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"Patria, famiglia e libertà", dall'altare evangelico Bolsonaro tenta l'assedio a San Paolo

(reuters)
Il 30 ottobre il ballottagio in Brasile: viaggio nella realtà parallela del Partido Liberal dell'attuale presidente dove le donne si sentono minacciate dalla sinistra
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Al centro della chiesa c’è una ragazza, ha la pelle scura e lunghi capelli raccolti in decine di treccine. Ha una ventina d’anni, indossa un elegante vestito giallo e sulle spalle tiene la bandiera brasiliana su cui si legge il motto del Paese: “Ordine e progresso”. Balla e canta insieme alle altre migliaia di persone che seguono la messa, quando di improvviso inizia a piangere, si inginocchia e comincia a urlare: “È lui il mio presidente: solo lui ci può salvare”. Sul palco della chiesa evangelica Igreja Mundial do Poder de Deus di San Paolo è appena salito Jair Bolsonaro, l’attuale presidente brasiliano che il prossimo 30 ottobre sfiderà il suo rivale Inácio Lula da Silva per la presidenza del paese latinoamericano. Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale e ogni voto conta: il primo turno si è infatti concluso il 2 ottobre scorso con pochi punti di scarto fra i due candidati. Lula ha ott…

Al centro della chiesa c’è una ragazza, ha la pelle scura e lunghi capelli raccolti in decine di treccine. Ha una ventina d’anni, indossa un elegante vestito giallo e sulle spalle tiene la bandiera brasiliana su cui si legge il motto del Paese: “Ordine e progresso”. Balla e canta insieme alle altre migliaia di persone che seguono la messa, quando di improvviso inizia a piangere, si inginocchia e comincia a urlare: “È lui il mio presidente: solo lui ci può salvare”. Sul palco della chiesa evangelica Igreja Mundial do Poder de Deus di San Paolo è appena salito Jair Bolsonaro, l’attuale presidente brasiliano che il prossimo 30 ottobre sfiderà il suo rivale Inácio Lula da Silva per la presidenza del paese latinoamericano. Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale e ogni voto conta: il primo turno si è infatti concluso il 2 ottobre scorso con pochi punti di scarto fra i due candidati. Lula ha ottenuto il primo posto con il 48% dei voti e Bolsonaro ha conquistato il secondo posto con il 43%. Un risultato sorprendente, dopo che per mesi i sondaggi avevano dato Lula saldamente in testa e con notevole stacco rispetto all’attuale presidente brasiliano.


La sfida di San Paolo

Per questo motivo il secondo turno della campagna si è fatto particolarmente serrato e per vincere nello stato di San Paolo, fondamentale per ottenere la presidenza, Bolsonaro ha organizzato una quattro giorni di eventi che si concludono con il comizio tenuto durante la messa evangelica, roccaforte dei sostenitori di Bolsonaro. I credenti radunati sono migliaia, cantano inni religiosi, alcuni urlano e altri si gettano a terra in stato di trance. Ovunque ci sono megaschermi che proiettano le parole degli inni e trasmettono l’omelia del pastore. Dietro al palco c’è uno striscione con la bandiera brasiliana e lo slogan: “Amata patria, la nazione felice è quella in cui dio è il signore”. Le parole chiave durante l’omelia del parroco sono: patria, famiglia e libertà e quando Bolsonaro sale sul palco la folla va in delirio. “I politici sono tutti dei corrotti, Bolsonaro invece farà crescere l’economia”, dice Maria, 54 anni, parrucchiera. “Se vince Lula il Brasile diventerà una dittatura comunista”, afferma Fabiano, 32 anni, psicologo. Mentre Eduardo, 60 anni, pensionato, aggiunge: “Non vogliamo essere come il Venezuela”. Gli evangelici oggi rappresentano oltre il 30% della popolazione e il loro voto ha un enorme peso nelle elezioni politiche. Lo sa bene Bolsonaro che dal palco ricorda di essere cattolico mentre la moglie, Michelle, è di fede evangelica. Durante il comizio si scaglia violentemente contro Lula definendolo varie volto “ladro” e “corrotto” e riferendosi al suo avversario ed ex presidente del Paese dice che: “Sbagliare è umano, persistere è diabolico” e che per questo motivo non può essere eletto.


Il ruolo della chiesa evangelica


Come spiega Ariel Goldstein sociologo e autore del libro Poder evangélico: “Bolsonaro raccoglie più consensi fra gli uomini, i bianchi e gli evangelici. La destra più moderata è scomparsa ed è stata sostituita dal bolsonarismo. L’attuale presidente brasiliano è riuscito sin da subito ad avvicinarsi alla dirigenza della chiesa evangelica dato che si pone come difensore della famiglia tradizionale e contro i movimenti femministi. Bolsonaro difende l’idea della famiglia religiosa in cui la donna deve essere sottomessa all’uomo”. A preoccupare il candidato conservatore è soprattutto l’elettorato femminile: Bolsonaro è infatti molto noto per dichiarazioni shock contro le donne e gli omosessuali. Per convincerle a votare per lui la first-lady ha partecipato a San Paolo all’evento del movimento “Donne per Bolsonaro” in cui ha dichiarato che queste elezioni sono una “guerra santa”, mentre il marito incontrava decine di influencer (fondamentali nel rilanciare sui social le notizie false, vero caposaldo della campagna di Bolsonaro) e sportivi (che giocano un ruolo cruciale nell’influenzare la società brasiliana). Michelle Bolsonaro durante l’incontro ha descritto il candidato come un marito e padre devoto e si è orgogliosamente descritta come una casalinga perché “ha sempre voluto esserlo”. Durante il discorso si è più volte definita come una “serva del signore” fra gli applausi del pubblico. Ad ascoltarla donne di tutte le età che condividono un forte entusiasmo per l’attuale presidente. “È un uomo come si deve, con Lula ci sarebbe una dittatura femminista”, dice Nádia, 28 anni, estetista. “Sono una donna e sono contro l’aborto e i gay. E voto chi la pensa come me”, aggiunge Lídia, 50 anni, casalinga. “Bolsonaro garantirà la mia libertà d’espressione e farà girare l’economia. Come madre voglio un Brasile libero per i miei figli”, conclude Fernanda, 42 anni, impiegata.