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Cina, proteste in Tibet contro le misure anti-Covid: "Fateci tornare a casa"

Centinaia di persone in strada a Lhasa per un lockdown che dura da quasi 80 giorni. Sono in maggioranza immigrati di etnia Han. I video si diffondono sui social
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PECHINO - Centinaia di persone sono scese in strada a Lhasa, capitale del Tibet in lockdown da quasi 80 giorni, per protestare contro le chiusure anti-Covid. Momenti di tensione con la polizia. Diversi video che hanno fatto il giro dei social riprendono le rare manifestazioni avvenute tra ieri pomeriggio e questa notte.


La maggioranza dei manifestanti è cinese di etnia Han, quella dominante nel Paese, immigrati in Tibet da altre parti della Cina per lavoro. "Vogliamo solo tornare a casa”, recita la didascalia di uno dei video. "Sono stati rinchiusi per troppo tempo. E molte persone in questa comunità sono venute solo per lavorare e guadagnare denaro. Se avessero potuto ottenerlo nella Cina continentale, non sarebbero venuti qui”, si sente commentare un uomo in sottofondo ad uno degli altri video.


Fonti tibetane hanno riferito all'emittente Radio Free Asia che i manifestanti hanno avvertito che avrebbero "appiccato il fuoco"…

PECHINO - Centinaia di persone sono scese in strada a Lhasa, capitale del Tibet in lockdown da quasi 80 giorni, per protestare contro le chiusure anti-Covid. Momenti di tensione con la polizia. Diversi video che hanno fatto il giro dei social riprendono le rare manifestazioni avvenute tra ieri pomeriggio e questa notte.


La maggioranza dei manifestanti è cinese di etnia Han, quella dominante nel Paese, immigrati in Tibet da altre parti della Cina per lavoro. "Vogliamo solo tornare a casa”, recita la didascalia di uno dei video. "Sono stati rinchiusi per troppo tempo. E molte persone in questa comunità sono venute solo per lavorare e guadagnare denaro. Se avessero potuto ottenerlo nella Cina continentale, non sarebbero venuti qui”, si sente commentare un uomo in sottofondo ad uno degli altri video.


Fonti tibetane hanno riferito all'emittente Radio Free Asia che i manifestanti hanno avvertito che avrebbero "appiccato il fuoco" se le restrizioni non fossero state revocate. Le proteste sarebbero, secondo alcuni osservatori, le più grandi che la città abbia mai visto dai tempi della rivolta del 2008, in cui furono uccise almeno 19 persone.


Quella di Lhasa è la chiusura più lunga dopo quella di Shanghai di questa primavera. Almeno 5 persone si sono già suicidate, gettandosi dalle finestre dei centri per la quarantena o dagli edifici chiusi per il lockdown, scriveva a fine settembre in un rapporto l’International Campaign for Tibet.