✕
Xi Jinping (ansa)

Xi Jinping alla guerra della pubblicità: stretta sulle promozioni affidate a star e influencer

Dovranno testare direttamente i prodotti che reclamizzano. Alcune categorie - dai farmaci alle diete fino alle lezioni private - escluse dalla possibilità di essere promosse. Il leader cinese in pellegrinaggio nei luoghi di Mao invita al "duro lavoro e al sacrificio"
3 minuti di lettura

PECHINO - Nuovi guai in vista per le star cinesi. Pechino ha appena pubblicato nuove linee guida per regolamentare ulteriormente le sponsorizzazioni commerciali da parte delle celebrità su social, spot in tv, dirette streaming o interviste. Un altro giro di vite al mondo delle celebrities, già da tempo sotto la lente del Partito. 


Come spesso accade l’intento è duplice: da una parte evitare che le aziende, grazie al bel faccino di qualche cantante o attrice, promuovano prodotti scadenti e dannosi per la salute delle persone (c’è un’ampia casistica in passato, e …

PECHINO - Nuovi guai in vista per le star cinesi. Pechino ha appena pubblicato nuove linee guida per regolamentare ulteriormente le sponsorizzazioni commerciali da parte delle celebrità su social, spot in tv, dirette streaming o interviste. Un altro giro di vite al mondo delle celebrities, già da tempo sotto la lente del Partito. 


Come spesso accade l’intento è duplice: da una parte evitare che le aziende, grazie al bel faccino di qualche cantante o attrice, promuovano prodotti scadenti e dannosi per la salute delle persone (c’è un’ampia casistica in passato, e ora infatti i testimonial dovranno testare loro stessi i prodotti prima di pubblicizzarli al grande pubblico), e dall’altra dare una stretta ai comportamenti “illegali e immorali” dei vip del piccolo e grande schermo chiamati ora ad esaltare “i valori fondamentali del socialismo”, a conformarsi alla “morale e alle virtù tradizionali”. 

Non saranno consentite sponsorizzazioni per i prodotti legati al tabacco (comprese le sigarette elettroniche), i corsi per le lezioni dopo-scuola, farmaci, dispositivi medici e alimenti utilizzati per le diete. Sotto controllo saranno anche le aziende che ora dovranno verificare attentamente il curriculum delle star che vogliono ingaggiare. Qui però nasce il problema maggiore: negli ultimi anni molte celebrità hanno visto la loro reputazione stravolta da un giorno all’altro. 

Uno degli ultimi casi riguarda Li Yifeng, uno degli attori e cantanti più famosi di tutta la Cina, che lo scorso anno interpretò al cinema il giovane Mao ne Il Pioniere - kolossal sui cento anni del Partito - arrestato con l’accusa di “frequentare prostitute in più occasioni”. Lui, giovane e popolarissimo, noto in tutta l’Asia con il nome di Evan Li, che proprio la polizia cinese aveva scelto come testimonial per uno spot del Ministero della Sicurezza dello Stato. Accuse di prostituzione che spesso in passato il Partito ha usato per intimidire chi ritiene scomodo. Li è stato cancellato senza pietà: scomparso dalla scaletta del più prestigioso programma televisivo cinese, il Gala del Festival di Primavera, film e spettacoli rimossi dalla Rete, contratti pubblicitari stracciati. 

A Pechino da mesi è in corso una campagna di moralizzazione del mondo dello spettacolo. Le accuse contro Li sono le ultime di una serie di scandali, dall'evasione fiscale alla presunta violenza sessuale, che hanno colpito le star dello show-biz cinese dall'inizio del 2021. Nell’ottobre dell’anno scorso, sempre con le stesse accuse di prostituzione, era stato arrestato Li Yundi, uno dei pianisti più famosi di Cina e molto conosciuto anche all’estero. Da allora non è più stato visto in pubblico. Ad essere “cancellate” dall’Internet cinese sono state anche Zhu Chenhui (nome d’arte Cherie) e Lin Shanshan, regine del live streaming nella vendita di vestiti e cosmetici alle loro fan. Motivo: presunta evasione fiscale. Le due si sono viste recapitare multe da 66 e 28 milioni di yuan rispettivamente. Sparite dal web.
Spariti lo erano già da qualche tempo altre celebrities del Dragone, dopo che a novembre dell’anno scorso la China Association of Performing Arts aveva stilato una blacklist di 88 star da mettere al bando. Dall’attore e cantante Kris Wu, arrestato per stupro; all’idolo dei ragazzini Zhang Zhehan dopo che era ricomparso un vecchio selfie dell’attore davanti al santuario scintoista di Yasukuni in Giappone che ospita le anime dei soldati morti per la Patria: offesa enorme per la Cina che l’invasione giapponese la subì; fino all’attrice Zheng Shuang, nella lista nera per un caso di maternità surrogata, e recentemente accusata di aver nascosto al fisco l’equivalente di quasi 40 milioni di euro. Comportamenti decisamente non socialisti. Che il Partito vuole limitare per mettere un freno al “disordine sociale” vista la crescente influenza di attori, cantanti e influencer, soprattutto sui più giovani.

E proprio ai giovani il leader cinese Xi Jinping si è rivolto nel fine settimana. Dopo aver portato in gita tutto il suo nuovo Comitato permanente del Politburo a Yan’an, nella provincia dello Shaanxi, importantissima base rivoluzionaria per i comunisti di Mao negli anni ’30 e ‘40, punto di arrivo della Lunga Marcia e simbolo della fase eroica della rivoluzione comunista cinese, Xi ha fatto tappa al Canale della Bandiera Rossa (uno dei simboli del Grande Balzo in avanti di maoista memoria) invitando le giovani generazioni al duro lavoro e al sacrificio. "Dobbiamo educare le persone, specialmente i giovani. Il socialismo cinese si conquista con il duro lavoro, le lotte e persino il sacrificio delle vite. Le giovani generazioni devono abbandonare lo stile di vita schizzinoso e l'atteggiamento compiacente e, come la generazione dei nostri genitori, lasciare un'eredità memorabile nella storia con il loro entusiasmo”.