Ksenia Sobchak, la "Paris Hilton" russa, fugge in Lituania: per la "figlioccia di Putin" un mandato d'arresto
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Il messaggio è chiaro. "Non ci sono più intoccabili". Persino la presunta figlioccia di Vladimir Putin e figlia del suo mentore politico è stata costretta all’esilio pur di sfuggire all’arresto. Già prima che le forze di sicurezza perquisissero la sua lussuosa abitazione nel prestigioso sobborgo di Mosca Gorkij-8, Ksenia Sobchak ha preso un volo per la Bielorussia da dove poi è entrata in Lituania grazie alla seconda cittadinanza israeliana ottenuta soltanto pochi mesi fa. È riuscita a depistare le forze di sicurezza acquistando biglietti aerei per Dubai e Istanbul.
A metterla in allarme è stato l'arresto del direttore commerciale del suo progetto Ostorozhno Media (Attenzione Media) Kirill Sukhanov e dell'ex direttore della rivista di moda Tatler Russia Arian Romanovskij. Secondo l'agenzia Tass e il canale televisivo governativo Rt, ex Russia Today, i due avrebbero estorto 11 milioni di r…
MOSCA – Il messaggio è chiaro. "Non ci sono più intoccabili". Persino la presunta figlioccia di Vladimir Putin e figlia del suo mentore politico è stata costretta all’esilio pur di sfuggire all’arresto. Già prima che le forze di sicurezza perquisissero la sua lussuosa abitazione nel prestigioso sobborgo di Mosca Gorkij-8, Ksenia Sobchak ha preso un volo per la Bielorussia da dove poi è entrata in Lituania grazie alla seconda cittadinanza israeliana ottenuta soltanto pochi mesi fa. È riuscita a depistare le forze di sicurezza acquistando biglietti aerei per Dubai e Istanbul.
A metterla in allarme è stato l'arresto del direttore commerciale del suo progetto Ostorozhno Media (Attenzione Media) Kirill Sukhanov e dell'ex direttore della rivista di moda Tatler Russia Arian Romanovskij. Secondo l'agenzia Tass e il canale televisivo governativo Rt, ex Russia Today, i due avrebbero estorto 11 milioni di rubli per aver cancellato dal canale Telegram contenuti negativi su Serghej Chemezov, fidato collaboratore di Putin e capo di Rostec, l’azienda statale che produce ed esporta prodotti industriali e hi-tech destinati soprattutto al settore militare. Reato punito con la reclusione fino a quindici anni. Sono stati entrambi portati davanti a un giudice che ne ha ordinato la reclusione fino a dicembre, stando all’agenzia Ria Novosti.
"Non ci sono intoccabili"
“Il nostro direttore commerciale è stato arrestato”, ha commentato Sobchak sul suo seguitissimo canale Telegram. “Non ci credo affatto e spero che ora risolvano tutto in fretta”, ha aggiunto confidando in “una specie di sciocchezza”. “È ovvio che si tratta di un raid contro la mia redazione, l’ultima redazione libera in Russia, che ha dovuto essere repressa”, ha proseguito augurandosi: “Speriamo che non sia così e che questo sia davvero un malinteso”. Ma secondo Tass, sarebbe stato emesso un mandato d’arresto anche nei suoi confronti.
“Se possono arrestare la figlia del capo di Putin... significa che non ci sono intoccabili”, ha commentato Serghej Markov, ex consigliere del presidente e politologo filo-Cremlino”. “Per alcuni membri delle élite, un mandato di cattura per Sobchak è un segno che brilla nei cieli”.
Chi è Ksenia Sobchak, la “Paris Hilton russa” diventata giornalista all'opposizione
Ksenia è la figlia di Anatolij Sobchak, scomparso nel 2000, il primo sindaco di San Pietroburgo eletto democraticamente considerato il mentore politico del leader del Cremlino, che ne fu il consigliere negli Anni Novanta.
A soli quarant’anni, Sobchak ha collezionato una sfilza di “ex” etichette: ex presentatrice tv, ex star dei reality, ex covergirl di Playboy, ex volto dell’opposizione, ex candidata al Cremlino.
Incarnazione della “gioventù dorata” dell’era Putin, vanta 9,4 milioni di follower sul social Instagram – oramai bloccato in Russia - ed è stata soprannominata la “Paris Hilton russa” per via della sua mondanità e dei suoi scatti da copertina.
Un’etichetta da cui ha cercato di liberarsi quando nell’inverno 2011-2012 è scesa in piazza Bolotnaja a manifestare contro il Cremlino diventando la compagna dell’oppositore Ilja Jashin, oggi in carcere. Una coppia così diversa e improbabile da venire soprannominati i “Romeo e Giulietta della Rivoluzione”. Ksenia aveva poi lasciato Jashin e le piazze. Ma la sua partecipazione alle proteste le era costata la presenza sulla tv nazionale.
Nel 2018 era tornata a fare scalpore quando si era candidata alle presidenziali finendo poi al quarto posto con circa l’1,7 per cento dei voti e attirandosi le critiche dell’escluso Aleksej Navalnyj che l’aveva definita la “caricatura di un candidato liberale”, un fantoccio scelto dal Cremlino per rendere più credibile il voto.
Nei mesi scorsi sul suo canale YouTube e sul suo profilo Telegram Sobchak aveva più volte criticato l’offensiva russa in Ucraina. Ma i collaboratori di Navalnyj continuano a diffidare e pensano che sia una pedina del suo padrino per infiltrarsi tra gli oppositori in esilio. Come Ivan Zhdanov che ieri ha commentato: “Dai creatori di ‘Sobchak a Bolotnaja’ e ‘Sobchak for president’. Già questo autunno. Su tutti gli schermi. Lo spettacolo umoristico ‘Sobchak nell’opposizione 3.0’”. Sobchak invece insiste che si tratti di repressione del giornalismo indipendente. Vedremo chi ha ragione.