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Il Brasile risceglie Lula: è la terza volta. Per Bolsonaro sconfitta al fotofinish

Testa a testa per buona parte dello spoglio, poi il presidente-operaio supera Bolsonaro. Il presidente uscente non concede la vittoria e si isola nel palazzo di Brasilia
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SAN PAOLO - Il sorpasso arriva a metà spoglio. Partito in vantaggio, Jair Bolsonaro si è visto erodere oltre dieci punti percentuali nel giro di un'ora diventando così il primo presidente brasiliano a non venire riconfermato. Con più della metà delle schede scrutinate, Inácio Lula da Silva può finalmente tirare un respiro di sollievo: supera il rivale e si lancia verso la vittoria con il  50,83 per cento dei voti.

Lula al seggio elettorale (afp)
È accaduta la stessa cosa del primo turno, il 2 ottobre. Iniziale successo del leader dell'estrema destra e poi rimonta del padre della sinistra brasiliana. Il motivo è geografico: arrivano prima i voti conteggiati negli Stati in cui Bolsonaro è storicamente più forte. Ma quando piovono quelli del Nordest e del centro la percentuale si inverte. L…

SAN PAOLO - Il sorpasso arriva a metà spoglio. Partito in vantaggio, Jair Bolsonaro si è visto erodere oltre dieci punti percentuali nel giro di un'ora diventando così il primo presidente brasiliano a non venire riconfermato. Con più della metà delle schede scrutinate, Inácio Lula da Silva può finalmente tirare un respiro di sollievo: supera il rivale e si lancia verso la vittoria con il  50,83 per cento dei voti.

Lula al seggio elettorale (afp)
È accaduta la stessa cosa del primo turno, il 2 ottobre. Iniziale successo del leader dell'estrema destra e poi rimonta del padre della sinistra brasiliana. Il motivo è geografico: arrivano prima i voti conteggiati negli Stati in cui Bolsonaro è storicamente più forte. Ma quando piovono quelli del Nordest e del centro la percentuale si inverte. Lula si prende la vittoria. Per lui è un grande ritorno. Segna un riscatto dopo tre anni di inferno: le accuse di corruzione, la gogna del processo pubblico, la dura sentenza a 12 anni, 580 giorni di carcere, i ricorsi, l'annullamento di tutte le condanne. L'amore, un matrimonio, la rinascita, la nuova corsa verso la presidenza. Per la terza volta. "Il Brasile è tornato sulla scena globale", ha detto subito dopo l'ufficializzazione della vittoria. "Hanno cercato di seppellirmi vivo ma sono risorto. Oggi l'unico vincitore è il popolo brasiliano. Sarò il presidente di tutti: riuniamo la famiglia". Ma Bolsonaro, per adesso, non concede la vittoria all'avversario.

Jair Bolsonaro al seggio (afp)
Limpida e calda quasi ovunque, la giornata elettorale era iniziata nel migliore dei modi. Lula ha votato a São Bernardo do Campo, nella cintura della Grande San Paolo, culla politica del fondatore del Pt. "È il giorno più importante della mia vita", ammetteva all'uscita del seggio. Bolsonaro nel suo distretto, a Rio de Janeiro, lasciava parlare sua moglie Michelle. "Se Dio vuole vinciamo", dichiarava prima di correggersi: "Volevo dire che vincerà il Brasile". Si concedeva ai fotografi indossando una maglietta con la stella di David.

Il rischio di un pareggio tecnico veniva escluso. Ma come in ogni elezione ci sono le variabili e in Brasile contano anche le difficoltà negli spostamenti, soprattutto nelle regioni periferiche, in Amazzonia, e i costi che comporta un viaggio al seggio. Il Pt, che temeva l'astensione, ha ottenuto i trasporti pubblici gratuiti nella giornata del voto. Il Tribunale Superiore elettorale, regista della contesa, ha sollecitato i governatori ad aumentare i collegamenti ma li ha lasciati liberi di decidere se far pagare il biglietto o meno. Hanno aderito 360 grandi città. Ma ci sono state resistenze. La partita si giocava anche sull'afflusso nei centri elettorali.

Jair Bolsonaro lo sapeva bene e ha boicottato sebbene in modo indiretto. Lo ha aiutato il direttore generale della Polizia Federale Stradale, Silvinei Vasques pubblicando sui social l'appello a votare per l'ex capitano. E ha dato ordine ai suoi uomini di applicare controlli fiscali su ogni mezzo pubblico. Una denuncia al Tribunale elettorale diceva che c'erano state 700 ispezioni, il 70 per cento in più. Soltanto nel Paraná.

Ma le pressioni sono arrivate anche dai datori di lavoro. Decine di segnalazioni delle organizzazioni sindacali raccontano di inviti a votare per Bolsonaro da parte di commercianti, piccoli industriali, gestori di logistiche con parchi di camion e auto. Le operazioni di voto sono comunque proseguite senza intoppi. I militari hanno verificato che le 472.075 macchine elettroniche fossero in regola, sulla base di un campione rappresentativo. È rimasta alta la tensione su quello che poteva accadere.

In Brasile girano molte armi. Con Bolsonaro si è aperta la corsa all'acquisto e ufficialmente ci sono 4,4 milioni a detenerle. Colpiva l'immagine sui social della deputata Carla Zambelli, dello stesso partito dell'ex capitano, con la pistola puntata sulla faccia di un uomo di colore che, a suo dire, l'aveva insultata poco prima mentre mangiava con il figlio in un ristorante. La legge vieta il possesso di un'arma nelle 48 ore che precedono e seguono le elezioni. Ma Zambelli ha l'immunità parlamentare e si trovava oltre il raggio di 100 metri da un seggio come previsto dalla norma. Se l'è cavata.

Il clima è diventato ancora più pesante nei momenti finali. Il risultato è stato incerto fino all'ultimo mentre tutta San Paolo era con il fiato sospeso e rimbombavano ovunque grida che si alternavano a seconda dello spoglio. Nessuno sapeva cosa sarebbe potuto accadere. La polizia e l'esercito erano mobilitati. Anche il loro destino veniva deciso da questo voto e nessuno garantiva un colpo di mano da chi aveva perso. Magari di misura. Non restava che attendere. Un sax e una batteria sul marciapiede allentavano la tensione. Le sirene delle ambulanze e della polizia si perdevano in lontananza. Il silenzio è diventato quasi oppressivo. Poi è esplosa la gioia ed è iniziata la festa del nuovo Brasile.