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Rishi Sunak con la moglie Akshata Murty e le figlie Krisna e Anoushka 

Miliardi e gabinetti, chi è Akshata Murty, la first lady britannica moglie di Rishi Sunak

Il padre è uno degli uomini più ricchi dell'India, ma ha ostinatamente continuato a pulire da solo il bagno in sfregio alla politica delle caste. Nonostante gli insegnamenti paterni di semplicità, lei ha condotto una vita da privilegiata ed è finita anche sotto accusa per aver evitato di pagare tutte le tasse nel Regno Unito. Ora i media britannici cercano di saperne di più sulla consorte del primo premier non bianco
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LONDRA – I giornalisti che l’estate scorsa assediavano la casa da 7 milioni di sterline (8 milioni di euro) di Rishi Sunak a Kensington, per avere una dichiarazione sulle sue dimissioni da ministro delle Finanze, rimasero sorpresi nel vederne a un certo punto uscire la moglie, in ciabatte e semplice tunica lunga fino ai piedi, per offrire loro una tazza di tè. Tre mesi e mezzo più tardi, quella donna minuta dai modi gentili ha una nuova residenza pagata dallo stato: il 10 di Downing Street, dove è andata a vivere quando suo marito è stato eletto primo ministro. 

Grazie a una fortuna ereditata dal padre, un noto miliardario indiano, Akshata Murty è la first-lady più ricca della storia britannica. Viene abitualmente descritta come una ex-fashion designer, perché per alcuni anni ha diretto una casa di moda a Nuova Delhi. La polemica sul suo status di “non-dom”, non domiciliata in Gran Bretagna, che le permette…

LONDRA – I giornalisti che l’estate scorsa assediavano la casa da 7 milioni di sterline (8 milioni di euro) di Rishi Sunak a Kensington, per avere una dichiarazione sulle sue dimissioni da ministro delle Finanze, rimasero sorpresi nel vederne a un certo punto uscire la moglie, in ciabatte e semplice tunica lunga fino ai piedi, per offrire loro una tazza di tè. Tre mesi e mezzo più tardi, quella donna minuta dai modi gentili ha una nuova residenza pagata dallo stato: il 10 di Downing Street, dove è andata a vivere quando suo marito è stato eletto primo ministro. 

Grazie a una fortuna ereditata dal padre, un noto miliardario indiano, Akshata Murty è la first-lady più ricca della storia britannica. Viene abitualmente descritta come una ex-fashion designer, perché per alcuni anni ha diretto una casa di moda a Nuova Delhi. La polemica sul suo status di “non-dom”, non domiciliata in Gran Bretagna, che le permetteva di non pagare le tasse sui profitti ricavati all’estero, le ha guadagnato la reputazione di scaltra ereditiera assetata di soldi. E le fotografie che l’hanno ritratta in abiti firmati da migliaia di sterline sembrano confermare l’immagine di un personaggio immerso nel glamour. Ma la sua personalità e la sua storia sono più complesse di così. E adesso i media inglesi stanno cominciando a scoprirle.

Per raccontarla bisogna partire dai genitori. Nata nel 1980 a Hubli, una città a metà strada fra Mumbay e Bangalore, Akshata viene allevata dai nonni mentre i genitori, entrambi laureati in ingegneria, cercano di affermarsi nel mondo del lavoro. Nel 1981, suo padre Narayana fonda Infosys, una società di informatica, con l’equivalente di appena 250 dollari, ottenuti in prestito dalla moglie. Nei quattro decenni successivi, sulle ali della rivoluzione digitale, la piccola azienda diventa un gigante dell’Information Technology, con un capitale pari a 4 miliardi e mezzo di dollari e 300 mila dipendenti in 50 paesi. Ma il successo che ha fatto di Narayana uno degli uomini più ricchi dell’India non lo ha fatto diventare parte dell’élite. “E’ il Gandhi del business”, dice Suhel Seth, un esperto di marketing indiano che lo conosce bene.

Per esempio, Narayana ci ha sempre tenuto a pulire personalmente il gabinetto di casa, un’abitudine appresa dal proprio padre, che si opponeva al sistema castale indiano secondo il quale “la classe più bassa di tutte è quella che pulisce le toilette”, come lui stesso disse alla Bbc in un’intervista nel 2011 (secondo la stampa di Delhi, la famiglia Murty appartiene alla casta dei bramini, la prima delle caste indiane; mentre quella della famiglia di Sunak non è conosciuta, si sa soltanto che Rishi è astemio e vegetariano). Narayana ha continuato a pulire da sé il bagno tutta la vita per dare un esempio ai suoi due figli: uno dei comportamenti che ha adottato, incluso quello di non avere un televisore in casa, per insegnare loro “l’importanza della semplicità e dell’austerità”, come il padre di Akshata le scrisse in una lettera aperta pubblicata nel 2013 in India.

