Libano, firmato l'accordo sul gas. Hezbollah annuncia la "fine della mobilitazione straordinaria contro Israele"
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Per la prima volta nella storia, Israele e Libano si accordano sulla definizione di un pezzo del proprio confine. Il primo ministro israeliano Yair Lapid e il presidente del Libano Michel Aoun hanno firmato il documento ciascuno nella propria capitale. Eppure, sia pure parziale e limitato alla definizione delle acque territoriali, l’accordo mediato dagli Stati Uniti è stato definito cruciale dai leader di entrambe le nazioni. Il movimento sciita di Hezbollah, nemico giurato dello Stato ebraico che in Libano rappresenta un vero e proprio Stato nello Stato, lo ha salutato definendolo “una grande vittoria” e ha dichiarato la fine della mobilitazione eccezionale contro Israele in relazione alla questione (negli scorsi mesi il gruppo aveva più volte minacciato Israele e inviato dei droni verso una delle sue piattaforme di estrazione).
“Non capita tutti i giorni che un Paese nemico riconosca lo Stato di Israele, in un accordo scritt…
GERUSALEMME – Per la prima volta nella storia, Israele e Libano si accordano sulla definizione di un pezzo del proprio confine. Il primo ministro israeliano Yair Lapid e il presidente del Libano Michel Aoun hanno firmato il documento ciascuno nella propria capitale. Eppure, sia pure parziale e limitato alla definizione delle acque territoriali, l’accordo mediato dagli Stati Uniti è stato definito cruciale dai leader di entrambe le nazioni. Il movimento sciita di Hezbollah, nemico giurato dello Stato ebraico che in Libano rappresenta un vero e proprio Stato nello Stato, lo ha salutato definendolo “una grande vittoria” e ha dichiarato la fine della mobilitazione eccezionale contro Israele in relazione alla questione (negli scorsi mesi il gruppo aveva più volte minacciato Israele e inviato dei droni verso una delle sue piattaforme di estrazione).
“Non capita tutti i giorni che un Paese nemico riconosca lo Stato di Israele, in un accordo scritto, davanti alla comunità internazionale,” il commento di Lapid. “Abbiamo sentito parlare degli accordi di Abramo. Oggi ci troviamo in una nuova era. Questo potrebbe essere l'accordo di Amos Hochstein,” ha affermato il capo negoziatore libanese e vicepresidente del Parlamento Elias Bou Saab, facendo riferimento al Segretario Usa per l’energia, l’architetto dell’intesa.
Grazie alla definizione del confine marittimo, Israele e Libano potranno sfruttare senza controversie i giacimenti di gas già noti nel braccio di mare di alcune centinaia di chilometri quadrati al centro della disputa, che durava da diversi anni.
Israele ha cominciato negli scorsi giorni a estrarre il gas dal giacimento Karish, che l’intesa conferma in territorio israeliano. Al Libano sono andati invece i diritti su Kana che si divide tra le acque territoriali dei due paesi, ma Beirut dovrà corrispondere allo Stato ebraico royalties per il gas estratto nella porzione che si trova nel suo territorio. La speranza è che il tratto di mare possa in futuro rivelare altre risorse, che aiutino ad alleviare la grave crisi economica del Paese dei Cedri e magari diminuirne la dipendenza dall’Iran.
“L'energia, in particolare nel Mediterraneo orientale, non dovrebbe essere motivo di conflitto, ma uno strumento di cooperazione, stabilità, sicurezza e prosperità,” ha commentato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. “Questo accordo rappresenta un passo avanti verso la realizzazione della visione per un Medio Oriente più sicuro, integrato e prospero.”
Nel corso della giornata però, sia il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah che Aoun hanno voluto precisare che l’intesa non rappresenta in alcun modo la normalizzazione dei rapporti con Israele. “La demarcazione del confine marittimo meridionale è una questione tecnica che non ha implicazioni politiche o effetti che contraddicono la politica estera libanese", ha puntualizzato Aoun, mentre Nasrallah ha promesso di vigilare contro ogni mossa, che possa avere “anche solo il sentore” di normalizzazione.
A suggerire la differenza di approccio anche quanto riportato da media e leader dei rispettivi paesi a proposito della firma finale sul documento apposta dalle due delegazioni che per l’occasione si sono recate alla base dell’Unifil a Niquora (in territorio libanese). Secondo fonti israeliane, i due gruppi si sarebbero trovati nella stessa stanza, secondo fonti libanesi invece non sarebbe avvenuto alcun incontro.
L’intesa è stata siglata in un momento politico particolare per entrambe le nazioni, con Aoun che terminerà il mandato lunedì e Israele che si recherà alle urne martedì.
Pur tra tante difficoltà il significato della firma rimane innegabile, per le prospettive in campo economico e l’innegabile elemento di deterrenza che la condivisione dei profitti di un giacimento rappresenterà rispetto a un possibile attacco di Hezbollah contro Israele.
“Se una parte viola l'accordo, entrambe perdono", ha sottolineato Hochstein.