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Iran, la grande marcia per Mahsa Amini. La polizia spara sui manifestanti. L'Isis attacca una moschea a Shiraz

(afp)
A 40 giorni dalla morte della 22enne curda che ha innescato un movimento di protesta diffuso in tutto il Paese, migliaia di persone si sono radunate sulla sua tomba nonostante il divieto delle autorità. Scioperi e cortei anche a Teheran e in altre città. Un attentatore dello Stato Islamico fa fuoco all'interno del masoleo sciita a Shiraz, almeno 13 morti
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Si sono messi in cammino di prima mattina, centinaia, poi migliaia di iraniani, a piedi, attraverso le campagne, per aggirare il blocco delle strade presidiate da uno schieramento imponente di forze di sicurezza e arrivare al cimitero dov'è sepolta Mahsa Amini, nel 40esimo giorno dalla sua morte, e renderle omaggio.

La marcia degli iraniani a 40 giorni dalla morte di Mahsa Amini

 

Ma la grande marcia di Saqqez, città del kurdistan iraniano in cui Mahsa era nata e cresciuta, è finita di nuovo con la violenza. Le forze di sicurezza iraniane hanno aperto il fuoco contro i manifestanti, secondo diverse testimonianze che arrivano dalla cittadina al nord dell'Iran, e scontri ci sono stati anche al cimitero. "Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni e hanno aperto il fuoco contro le persone in piazza Zindan a Saqqez", denuncia la ong Hengaw, un gruppo per i diritti dei curdi iraniani che…

Si sono messi in cammino di prima mattina, centinaia, poi migliaia di iraniani, a piedi, attraverso le campagne, per aggirare il blocco delle strade presidiate da uno schieramento imponente di forze di sicurezza e arrivare al cimitero dov'è sepolta Mahsa Amini, nel 40esimo giorno dalla sua morte, e renderle omaggio.

La marcia degli iraniani a 40 giorni dalla morte di Mahsa Amini

 

Ma la grande marcia di Saqqez, città del kurdistan iraniano in cui Mahsa era nata e cresciuta, è finita di nuovo con la violenza. Le forze di sicurezza iraniane hanno aperto il fuoco contro i manifestanti, secondo diverse testimonianze che arrivano dalla cittadina al nord dell'Iran, e scontri ci sono stati anche al cimitero. "Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni e hanno aperto il fuoco contro le persone in piazza Zindan a Saqqez", denuncia la ong Hengaw, un gruppo per i diritti dei curdi iraniani che ha sede in Norvegia. "Hanno sparato durante la cerimonia commemorativa di Mahsa ... dozzine di persone sono state arrestate", ha raccontato un testimone alla Reuters.  Conferma degli scontri arriva anche dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna, secondo cui circa 10.000 persone si sono radunate al cimitero. Internet è stato bloccato in tutta la città.

La sfida alla Repubblica Islamica

I 40 giorni sono una data importante nella ritualità del lutto iraniana, si commemorano i defuniti e spesso le cerimonie diventano anche occasione di proteste politiche.

Nella cultura antica iraniana, 40 giorni dividevano l'anno in cicli. Per i musulmani sciiti, 40 allude ai 40 giorni di lutto dopo il giorno dell'Ashura, cioè il martirio dell'Imam Hossein.

Gli attivisti avevano convocato manifestazioni in tutto il Paese per ricordare Mahsa Amini, morte dopo essere stata arrestata per "abbigliamento inappropriato", e tutte le vittime della repressione, almeno 244 persone finora, 34 delle quali minorenni. La storia di Amini morto mentre era sotto la custodia della polizia iraniana ha dato vita a un movimento spontaneo che chiede libertà e diritti civili, e sfida apertamente la leadership clericale al potere dalla rivoluzione del 1979: "Morte al dittatore", "Non vogliamo la Repubblica Islamica", sono alcuni degli slogan delle piazze.

A Saqqez la polizia aveva avvertito la famiglia di Amini di non tenere una cerimonia commemorativa, ma non è servito a bloccare i manifestanti. Le autorità hanno chiuso tutte le scuole e le università della provincia del Kurdistan "a causa di un'ondata di influenza", secondo la spiegazione data dai media statali iraniani.

Medici e commercianti in piazza a Teheran

Le proteste continuano da 40 giorni, e anche oggi le università del Paese sono tornate a riempirsi. A Teheran sono in corso diverse manifestazioni, hanno protestato anche i medici e alcuni commercianti del gran bazaar.  La  "repressione è brutale", raccontano alcuni universitari fuggiti dall'università di Teheran. Gli studenti hanno svolto un ruolo fondamentale nelle proteste, con dozzine di atenei in sciopero, dove ragazzi e ragazze abbattono le divisioni interne alle mense e pranzano insieme contro la "segregazione di genere". Centinaia di studentesse si sono unite ai cortei senza velo cantando "Libertà, libertà, libetà". I media di Stato e i funzionari governativi continuano a bollare i manifestanti come "ipocriti, monarchici, teppisti e sedizionisti", accusando gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali di fomentare quelle che chiamano "rivolte".

Attacco al mausoleo sciita di Shiraz

In serata i media di Stato hanno dato notizia di un attacco terroristico a Shiraz, nel sud del Paese, in cui sono morte almeno 13 persone e 40 sono rimaste ferite. Il mausoleo di Shah Cheragh è uno dei luoghi di culto più importanti dell'Iran. L'Isis ha rivendicato l'attacco. "Non resterà senza risposta", ha promesso il presidente Ebrahim Raisi, mentre il ministro dell'Interno Ahmad Vahidi ha puntato il dito anche contro i manifestanti che con le proteste spianano il terreno "a certi attacchi terroristici", ha detto.