Inchiesta Vanity Fair e ProPublica sull'origine del Covid a Wuhan: critiche per traduzioni sbagliate
PECHINO - Doveva essere un’inchiesta esplosiva con nuove rivelazioni sull’origine del Covid e il ruolo giocato dal laboratorio di Wuhan e invece il lungo articolo pubblicato qualche giorno fa da Vanity Fair in collaborazione con ProPublica si sta rivelando un boomerang. Da quando è stata pubblicata, infatti, l’inchiesta sta ricevendo più critiche che altro per quanto riguarda - secondo molti esperti - errori in alcune delle traduzioni chiave (e omissioni) dai documenti ufficiali citati dal cinese all’inglese. Tanto che ora ProPublica sta contattando, ex post, dei traduttori in mandarino per cercare di capire gli errori e rivedere i dettagli della storia.
L’inchiesta si basa su un rapporto di una commissione di senatori repubblicani statunitensi e fa affidamento in larga parte alle competenze di un funzionario del Dipartimento di Stato Usa, Toy Reid, capace di interpretare il "linguaggio…
PECHINO - Doveva essere un’inchiesta esplosiva con nuove rivelazioni sull’origine del Covid e il ruolo giocato dal laboratorio di Wuhan e invece il lungo articolo pubblicato qualche giorno fa da Vanity Fair in collaborazione con ProPublica si sta rivelando un boomerang. Da quando è stata pubblicata, infatti, l’inchiesta sta ricevendo più critiche che altro per quanto riguarda - secondo molti esperti - errori in alcune delle traduzioni chiave (e omissioni) dai documenti ufficiali citati dal cinese all’inglese. Tanto che ora ProPublica sta contattando, ex post, dei traduttori in mandarino per cercare di capire gli errori e rivedere i dettagli della storia.
L’inchiesta si basa su un rapporto di una commissione di senatori repubblicani statunitensi e fa affidamento in larga parte alle competenze di un funzionario del Dipartimento di Stato Usa, Toy Reid, capace di interpretare il "linguaggio segreto dei funzionari cinesi”.
Secondo il rapporto, la pandemia di Covid è stata "più probabile che non, il risultato di un incidente legato alla ricerca”. L’articolo definisce l'Istituto di virologia di Wuhan, da tempo oggetto di attenzione da parte dei teorici della fuga del virus dal laboratorio, un "istituto in crisi" prima dello scoppio della pandemia, con un ambiente di sicurezza "molto più problematico di quanto si sapesse in precedenza”. Uno dei traduttori contattati da ProPublica dopo che l’inchiesta era già stata pubblicata, Matt Schrader, ha scritto su Twitter che Reid, il funzionario Usa, ha "combinato un casino”.
Un lungo thread sul social network della pluripremiata divulgatrice scientifica Jane Qiu, madrelingua cinese, che pubblica regolarmente su Lancet e Nature, prova a fare chiarezza. “L’articolo contiene almeno un errore clamoroso e un’omissione clamorosa”, scrive Qiu. “Citando due documenti pubblicati nel giugno e nel settembre 2019 si afferma che il laboratorio BSL-4 ha il cosiddetto problema dei 3 no: nessuna attrezzatura/tecnologia standard, nessun team di progettazione/costruzione e nessuna esperienza di funzionamento/mantenimento. Ma entrambi i documenti si riferiscono all'inizio della costruzione del laboratorio (che è stato finito nel 2014, ndr) e non al momento della loro pubblicazione”.
L’omissione, per Qiu, è la seguente: “Entrambi i documenti affermano che sotto la guida del Partito, il laboratorio alla fine ha raggiunto i 3 punti di forza: un sistema di standard completo, un team operativo/manutentivo di qualità e una preziosa esperienza di lavoro”. Passaggio che nell’inchiesta di ProPublica viene omesso. “I verbi cinesi non hanno tempi, e quindi possono essere molto complicati da capire per chi non è madrelingua. È stato un problema di lingua a causare la clamorosa omissione oppure siete stati selettivi nel selezionare i materiali da inserire nella vostra storia per adattarli alla vostra narrazione?”.
Lo stesso Matt Schrader, il traduttore contattato dopo che l’inchiesta era stata pubblicata, scrive: “la frase chiave - ‘ogni volta che succede’ - non si riferisce ai ‘fallimenti operativi’, ma all'atto di lavorare con le provette, quando ‘i membri del partito si precipitano in prima linea per dare l'esempio agli altri ricercatori con il loro coraggio e la loro meticolosità’. Dire che questa frase implica un fallimento della sicurezza è una traduzione errata”.
“Rintracciare l'origine del virus è molto importante, ma questo sforzo sembra essere uno spreco politicizzato di denaro dei contribuenti che fa arretrare tale sforzo”, scrive Bill Bishop, attento esperto di Cina. A pochi giorni dalle elezioni di midterm statunitensi.
“Come diavolo fa ProPublica a promuovere un rapporto di minoranza del partito repubblicano pubblicato alla vigilia delle elezioni e a fare affidamento su una fonte che ha lavorato al rapporto? Il vero giornalismo investigativo è quello che gli esperti di lingua cinese e i virologi hanno fatto alla storia in poche ore: farla a pezzi”, scrive John Culver, ex analista della Cia.