Esercitazioni atomiche nei cieli di Russia: Putin testa la risposta “a un attacco nemico”
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Dai monitor della stanza di controllo, il comandante-in-capo Vladimir Putin osserva le forze armate al suo comando lanciare missili in grado di trasportare cariche nucleari da un'estremità all'altra del Paese più vasto al mondo. Da un sottomarino nel mare di Barents, nell'Artico, si leva il missile Sineva, mentre dal cosmodromo di Plesetsk, 800 km a Nord-Ovest di Mosca, parte lo Jars. Volano entrambi fino al poligono Kura nella lontana Kamchatka, Estremo Oriente Russo. Anche i bombardieri Tupolev-95 lanciano vettori. Per le esercitazioni nucleari "Grom", "Tuono", c'è l'intera "triade nucleare" in azione: missili da mare, cielo e terra.
"Le forze di deterrenza strategica hanno condotto un'esercitazione di addestramento per sferrare un massiccio attacco nucleare in risposta a un attacco nucleare nemico", si gloria il ministro della Difesa Serghej Shojgu. Sono manovre periodiche. "Di ro…
MOSCA - Dai monitor della stanza di controllo, il comandante-in-capo Vladimir Putin osserva le forze armate al suo comando lanciare missili in grado di trasportare cariche nucleari da un'estremità all'altra del Paese più vasto al mondo. Da un sottomarino nel mare di Barents, nell'Artico, si leva il missile Sineva, mentre dal cosmodromo di Plesetsk, 800 km a Nord-Ovest di Mosca, parte lo Jars. Volano entrambi fino al poligono Kura nella lontana Kamchatka, Estremo Oriente Russo. Anche i bombardieri Tupolev-95 lanciano vettori. Per le esercitazioni nucleari "Grom", "Tuono", c'è l'intera "triade nucleare" in azione: missili da mare, cielo e terra.
"Le forze di deterrenza strategica hanno condotto un'esercitazione di addestramento per sferrare un massiccio attacco nucleare in risposta a un attacco nucleare nemico", si gloria il ministro della Difesa Serghej Shojgu. Sono manovre periodiche. "Di routine", le definisce lo stesso Pentagono, che era stato allertato da Mosca secondo gli accordi e che a sua volta è impegnato nell'Europa nord-occidentale nelle manovre annuali Nato "Steadfast Noon", "Mezzogiorno continuo". Ma cadono dopo otto mesi di offensiva russa in Ucraina, mentre la retorica si infiamma.
È lo stesso Putin a dare il tono. Soltanto qualche ora prima, presiedendo una riunione del Consiglio di sicurezza, aveva detto che la Russia ha il diritto di difendere il suo territorio utilizzando qualsiasi arma nel suo arsenale. "L'Ucraina è diventata uno strumento della politica estera degli Usa, che la usano contro la Russia, e ha praticamente perso la propria sovranità", dice più tardi ai vertici delle agenzie d'intelligence dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (Csi). Parole che echeggiano i "falchi". Come il leader ceceno Kadyrov che invoca la "jihad" contro "l'Ucraina anti-occidentale" e rivendica anche "Odessa, Kiev, Kharkiv". O il presidente della Duma Vjaceslav Volodin: "L'Ucraina ha perso il diritto di esistere come Stato" perché ormai "è una colonia degli Usa".
"Il potenziale di conflitto nel mondo nel suo insieme, così come a livello regionale, rimane molto alto", avverte Putin. E per la prima volta si unisce al coro di funzionari russi che, senza presentare alcuna prova, da giorni accusano Kiev di essere pronta a usare un ordigno confezionato con materiale convenzionale e radioattivo: "Ci sono piani per utilizzare la cosiddetta bomba sporca per degli attacchi". È l'allerta su cui Mosca martella senza sosta da quando domenica Shojgu ha chiamato i suoi omologhi di Turchia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.
"Preoccupazione" che il ministro ha ribadito anche ieri in videocollegamento con il suo omologo cinese Wei Fenghe e con l'indiano Rajnath Singh. E che ha rilanciato anche il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov: "Continueremo a sostenere la nostra causa con la comunità internazionale per incoraggiarla a prendere misure per prevenire comportamenti così irresponsabili". Accuse "assurde" e "pericolose", secondo l'Occidente, negate con forza da Kiev. Il timore è che Mosca stia preparando una provocazione sotto falsa bandiera da usare come pretesto per una nuova escalation o, peggio, per l'impiego da tempo minacciato di armi nucleari. Joe Biden mette in allerta: "Sarebbe un grave errore". Ma il segretario di Stato Anthony Blinken rassicura: "Non abbiamo visto ragione di cambiare la nostra postura nucleare".
Le relazioni tra Russia e Occidente tuttavia restano tese. Anzi "ostili", come ieri Mosca ha ripetuto più volte. Con Putin che ha prorogato fino al 2023 le restrizioni sull'import ed export dai "Paesi ostili" e negato le congratulazioni al neo-premier britannico Rishi Sunak perché "il Regno Unito appartiene ai Paesi ostili". Anche l'Italia è finita nel mirino. Il ministero degli Esteri ha protestato contro l'esclusione degli esperti russi da una seduta dell'Iniziativa sulla lotta alla proliferazione di armi di distruzione di massa (Psi) apertasi a Roma. "Una mossa ostile", l'ha definita la portavoce Maria Zakharova. La Farnesina si è difesa: "L'esclusione è motivata non solo dalla brutale aggressione all'Ucraina", ma anche dall'atteggiamento "polarizzante e non cooperativo" di Mosca nei fori internazionali.