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Regno Unito, Rishi Sunak vieta il fracking e stravolge il programma di Liz Truss

Rishi Sunak (afp)
Il neopremier inizia il suo mandato con una misura cara agli ambientalisti. Discontinuità anche su fisco e Difesa. In attesa di affrontare il problema dell'Irlanda del Nord
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LONDRA – Nel suo primo giorno a Downing Street, Rishi Sunak ha smantellato quello che restava del programma di Liz Truss. Il nuovo premier conservatore ha ripristinato il bando al fracking, il controverso metodo di estrazione di gas e petrolio nelle profondità del sottosuolo, che la sua predecessora aveva almeno temporaneamente sospeso nella sua breve esperienza di governo. La decisione, in linea con il “manifesto elettorale” presentato dai Tories nel 2019, vieta a tempo indeterminato le perforazioni di questo tipo nel Regno Unito: una mossa che ha suscitato il plauso degli ambientalisti britannici e che riflette l’attenzione di Sunak verso il cambiamento climatico.

LONDRA – Nel suo primo giorno a Downing Street, Rishi Sunak ha smantellato quello che restava del programma di Liz Truss. Il nuovo premier conservatore ha ripristinato il bando al fracking, il controverso metodo di estrazione di gas e petrolio nelle profondità del sottosuolo, che la sua predecessora aveva almeno temporaneamente sospeso nella sua breve esperienza di governo. La decisione, in linea con il “manifesto elettorale” presentato dai Tories nel 2019, vieta a tempo indeterminato le perforazioni di questo tipo nel Regno Unito: una mossa che ha suscitato il plauso degli ambientalisti britannici e che riflette l’attenzione di Sunak verso il cambiamento climatico.

Pensioni e fisco

Il premier ha cancellato anche un’altra decisione di Truss: l’impegno ad aumentare le pensioni in linea con la crescita dell’inflazione. Ma quello che Sunak intende fare al riguardo non è chiaro, perché d’accordo con il ministro delle Finanze Jeremy Hunt ha rinviato al 17 novembre la pubblicazione del piano di bilancio per il prossimo anno fiscale, una cui anteprima, il cosiddetto mini-budget, doveva essere resa nota il 31 ottobre. Sunak vuole avere più tempo, ha spiegato il suo portavoce, per valutare come intervenire sull’esorbitante debito pubblico, un “buco nero” di quasi 40 miliardi di sterline, accumulato nei due anni di pandemia e per tranquillizzare i mercati dopo il panico creato dai tagli delle tasse annunciati nei 44 giorni del governo precedente e poi frettolosamente annullati dal nuovo ministro delle Finanze Hunt per evitare il peggio. L’aspettativa è che le tasse verranno aumentate, almeno nel breve termine, e che ci saranno riduzioni della spesa pubblica, ma resta da stabilire come.

Niente aumenti per la Difesa

Una parte del partito conservatore si oppone tuttavia a tagli colpiscano le fasce più deboli della popolazione e c’è il timore diffuso che un piano di austerità finisca per fare calare anziché crescere i consensi, continuando ad avvantaggiare il Labour nei sondaggi. Un altro campo in cui Sunak sembra in procinto di prendere le distanze dalla sua predecessora è la spesa per la difesa, che Truss aveva promesso di aumentare ma che il nuovo premier appare propenso a tenere a bada per l’esigenza di ridurre il debito.

La grana dell'Irlanda del Nord

Intanto fra oggi e domani Sunak dovrà affrontare la grana dell’Irlanda del Nord, dove il Dup, il partito unionista fedele a Londra, continua a rifiutare di formare il governo autonomo con gli indipendentisti dello Sinn Fein, vincitori delle elezioni regionali di sei mesi fa. In base alla legge, se entro venerdì le due parti non trovano un accordo, il governo centrale britannico dovrebbe indire nuove elezioni. Ma il Dup pone come condizione uno strappo degli accordi post-Brexit che mantengono di fatto l’Irlanda del Nord nell’unione doganale e nel mercato comune per non ricreare un confine con la repubblica d’Irlanda che metterebbe a rischio la pace faticosamente raggiunta nel 1998. Insieme all’emergenza energetica ed economica, una soluzione sul dilemma di Belfast, e in generale sui rapporti con l’Unione Europea dopo la Brexit, è fra i problemi più urgenti che il nuovo premier deve affrontare.