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Attivisti ambientali a Giakarta con le maschere dei leader del G7 (ansa)

Il premier britannico Sunak non va alla conferenza sul clima, polemica con lo "zar verde" Alok Sharma. "Sgarbo" ambientalista da Carlo

Il presidente di Cop26 famoso per aver pianto a Glasgow ha definito "un fallimento di leadership" l'assenza del primo ministro al vertice in Egitto. Boris Johnson invece potrebbe andare. "Divieto" di partecipare per il sovrano stabilito da Liz Truss e reiterato dal successore, ma il monarca potrebbe ricevere esperti di emergenza climatica a Buckingam Palace proprio nei giorni del summit
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LONDRA – La decisione di Rishi Sunak di non andare a Cop 27, il summit internazionale sul cambiamento climatico del prossimo fine settimana in Egitto, sta ritorcendosi contro di lui, suscitando crescenti polemiche nel Regno Unito. Alok Sharma, presidente di Cop 26, la conferenza sul clima svoltasi lo scorso anno a Glasgow, deputato ed ex-ministro conservatore britannico, ha criticato il nuovo premier, affermando che snobbare il summit egiziano rischia di compromettere la leadership mondiale del Regno Unito sulle questioni ambientali e ammonendo che i Tories verranno puniti alle prossime elezioni se abbandonano le posizioni assunte nell’ultimo decennio in difesa dell’ambiente. 

“E’ un fallimento di leadership”, dice Sharma, diventato famoso perché scoppiò a piangere alla conferenza conclusiva di Cop 26, quando diventò chiaro che l’accordo per combattere l’effetto serra era stato sminuito dall’opposizione d…

LONDRA – La decisione di Rishi Sunak di non andare a Cop 27, il summit internazionale sul cambiamento climatico del prossimo fine settimana in Egitto, sta ritorcendosi contro di lui, suscitando crescenti polemiche nel Regno Unito. Alok Sharma, presidente di Cop 26, la conferenza sul clima svoltasi lo scorso anno a Glasgow, deputato ed ex-ministro conservatore britannico, ha criticato il nuovo premier, affermando che snobbare il summit egiziano rischia di compromettere la leadership mondiale del Regno Unito sulle questioni ambientali e ammonendo che i Tories verranno puniti alle prossime elezioni se abbandonano le posizioni assunte nell’ultimo decennio in difesa dell’ambiente. 

“E’ un fallimento di leadership”, dice Sharma, diventato famoso perché scoppiò a piangere alla conferenza conclusiva di Cop 26, quando diventò chiaro che l’accordo per combattere l’effetto serra era stato sminuito dall’opposizione della Cina e di altre nazioni. Lo “zar verde”, come è stato ribattezzato, a Cop 27 ci andrà, come è consueto per il presidente della conferenza dell’anno precedente, ma non ha ovviamente lo stesso peso del primo ministro. Ci sarà anche una delegazione britannica guidata dal ministro degli Esteri James Cleverly. Mancherà Sunak, tuttavia. E mancherà un altro che avrebbe voluto andarci: re Carlo III.

Il premier ha giustificato la propria assenza con la necessità di concentrarsi sulle misure per soccorrere un’economia in grande difficoltà, dopo gli “errori”, come lui stesso li ha chiamati, del breve mandato di Liz Truss alla guida del governo. Con il nuovo budget da presentare il 17 novembre, passare qualche giorno a Sharm-el-Sheikh, dove la conferenza sul clima avrà luogo dal 6 al 18 novembre, gli è parsa una distrazione. Al summit voleva però andare Carlo, da sempre fervente ambientalista, che inaugurò l’edizione del 2021 a Glasgow al posto della regina Elisabetta, impossibilitata a spostarsi da Londra per ragioni di salute. Ma il viaggio del sovrano era stato sconsigliato, di fatto vietato, da Truss quando a Downing Street c’era lei e il divieto è stato confermato ora da Sunak. Truss si opponeva per ragioni ideologiche: non per nulla la premier aveva cancellato il bando al fracking, il controverso metodo di estrazione di gas e petrolio nelle profondità del sottosuolo, suscitando le proteste degli ambientalisti.

Appena insediato a Downing Street, Sunak ha ripristinato il bando al fracking, compiacendo i verdi. Tuttavia anche lui si è opposto alla presenza del re a Cop 27. Il motivo non è chiaro. Forse non voleva che Carlo gli rubasse la scena o che, andando in Egitto, sottolineasse appunto il fatto che Sunak non ci era andato.


Fatto sta che il sovrano, pur rinunciando al viaggio, potrebbe imbarazzare lo stesso il primo ministro: il Telegraph rivela che il re inviterà a Buckingham Palace un gruppo di esperti su cambiamento climatico proprio negli stessi giorni della conferenza a Sharm-El-Sheikh per discutere come proteggere l’ambiente e rispettare l’impegno a contenere l’aumento della temperatura del globo a non più di 1,5 gradi centigradi da qui alla fine del secolo. Un modo per segnalare che il sovrano sarebbe stato ben felice di andare in Egitto, ma glielo hanno impedito.

Come se non bastasse, le indiscrezioni dei giornali domenicali inglesi riportano che a Cop 27 potrebbe andare l’ex-premier Boris Johnson, dimostrando che lui, a differenza di Sunak, ci tiene a difendere l’ambiente: altro motivo di imbarazzo per il neo-premier.

Alla conferenza egiziano ci saranno molti leader internazionali, fra cui il presidente americano Joe Biden e il presidente francese Emmanuel Macron. Mercoledì il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha commentato che gli avrebbe fatto piacere vedere a Cop 27 anche il premier britannico e re Carlo. Invece non ci saranno né Sunak, né Carlo, e lo “zar dell’ambiente” Sharma accusa il primo ministro di non essere un leader sull’ambiente. Forse avrebbe fatto meglio a fare un salto sul mar Rosso.