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Iran, Mehrshad Shahidi, uno chef di 19 anni, ucciso durante le proteste ad Arak

Iran, Mehrshad Shahidi, uno chef di 19 anni, ucciso durante le proteste ad Arak
L'appello di Amnesty: "Agire ora e in modo deciso per organizzare una sessione speciale sull'Iran in modo tale da evitare ulteriori perdite di vite umane"
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Mehrshad Shahidi, uno chef di 19 anni, è stato ucciso mercoledì notte dagli agenti di sicurezza iraniane nella città di Arak, durante la repressione delle proteste scoppiate dopo la morte della 22enne Masha Amini mentre si trovava sotto custodia della polizia morale iraniana. Lo riferisce la Bbc, spiegando che il 19enne è morto in seguito ai colpi alla testa subiti. La famiglia è stata informata della morte del giovane, ma il suo corpo non è stato ancora restituito.

L'appello di Amnesty all'Onu

"Tutti gli Stati membri del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite devono agire ora e in modo deciso per organizzare una sessione speciale sull'Iran in modo tale da evitare ulteriori perdite di vite umane". Lo chiede Amnesty International, denunciando un aumento, negli ultimi giorni, della repressione da parte delle forze iraniane contro le manifestazioni che si tengono da oltre un mese nel Paese per Mahsa Amini, la 22enne curda morta il 16 settembre dopo essere stata arrestata perché non portava il velo in modo corretto.

L'ong ha denunciato un "uso della forza illegale" da parte degli agenti che hanno "sparato proiettili veri con armi da fuoco", oltre ad avere utilizzato gas lacrimogeni contro i manifestanti. Ieri sera, Amnesty aveva fatto sapere che "almeno 8 persone erano morte nelle ultime 24 ore" durante le proteste. Secondo Hrana, l'agenzia per gli attivisti dei diritti umani iraniani, sono almeno 266 le persone che hanno perso la vita dall'inizio delle proteste. Tra loro, 37 minori e 33 membri delle forze di sicurezza mentre quasi 14mila persone sono state arrestate.