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Eric Adams: “New York è tornata ed è una città sicura. Italiani, vi aspettiamo"

Il sindaco della Grande Mela a colloquio con "Repubblica": "Vogliamo ospitare un Gran premio di Formula 1, la finale dei Mondiali di calcio del 2026 e rilanciare la moda”
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NEW YORK - "Agli amici italiani dico questo: New York non sta tornando ad essere quello che era prima della crisi del Covid, ma è già tornata. Quindi adesso invito anche voi a tornare, ad investire nella nostra città, perché ci sono un sacco di cose che possiamo fare insieme. Voglio ospitare un Gran premio di Formula 1, la finale dei Mondiali di calcio del 2026, e rilanciare la moda".

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Sono le otto di sera, in una magnifica casa a due passi da Park Avenue, dove il nuovo sindaco della Grande Mela Eric Adams è venuto a cena per raccogliere fondi elettorali. Mancano due settimane alle elezioni midterm, e anche se lui non è candidato, la governatrice democratica Kathy Hochul sta rischiando di perdere la guida dello stato contro lo sfidante repubblicano Lee Zeldin. L'atmosfera è informale, con una ventina di invitati intorno al buffet. Adams, giacca senza cravatta e piccolo orecchino sul lobo sinistro, si ferma a chiacchierare con tutti.

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NEW YORK - "Agli amici italiani dico questo: New York non sta tornando ad essere quello che era prima della crisi del Covid, ma è già tornata. Quindi adesso invito anche voi a tornare, ad investire nella nostra città, perché ci sono un sacco di cose che possiamo fare insieme. Voglio ospitare un Gran premio di Formula 1, la finale dei Mondiali di calcio del 2026, e rilanciare la moda".

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Sono le otto di sera, in una magnifica casa a due passi da Park Avenue, dove il nuovo sindaco della Grande Mela Eric Adams è venuto a cena per raccogliere fondi elettorali. Mancano due settimane alle elezioni midterm, e anche se lui non è candidato, la governatrice democratica Kathy Hochul sta rischiando di perdere la guida dello stato contro lo sfidante repubblicano Lee Zeldin. L'atmosfera è informale, con una ventina di invitati intorno al buffet. Adams, giacca senza cravatta e piccolo orecchino sul lobo sinistro, si ferma a chiacchierare con tutti.

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Vuole sapere cosa possiamo fare per aiutare New York: "Quando parlo della mia città, mi viene sempre in mente la storia di un uomo che aveva una cicatrice sul viso, ma chiedeva a chiunque lo incontrasse di non farsi distrarre da quel taglio, per concentrare invece l'attenzione sulla sua faccia intera. Ogni giorno nella metropolitana vengono commessi sei reati. Questa è la nostra cicatrice. Però abbiamo mobilitato 1.200 poliziotti per aumentare la sicurezza, e 3,5 milioni di persone prendono la subway ogni giorno, andando dove vogliono senza incidenti. Questa è la nostra faccia. Abbiamo troppi migranti richiedenti asilo, ma ho proclamato lo stato d'emergenza e chiesto aiuti federali per gestirli. Abbiamo le cicatrici della difficile ripresa economica dopo il Covid. Però ogni giorno qui aprono nuove imprese, identificando New York come quartier generale mondiale. Ci sono Google, Facebook, Goldman Sachs, JP Morgan. Tutte le grandi corporation sono qui. Siamo secondi solo alla Silicon Valley per l'innovazione tecnologica, ma siamo in corsa per superarla grazie ai nostri investimenti. Il turismo sta esplodendo: 56 milioni di persone visiteranno New York nel 2022, e saliranno a 65 milioni l'anno prossimo. Questa è la nostra faccia".

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Il secondo sindaco nero dopo David Dinkins non può fare a meno di sottolineare la diversità: "Siamo la città più popolata degli Usa, e gente venuta da tutto il mondo la considera la sua casa: Africa, Asia, America latina. È la nostra arma segreta, che ci dà il vantaggio per sviluppare i migliori prodotti di qualità in tutti i campi. L'imprenditore e ambasciatore di origini italiane Paolo Zampolli gli ha messo nell'orecchio la pulce di ospitare la Formula 1 su un circuito cittadino, e Adams è entusiasta: "Certo che la vogliamo! Poi vogliamo la finale dei Mondiali di calcio, e rilanciare il settore della moda".

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Il sindaco conosce il peso degli italiani nella sua città, tanto quelli sbarcati a Ellis Island il secolo scorso, quanto quelli che atterrano ogni giorno all'aeroporto Kennedy, perciò è lui a chiedere quali aziende potrebbero essere interessate a rilanciare la loro presenza e il business a New York: "Non stiamo tornando, siamo già tornati. Lavoriamo per garantire la sicurezza, riaprire gli uffici dopo il Covid, riportare la vita alla normalità. E ci stiamo riuscendo, basta guardare la vitalità rinata nelle nostre strade. Siamo open for business, come sempre. Questo perciò è il momento di tornare a New York, per chi vuole visitarla per turismo o chi intende lavorarci. È il momento migliore per investire nella nostra città".

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Adams non è candidato alle elezioni midterm, ma l'8 novembre si gioca gran parte della sua operatività, perché è alleato della governatrice democratica Hochul che invece rischia di perdere la sfida col rivale trumpista Zeldin. Se il sindaco si ritrovasse con un repubblicano ostile nella capitale Albany finirebbe nei guai, perciò soprattutto sulla sicurezza si sta mobilitando per soccorrere la compagna di partito. "Almeno qui a New York, le midterm le vinceremo. Tutti mi dicono che la mia carica è la seconda più difficile negli Usa. Io rispondo: quando comincia la parte difficile? Perché la città è forte come mai, è ripartita, e resta la capitale del mondo dove si fa sempre la cosa giusta".

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