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America Latina, tutto il potere alle sinistre: Lula avrà il compito di guidare uno schieramento inedito

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Oltre al Brasile, progressisti al governo in Argentina, Cile, Colombia, Messico e Perù. L'esecutivo del leader del Pt punterà al dialogo e alla cooperazione, ma i gravi problemi interni dei singoli Paesi rischiano di ostacolare la formazione di una coalizione compatta
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SAN PAOLO - Già nel suo primo discorso, subito dopo l'annuncio della vittoria, Luiz Inácio Lula da Silva ci tiene a mettere in chiaro quale sarà una delle priorità del suo governo, chiamato al difficile compito di guidare un Paese spaccato in due: ricucire i rapporti internazionali rotti durante il governo di Jair Bolsonaro. Ma non solo, Lula sa di avere una grande responsabilità in fatto di politica estera. Dal prossimo primo gennaio, quando assumerà ufficialmente l’incarico di nuovo presidente del Brasile, sarà alla guida di uno schieramento del tutto inedito. Per la prima volta nella storia, tutti i Paesi più importanti e popolosi del continente latinoamericano - Brasile, Argentina, Messico, Cile, Colombia e Perù - saranno guidati da presidenti di sinistra.

SAN PAOLO - Già nel suo primo discorso, subito dopo l'annuncio della vittoria, Luiz Inácio Lula da Silva ci tiene a mettere in chiaro quale sarà una delle priorità del suo governo, chiamato al difficile compito di guidare un Paese spaccato in due: ricucire i rapporti internazionali rotti durante il governo di Jair Bolsonaro. Ma non solo, Lula sa di avere una grande responsabilità in fatto di politica estera. Dal prossimo primo gennaio, quando assumerà ufficialmente l’incarico di nuovo presidente del Brasile, sarà alla guida di uno schieramento del tutto inedito. Per la prima volta nella storia, tutti i Paesi più importanti e popolosi del continente latinoamericano - Brasile, Argentina, Messico, Cile, Colombia e Perù - saranno guidati da presidenti di sinistra.

“Bolsonaro durante il suo governo ha trasformato il Brasile in un Paese assolutamente marginale nel panorama internazionale a causa della pessima gestione della pandemia e della deforestazione dell’Amazzonia, che ha raggiunto livelli senza precedenti – afferma Paula Nunes Dos Santos, deputata 29enne del Partito brasiliano socialismo e libertà – Per il governo di Lula sarà fondamentale il dialogo e la collaborazione con gli altri Stati del continente per poter mantenere la democrazia nella regione e per poter lottare insieme contro la minaccia rappresentata dall’estrema destra”. Alla vittoria di Lula i presidenti progressisti latinoamericani hanno immediatamente reagito con gioia. Il primo a celebrare il risultato è stato il presidente colombiano Gustavo Petro che ha scritto sui propri canali social: “Viva Lula”. A seguire sono arrivati anche i complimenti dall’argentino Alberto Fernández, dal cileno Gabriel Boric e dal presidente messicano Andrés Manuel López Obrador che ha scritto su Twitter: “Ha vinto Lula, sia benedetto il popolo brasiliano. Ci unisce la lotta per l’eguaglianza e la giustizia”.

Come spiega la politologa della Red de Politólogas Lucia Miranda Leibes però i governi di sinistra attualmente al potere nel continente sono molto diversi fra loro: “I leader progressisti latinoamericani hanno idee e posizioni anche in netta discordanza, ma il fatto che in questo momento di crisi siano al potere governi capaci di cooperare è fondamentale per far fronte alla povertà e alle disuguaglianze che affliggono il continente”. La sfida fra Lula e Bolsonaro ha giocato un ruolo fondamentale a livello geopolitico, non solo per l’America Latina ma a livello mondiale. La vittoria del leader brasiliano è infatti importantissima per comprendere il futuro dei movimenti populisti di estrema destra di cui Jair Bolsonaro è un perfetto rappresentante. Ma come avverte la politologa Javiera Arce, “il fatto che a guidare l’intera regione siano soprattutto governi progressisti non significa che l’elettorato latinoamericano abbia virato a sinistra. Non sappiamo come andranno le prossime elezioni e i governi di questi Paesi stanno affrontando problemi molto seri, dalla crisi economica argentina al rifiuto della nuova Costituzione in Cile. Però se nei prossimi mesi i presidenti di sinistra del continente riusciranno a lavorare insieme sarà fondamentale, sia per la crisi climatica sia per risolvere il problema della fame nel continente”.

Lo scenario che si apre con la vittoria di Lula è molto importante soprattutto per quanto riguarda la lotta alla povertà, la salvaguardia dell’ambiente e le lotte per i diritti delle comunità indigene, delle donne e delle fasce più marginalizzate della società. “I governi progressisti latinoamericani puntano a modificare profondamente la struttura economica e sociale dei Paesi del continente – spiega da Santiago del Cile il deputato Tomás Hirsch, 66 anni - L’elezione di Lula rappresenta un segnale di cambio davvero importante per l’America Latina e permette di lasciarsi alle spalle, come se fossero solo un brutto ricordo, i governi di ultradestra che ci hanno guidato in questi anni”.