Cina, lockdown duro nella "IPhone City", la mega fabbrica dove si assemblano gli ultimi telefoni Apple
PECHINO - Sette giorni di lockdown nell’area attorno all’aeroporto di Zhengzhou, nella Cina centrale, che ospita la fabbrica del gruppo taiwanese Foxconn, uno degli stabilimenti più grandi al mondo che assembla circa l’80% degli iPhone 14 venduti a livello globale. In città i casi sono saliti da 95 a 359 nelle ultime 24 ore e questa mattina verso mezzogiorno è arrivata la decisione delle autorità. Nell’area vivono 600mila persone.
La fabbrica continuerà ad essere operativa in un sistema "a circuito chiuso" in cui il personale vive e lavora in loco, ma non è chiaro come arriveranno le merci all'interno e all'esterno del complesso durante il blocco dell'area. Le restrizioni e le proteste anti-Covid degli operai andate in scena nei giorni scorsi rischiano, poi, secondo alcuni analisti, di far crollare la produzione fino al 30%: un impatto significativo sulla produzione degli smartphone Apple specialm…
PECHINO - Sette giorni di lockdown nell’area attorno all’aeroporto di Zhengzhou, nella Cina centrale, che ospita la fabbrica del gruppo taiwanese Foxconn, uno degli stabilimenti più grandi al mondo che assembla circa l’80% degli iPhone 14 venduti a livello globale. In città i casi sono saliti da 95 a 359 nelle ultime 24 ore e questa mattina verso mezzogiorno è arrivata la decisione delle autorità. Nell’area vivono 600mila persone.
La fabbrica continuerà ad essere operativa in un sistema "a circuito chiuso" in cui il personale vive e lavora in loco, ma non è chiaro come arriveranno le merci all'interno e all'esterno del complesso durante il blocco dell'area. Le restrizioni e le proteste anti-Covid degli operai andate in scena nei giorni scorsi rischiano, poi, secondo alcuni analisti, di far crollare la produzione fino al 30%: un impatto significativo sulla produzione degli smartphone Apple specialmente in questo periodo, quando maggiori sono le richieste in vista delle festività di fine anno.
L'impianto principale di Zhengzhou, la “iPhone City”, che impiega circa 200mila lavoratori, ha iniziato ad applicare nei giorni scorsi rigide misure di contenimento del virus, in osservanza alla strategia della tolleranza zero. Virali sono diventati nel fine settimana i video di centinaia di lavoratori migranti che scavalcano le recinzioni per scappare dalle rigide restrizioni contro il virus nell’impianto e raggiungere le loro città d’origine.
Per trattenere i dipendenti, ieri Foxconn ha annunciato che avrebbe quadruplicato il bonus di presenza giornaliero, portandolo a 400 yuan (circa 55 euro). Il personale riceverà un bonus aggiuntivo se sarà presente in fabbrica per almeno 15 giorni nel mese di novembre. Bonus che potrà arrivare fino a 15mila yuan (2.075 euro) se i dipendenti sono presenti per tutto il mese. Non si sa al momento se e quanti dipendenti sono risultati positivi al Covid, ma l’Ong China Labor Watch ha denunciato che molti positivi hanno dovuto continuare a lavorare assieme al resto degli operai e che un gran numero di casi accertati di Covid e contatti stretti sono stati isolati in un edificio vicino in costruzione.