Cina, lanciato l'ultimo modulo per completare la stazione spaziale Tiangong
PECHINO - Mao Zedong si lamentava che i cinesi non sarebbero mai stati in grado di lanciare in orbita nemmeno una patata. E invece, nel giro di nemmeno due anni, i cinesi si sono addirittura costruiti una loro stazione spaziale. Oggi pomeriggio, alle 15.37, dall’isola tropicale di Hainan, ha spiccato il volo Mengtian (“sogno per il cielo”) l’ultimo dei tre moduli che andrà a completare Tiangong, il “Palazzo celeste”. Il tocco (quasi) finale per conquistare lo spazio. Xi Jinping lo ripete spesso: vuole fare della sua Cina una superpotenza, anche tra le stelle. Per competere e, chissà, superare l’America.
Le tappe del progetto
Prima che la stazione cinese sia operativa al 100% serviranno altre due missioni: il lancio della navicella per il rifornimento Tianzhou-5 a novembre, e poi il mese successivo l'arrivo di tre astronauti (anzi, taikonauti come si chiamano qui) sulla navicella Shenzhou-15 per una permanenza a lungo termin…
PECHINO - Mao Zedong si lamentava che i cinesi non sarebbero mai stati in grado di lanciare in orbita nemmeno una patata. E invece, nel giro di nemmeno due anni, i cinesi si sono addirittura costruiti una loro stazione spaziale. Oggi pomeriggio, alle 15.37, dall’isola tropicale di Hainan, ha spiccato il volo Mengtian (“sogno per il cielo”) l’ultimo dei tre moduli che andrà a completare Tiangong, il “Palazzo celeste”. Il tocco (quasi) finale per conquistare lo spazio. Xi Jinping lo ripete spesso: vuole fare della sua Cina una superpotenza, anche tra le stelle. Per competere e, chissà, superare l’America.
Le tappe del progetto
Prima che la stazione cinese sia operativa al 100% serviranno altre due missioni: il lancio della navicella per il rifornimento Tianzhou-5 a novembre, e poi il mese successivo l'arrivo di tre astronauti (anzi, taikonauti come si chiamano qui) sulla navicella Shenzhou-15 per una permanenza a lungo termine dentro il “Palazzo celeste”. Il grosso del lavoro ormai, però, è fatto. Tiangong avrà una vita di almeno dieci anni. La Stazione spaziale internazionale (Iss) invece dovrebbe cessare le operazioni entro la fine del decennio: a quel punto i cinesi sarebbero gli unici ad abitare l’orbita bassa.
Il primo mattoncino (si fa per dire, visto che pesa 22 tonnellate) ad essere sparato in orbita, il 29 aprile del 2021, è stato Tianhe (“Armonia dei Cieli”), il cuore della nuova stazione: il modulo centrale che a luglio di quest’anno è stato raggiunto da Wentian (“Alla ricerca del cielo”) e, ora, Mengtian, che trasporta un trio di orologi atomici all'avanguardia, tra cui il primo orologio atomico ottico spaziale al mondo. A completare questa enorme T da 50 tonnellate ci saranno poi Tianzhou e Shenzhou, le due navicelle per rifornire la stazione di mezzi e uomini.
Tiangong sarà più piccola della Iss, di circa un sesto: più simile all’ex sovietica Mir. Navigherà nell’orbita bassa della Terra, tra i 340 e i 450 chilometri. E nelle intenzioni del governo sarà aperta anche ad astronauti non cinesi. Costo: assolutamente top secret.
La storia del programma spaziale cinese
La data del lancio di oggi ha un significato simbolico: l'anniversario della morte di Qian Xuesen, il padre del programma spaziale cinese, deceduto il 31 ottobre 2009. Le ambizioni del gigante asiatico vanno rintracciate negli anni ’50 e precisamente nel ’57: l’anno in cui i sovietici lanciano Sputnik. Mao non vuole essere da meno e con l’aiuto proprio dei sovietici tredici anni dopo lancia il primo satellite cinese: Dongfanghong-1. Ma è solo all’inizio degli anni ’90 che un vero e proprio programma spaziale viene messo in piedi. Nel 2003 sarà la volta del primo cinese nello spazio, Yang Liwei. La spesa per la ricerca e lo sviluppo negli ultimi anni è stata enorme: 22,6 milioni di dollari nel 2000, cresciuti, appena quattro anni dopo, a 433,4. Nel 2018 si arriva a 5,8 miliardi. Xi è stato il principale artefice di questa espansione.
Obiettivo Luna
Dopo il rover su Marte per esplorare la superficie del Pianeta rosso e dopo la sonda che due anni fa ha riportato dopo 44 anni i primi campioni dalla Luna, il prossimo obiettivo di questa corsa allo spazio per i cinesi è ancora una volta la Luna. Da esplorare, anche, assieme ai russi, con i quali l’anno scorso Pechino ha firmato un accordo che porterà entro il 2035 alla nascita di una stazione internazionale di ricerca lunare. La Cina intende lanciare tre missioni senza equipaggio sulla Luna nei prossimi 10 anni, e potrebbe essere in grado di inviare astronauti sulla superficie lunare già entro il 2030. L'annuncio arriva dopo che Pechino ha dichiarato di aver scoperto un nuovo minerale, grazie ai campioni recuperati dalla sua recente missione, che i cinesi dicono contenga elio-3 (isotopo considerato una delle fonti di energia del futuro). Istituito nel 2004, il programma di esplorazione (Chang’è, dal nome della Dea cinese della Luna) ha lanciato la sua prima navicella tre anni più tardi. Obiettivo finale: l’esplorazione del Polo Sud lunare. Lì dove anche gli americani hanno messo da tempo gli occhi.