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Ucraina, il cacciatore di fagiani che ha difeso i cieli di Kiev: "Così ho abbattuto un drone iraniano"

Oleksandr Chychrko è un poliziotto con la passione della caccia. Il 17 ottobre ha imbracciato il suo kalashnikov per distruggere un velivolo armato dei russi
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KIEV - Tra un drone kamikaze iraniano e un fagiano ci sono almeno un centinaio di gradi di separazione. Tuttavia, al detective Oleksandr Chychrko, poliziotto per professione e cacciatore per passione, il 17 ottobre scorso non devono essere sembrati poi così diversi.


Su Kiev, quella mattina, volavano apparecchi mortali lanciati dalla Russia per distruggere le infrastrutture energetiche, non certo uccelli. "Uno era sopra di me, ne sentivo il rombo ma non riuscivo a vederlo perché c'era il sole all'orizzonte", racconta Chychrko a Repubblica. "Ha sorvolato la zona per più di un minuto disegnando un ampio cerchio nel cielo, quindi ha virato e ha puntato la centrale elettrica vicino al ponte dove mi trovavo. È stato allora che finalmente l'ho visto bene e gli ho scaricato contro trenta colpi di kalashnikov...". Adesso i colleghi lo chiamano drone killer, assassino di droni (Qui il video).

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KIEV - Tra un drone kamikaze iraniano e un fagiano ci sono almeno un centinaio di gradi di separazione. Tuttavia, al detective Oleksandr Chychrko, poliziotto per professione e cacciatore per passione, il 17 ottobre scorso non devono essere sembrati poi così diversi.


Su Kiev, quella mattina, volavano apparecchi mortali lanciati dalla Russia per distruggere le infrastrutture energetiche, non certo uccelli. "Uno era sopra di me, ne sentivo il rombo ma non riuscivo a vederlo perché c'era il sole all'orizzonte", racconta Chychrko a Repubblica. "Ha sorvolato la zona per più di un minuto disegnando un ampio cerchio nel cielo, quindi ha virato e ha puntato la centrale elettrica vicino al ponte dove mi trovavo. È stato allora che finalmente l'ho visto bene e gli ho scaricato contro trenta colpi di kalashnikov...". Adesso i colleghi lo chiamano drone killer, assassino di droni (Qui il video).

Non era una leggenda, dunque. Esiste davvero un poliziotto che ha abbattuto a fucilate uno dei quattro Shahed piovuti sulla capitale dieci giorni fa. Trentasette anni, sposato, dal 2019 detective della polizia criminale di Kiev nel distretto Shevchenkivskyy, in un filmato girato da una telecamera di sorveglianza lo si vede sparare in aria sul ponte poco prima di un'esplosione. "Questa me l'ha data il ministro degli Affari interni", dice, mostrando con orgoglio una medaglia. "Per il coraggio e lo spirito di servizio dimostrato...".

Come è andata quella mattina, Oleksander?
"Dovevo andare al poligono per esercitarmi. Ero atteso lì alle 9. Sono uscito di casa alle 8.05 e già da un'ora suonavano le sirene dell'allerta aereo. Mi sono messo in macchina. Quando ho svoltato su via Lev Tolstoj, la strada era bloccata dalla polizia e dalle ambulanze perché una centrale era stata colpita già due volte. Stavo per andarmene, quando ho sentito il rombo del motore del terzo drone".

E si è messo a sparare al cielo?
"Non subito. In quel momento è arrivata una pattuglia, due colleghi sono scesi. Abbiamo valutato la situazione: eravamo in uno spazio aperto, su un ponte, non c'erano edifici alti nelle vicinanze, quindi abbiamo tirato fuori i fucili".

Come volava il drone?
"Per un minuto e mezzo ne ho sentito solo il suono, non riuscivo a individuarlo. La sua velocità massima è di 130 km all'ora, quando si è avvicinato secondo me andava a non più di 50 km. All'improvviso l'abbiamo visto, era a circa 70 metri da noi e abbiamo fatto fuoco".

Come fate a essere certi di averlo colpito?
"Sui resti delle ali ho trovato i fori dei proiettili".

E come fa ad essere sicuro che proprio lei lo ha abbattuto? Eravate in tre a sparare...
"Lo tenevo nel mirino. Dopo l'ultima mia scarica l'ho visto cambiare rotta, piegarsi di lato e precipitare a terra, nel cortile di un'azienda vicino al ponte. Non ha danneggiato la centrale e non ha fatto vittime".

In polizia vi insegnano ad abbattere droni con armi semiautomatiche?
"No, sono i nostri militari a occuparsi della difesa aerea. Quel giorno è stato un caso particolare. Abbiamo preso la decisione sul momento, da soli. Abbiamo protetto la vita delle persone di Kiev".

Non c'è il rischio che poi i proiettili, cadendo, feriscano o uccidano qualcuno?
"Quando cadono perdono la loro energia. Essere colpiti è un evento rarissimo, diciamo la stessa di essere colpiti da un meteorite".

Avete esultato dopo l'abbattimento?
"Eravamo soddisfatti, certo. Ma dopo 10 minuti è arrivato il quarto drone. Sorvolava la stazione, quindi non abbiamo neanche provato a sparargli, era troppo pericoloso per la gente".

Lei è un tiratore scelto?
"No, sono un cacciatore. Tiravamo ai fagiani durante il conflitto in Donbass nel 2014. Vado a caccia coi miei amici, ma ora non si può più perché c'è la legge marziale".

Ed è un buon cacciatore?
"Insomma... A quanto pare me la cavo meglio coi droni".