Sunak andrà alla conferenza sul clima Cop27: retromarcia del premier britannico
LONDRA. Nell’ennesima retromarcia di un leader conservatore, Rishi Sunak oggi ha annunciato che andrà alla COP27, la conferenza Onu sul clima che quest’anno, anzi tra pochi giorni, si terrà nell’egiziana Sharm El Sheikh. “Non c’è prosperità a lungo termine senza agire contro il cambiamento climatico”, ha detto il nuovo primo ministro britannico, “non c’è sicurezza energetica senza investire nelle rinnovabili. Ecco perché parteciperò a Cop27: per proseguire il lascito della Cop26 dell’anno scorso a Glasgow e costruire un futuro sicuro e sostenibile”.
Peccato che, almeno fino a qualche giorno fa, Sunak avesse annunciato di rinunciare alla trasferta egiziana a causa “degli impegni a Londra” dovuti alla nuova imminente legge di bilancio e ai…
LONDRA. Nell’ennesima retromarcia di un leader conservatore, Rishi Sunak oggi ha annunciato che andrà alla COP27, la conferenza Onu sul clima che quest’anno, anzi tra pochi giorni, si terrà nell’egiziana Sharm El Sheikh. “Non c’è prosperità a lungo termine senza agire contro il cambiamento climatico”, ha detto il nuovo primo ministro britannico, “non c’è sicurezza energetica senza investire nelle rinnovabili. Ecco perché parteciperò a Cop27: per proseguire il lascito della Cop26 dell’anno scorso a Glasgow e costruire un futuro sicuro e sostenibile”.
Peccato che, almeno fino a qualche giorno fa, Sunak avesse annunciato di rinunciare alla trasferta egiziana a causa “degli impegni a Londra” dovuti alla nuova imminente legge di bilancio e ai guai finanziari ereditati da Liz Truss. Una posizione, quella di saltare Cop27, che però è diventata sempre più insostenibile col passare dei giorni. Il re Carlo III è un fervente ambientalista, Truss gli aveva negato il viaggio in Egitto e quando ha visto che pure Sunak era riluttante, ha organizzato espliciti ricevimenti in onore del vertice sul clima. Non è ancora chiaro, a questo punto, come parteciperà il monarca all’evento.
Allo stesso tempo, un altro motivo di pressione per Sunak, forse determinante, è stata l’annunciata presenza a COP27 dell’ex primo ministro e suo avversario - o forse nemico - Boris Johnson. Che, durante il suo mandato, aveva puntato moltissimo sulla "rivoluzione verde” del “pioniere" Regno Unito e che dunque in Egitto non vuole assolutamente mancare. A quel punto, il giovane leader 42enne ha pensato che fosse meglio non lasciare tutta l’attenzione e il palcoscenico a Johnson ed esserci anche lui. Almeno, Sunak sembra essere più sensibile al tema dell’ambiente rispetto al predecessore Truss. Non a caso, nei giorni scorsi, è stato protagonista di un’ennesima retromarcia, quella sul controverso fracking, ossia il metodo di estrazione di gas e petrolio accusato di provocare fenomeni sismici e inquinamento e approvato dal governo precedente, tra tante polemiche.