18 casi di Covid: a Wuhan uno dei distretti centrali torna in lockdown
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Diciotto casi di Covid e uno dei distretti centrali di Wuhan torna in lockdown. Da oggi fino a domenica ai residenti della zona di Hanyang è stato detto di non uscire di casa. Nel distretto vivono 900mila persone. Tutte le attività commerciali non essenziali sono state invitate a chiudere. Supermercati e farmacie rimarranno invece aperti. Sui social cinesi ricompaiono le foto delle barricate all’esterno dei compound residenziali per non far uscire le persone.
Prima città al mondo nel 2020 a chiudere a causa del virus - un lockdown che durò per 76 giorni - Wuhan era ritornata dall’aprile di due anni fa ad una quasi normalità. Interrotta, però, nel luglio di quest’anno quando venne bloccato il distretto di Jiangxia, u…
PECHINO - Diciotto casi di Covid e uno dei distretti centrali di Wuhan torna in lockdown. Da oggi fino a domenica ai residenti della zona di Hanyang è stato detto di non uscire di casa. Nel distretto vivono 900mila persone. Tutte le attività commerciali non essenziali sono state invitate a chiudere. Supermercati e farmacie rimarranno invece aperti. Sui social cinesi ricompaiono le foto delle barricate all’esterno dei compound residenziali per non far uscire le persone.
Prima città al mondo nel 2020 a chiudere a causa del virus - un lockdown che durò per 76 giorni - Wuhan era ritornata dall’aprile di due anni fa ad una quasi normalità. Interrotta, però, nel luglio di quest’anno quando venne bloccato il distretto di Jiangxia, un'area che ospita quasi 1 milione di persone alla periferia della città.
“E’ nell’anima delle persone che qualcosa sta cambiando. La pandemia quest’anno non è grave, ma dobbiamo costantemente fare i tamponi. Se usciamo di casa, è probabile che si venga bloccati da qualche parte e portati nei centri per la quarantena in qualsiasi momento. Improvvisamente, la vita è incerta. E questa incertezza fa perdere alle persone il senso di sicurezza. Un’insicurezza ormai quotidiana”, aveva raccontato a Repubblica qualche settimana fa la scrittrice Fang Fang, residente a Wuhan e autrice dei Diari di quel lungo primo lockdown di due anni e mezzo fa, libro diventato bestseller in tutto il mondo.
Crescono i casi in tutta la Cina: 1.407 oggi. Numeri bassi nel resto del mondo. Non qui. Dove il Partito continua a seguire la strategia della tolleranza zero contro il virus. Strategia difesa la scorsa settimana durante il discorso di apertura al ventesimo Congresso del Pcc dal segretario generale Xi Jinping. Strategia destinata a non sparire presto.
Nella capitale Pechino, una delle città cinesi con i controlli più severi, i casi sono oggi 19. Gli Universal Studios, il grande parco divertimenti inaugurato lo scorso anno alla periferia della città, ha deciso di chiudere temporaneamente per Covid. “Cercheremo di riprendere le operazioni il prima possibile”, dichiara in un post su Weibo (il Twitter cinese) la proprietà.
Sul fronte vaccini, da oggi gli abitanti di Shanghai ne avranno uno nuovo a disposizione. Si chiama Convidecia Air, è prodotto dalla cinese CanSino e, dopo l’approvazione per l’uso d’emergenza arrivata a settembre, ora è disponibile gratuitamente come dose di richiamo per i residenti della metropoli finanziaria. Un vaccino “da bere”, che si assume inalandolo per bocca. La Cina diventa il primo Paese al mondo ad approvare un vaccino anti-Covid del genere. "È stato come bere una tazza di tè", dice un residente in un video pubblicato su Weibo. "Quando l'ho respirato, aveva un sapore un po' dolce".