulati telefonici ha permesso di ricostruire i movimenti di Bagnyuk e le sue conversazioni alla vigilia dei bombardamenti contro le città ucraine. Lo scorso 10 settembre ha parlato con il generale Baranov e subito dopo con il capitano Alexey Mikhaylov, un esperto nella programmazione degli R500: proprio il tipo di armi scagliate il giorno. Poi il 12 settembre si è spostato a Rostok, vicino al confine ucraino, e nella notte successiva ha avuto una grande quantità di conversazioni con superiori e subordinati: il 14 settembre una raffica di Iskander partiti dalla stessa zona ha colpito un centro comando dell’esercito ucraino. 

Le notizie raccolte dal pool giornalistico sono impressionanti. Il colonnello Bagnyuk è un collezionista di monete e anche durante l’orario d’ufficio si collega con i siti di numismatica. Lo ha fatto pure la mattina dello scorso 10 ottobre, poche ore prima che i dati forniti dal suo reparto permettessero di colpire Kiev, ammazzando decine di persone. Tra le altre cose, ha messo in vendita su Avito.ru – l’equivalente russo di eBay – una medaglia concessa da Putin nel 2014 per “il contributo all’organizzazione delle Olimpiadi di Sochi”: chiede una cifra pari a circa 100 euro.

Ai 27 ufficiali Bellingcat e The Insider hanno domandato se gli attacchi contro obiettivi civili fossero deliberati o frutto di incidenti, senza ottenere risposte. Non sembra che siano loro a decidere i bersagli da colpire, ma il loro contributo alla campagna terroristica contro la popolazione ucraina è indubbio: sono i travet dei missili, che pianificano i voli degli ordigni come se fosse un videogioco, mentre invece finiscono per provocare morte e distruzione.