La madre Sudha ha cercato di impartire la stessa lezione, lasciando il lavoro di ingegnere per insegnare all’università e passare più tempo con i figli. Nel 1996 Sudha crea una fondazione senza fini di lucro per finanziare progetti educativi e a favore dei poveri: una passione che ha condiviso con Akshata, descritta fin da bambina da chi avuto a che fare con lei come di carattere “caloroso e generoso”.

Ciò non toglie che Akshata abbia avuto una vita di privilegi. Dopo gli studi scolastici in India, i genitori l’hanno mandata all’università negli Stati Uniti, dove ha ottenuto una prima laurea al Claremont McKenna College, vicino a Los Angeles, quindi una specializzazione in fashion mentre lavorava come consulente presso Deloitte e Unilever, infine un master in business a Stanford, vicino a San Francisco, una delle migliori (e più costose) istituzioni accademiche americane. È lì che ha conosciuto Sunak, il quale – figlio di un medico di famiglia e di una farmacista, anche lui di origini indiane – ci era arrivato dopo una laurea con il massimo dei voti a Oxford in Ppe (Philosophy Politics Economics, il corso preferito della classe dirigente britannica) e grazie a una borsa di studio della Fulbright che copriva tutte le spese. “Si somigliavano”, ricorda il preside della facoltà Derrick Bolton, “erano entrambi disponibili, cordiali, semplici e modesti”.

Nel 2009 si sposano con una doppia cerimonia, nozze a Bangalore e sontuoso ricevimento a New York. La loro base è Santa Monica, a Los Angeles, dove hanno una splendida penthouse da 5 milioni di dollari con vista sull’oceano Pacifico e dove nascono le loro due figlie. Lui viene assunto dalla Goldman Sachs, seconda più grande banca di investimenti al mondo, poi fonda insieme ad alcuni colleghi una società di hedge fund che amministra un patrimonio di 700 milioni di dollari. Lei fonda Akshata Designes, una casa di moda con l’obiettivo di fornire “una fonte di reddito sostenibile” a disegnatrici e artigiane dell’India rurale. Tre anni dopo però l’azienda chiude e Akshata divide a quel punto i suoi interessi fra investimenti nella finanza, partecipazioni nella compagnia del padre e beneficenza. Nel frattempo, insieme a Rishi si trasferisce in Inghilterra, dove lui viene eletto deputato con il partito conservatore nel 2015, diventa ministro delle Finanze nel 2020 e ora è primo ministro.
Durante la meteorica ascesa politica del marito, Akshata finisce sui giornali un paio di volte. La prima quando viene fotografata nel 2020 mentre va a cena con Rishi in un ristorante di lusso di Londra, vestita con scarpe da ginnastica di Gucci da 445 sterline, una gonna da 1000 sterline e un cappotto di Valentino da 1600 sterline, abbigliamento che richiama l’attenzione dei tabloid. La sua passione per l’alta moda ha sempre sorpreso sua madre. La seconda volta che finisce nel mirino dei giornali è quando nel 2021 viene messa sotto accusa per lo status di “non dom”: è Rishi a decidere quanto devono pagare di tasse i britannici, ma grazie allo categoria di “non domiciliata” nel Regno Unito lei risparmia milioni di sterline che altrimenti dovrebbe versare al fisco. Niente di illecito, ma lo scandalo – secondo alcuni spifferato da fonti vicine all’allora premier Boris Johnson, geloso del crescente seguito per il suo ministro delle Finanze Sunak – rischia di affossare le future ambizioni del marito. Così Akshata decide volontariamente di rinunciare ai benefici fiscali di cui potrebbe godere come “non dom” e di pagare da quel momento in Gran Bretagna le tasse su tutti i suoi profitti, compresi quelli ricavati all’estero. “Non l’ho fatto perché dovevo farlo, ma perché ho voluto farlo”, ci tiene a precisare.

Oltre alla “townhouse” da 7 milioni di sterline a Kensington, come si chiamano le case individuali a più piani in Inghilterra, la coppia ha una villa da 2 milioni di sterline nello Yorkshire, la zona in cui è stato eletto deputato Rishi, dove lui è soprannominato “il maraja”. Entrambi 42enni, appaiono sulla lista annuale del Sunday Times dei mille contribuenti più ricchi del Regno Unito con un patrimonio stimato in 730 milioni di sterline (850 milioni di euro). E qualcuno fa notare che le “ciabatte” indossate da Akshata quando ha servito il tè ai giornalisti fuori dalla sua casa di Kensington erano in realtà sandali. Le contraddizioni non mancano, certamente, nel ritratto della nuova first-lady britannica. Chissà se pulisce da sola il gabinetto a Downing Street, come faceva il suo padre miliardario in India.