Stati Uniti, l’avanzata repubblicana nella California liberal. E ora i dem hanno paura
LOS ANGELES - "Ho iniziato a drogarmi quando gli altri ragazzini facevano ancora la collezione di biglie. Poi sono entrato nelle gang e mi sono messo a spacciare. Mi hanno beccato, sono finito in galera, e da allora la mia vita è finita. Un inferno senza appello. Ho commesso un errore, lo ammetto, ma nessuno mi ha più dato una seconda opportunità per redimermi".
È una magnifica giornata di sole a Los Angeles e Desard Maine se la gode seduto sopra una poltrona da ufficio, arrivata chissà come davanti alla tenda dove dorme sulla 6th Street. Skid Row, quartiere malfamato dove vive la maggioranza dei 40mila homeless dimorati nelle strade della città degli angeli. Stasera il senatore Bernie Sanders fa un comizio per sostenere la candidatura a sindaco di Karen Bass, già consi…
LOS ANGELES - "Ho iniziato a drogarmi quando gli altri ragazzini facevano ancora la collezione di biglie. Poi sono entrato nelle gang e mi sono messo a spacciare. Mi hanno beccato, sono finito in galera, e da allora la mia vita è finita. Un inferno senza appello. Ho commesso un errore, lo ammetto, ma nessuno mi ha più dato una seconda opportunità per redimermi".
È una magnifica giornata di sole a Los Angeles e Desard Maine se la gode seduto sopra una poltrona da ufficio, arrivata chissà come davanti alla tenda dove dorme sulla 6th Street. Skid Row, quartiere malfamato dove vive la maggioranza dei 40mila homeless dimorati nelle strade della città degli angeli. Stasera il senatore Bernie Sanders fa un comizio per sostenere la candidatura a sindaco di Karen Bass, già considerata da Biden come vice presidente. Karen rischia di perdere contro il finto democratico Rick Caruso, in realtà un costruttore trumpista, e il solo fatto che abbia bisogno del soccorso di un peso massimo a pochi giorni dal voto dimostra che qualcosa non sta funzionando per lei. "Un campanello d'allarme per tutti i democratici", commenta il professore di Economia a Berkeley Enrico Moretti, che da anni studia le tendenze della California: "In realtà non c'è nessuna fuga, niente fine del sogno. Semmai lo Stato è vittima del proprio successo, che ha fatto aumentare il costo della vita e delle case, ma a San Francisco il numero degli homeless sta diminuendo. Questo però non significa che non ci siano problemi da affrontare".
Tipo quello di Desard, che chiacchiera davanti alla tenda con l'amico Calvin Davis. "Amici un cavolo", commenta Calvin: "Io ero membro della gang dei Bloods e lui dei Crips. Qualche anno fa, se ci fossimo incontrati, il mio dovere sarebbe stato accoltellarlo. Ora però parliamo, per combinare qualcosa di buono e salvare le nostre vite". Desard annuisce e spiega: "Ho tre figli, mi piacerebbe dare loro un tetto e un futuro". E dove stanno ora, con la mamma? "No, lei riposa in pace. Vivono con la nonna". Ma perché non vai nello shelter per gli homeless? "Quella non è vita". Invece è vita questa, in mezzo alla strada? "Meglio dell'ostello. Alcuni benefattori passano a darci il cibo, e se fa troppo freddo vado allo shelter. Vorrei solo una chance per ricostruire la mia esistenza. Quando finisci in prigione, anche per i reati più stupidi, ti tolgono tutto". Calvin conferma: "Mi hanno levato pure la social security. Non ho nemmeno un'identità, se cercassi di tornare a lavorare". Perciò "la mia vita - s'infuria Desard - è un vicolo cieco. Mi serve un tetto, una carta d'identità, e la possibilità di lavorare senza essere inseguito dai pregiudizi".
Le elezioni di midterm dell'8 novembre viste dalla California sono un'altra storia. Nancy Pelosi, terrorizzata dal tentato omicidio del marito Paul nel loro ricco browstone di San Francisco, sarà sicuramente rieletta deputato, ma con altrettanta sicurezza sembra destinata a perdere la maggioranza alla Camera e quindi la poltrona di Speaker, ripiegando sulla nomina ad ambasciatrice in Italia. Al suo posto però salirà il trumpista Kevin McCarthy, anche lui californiano. Il governatore Gavin Newsom verrà confermato senza problemi, rilanciando le sue ambizioni alla Casa Bianca.
Lo Stato quindi è destinato a rimanere al centro della vita politica americana: "Resta il più ricco - conferma Moretti - e se fosse indipendente sarebbe la quinta economia mondiale, membro del G7". Attaccare la California, in altre parole, è diventato come sparare sulla Croce Rossa o l'Onu: bersagli facili, per chi si sveglia la mattina preoccupato solo di come farsi notare. Però la crisi degli homeless è evidente nelle strade, la benzina a 7 dollari al gallone fa della California la capitale dell'inflazione, e gli incendi dimostrano che l'emergenza clima non è uno scherzo. "Le mie opinioni sulle midterm - commenta con Repubblica lo scrittore Jonathan Franzen, che da qualche anno ha fatto di Santa Cruz la sua casa - non sono particolarmente originali. Sono basate al 100% su quelle di persone più informate di me, che rispecchiano il rischio esistenziale corso dalla nostra democrazia".
Quando incontra i sostenitori al Central Park di Playa Vista, Bass viene accolta al grido "¡El pueblo, unido, jamás será vencido!". Rincuorata, attacca: "Tutto il mondo è qui. Dove va Los Angeles, va l'America". Perciò spiega: "L'emergenza homeless e criminalità è vera. Stanotte 40mila persone dormiranno in strada, e domattina 5 di loro non si sveglieranno. La soluzione non è criminalizzare la povertà, ma fornire l'assistenza per uscirne". Attacca sul tema nazionale preferito dai democratici: "Ho difeso l'aborto tutta la via. Il mio avversario ha lavorato per Trump e tre settimane prima delle primarie si è iscritto al Partito democratico. Un bugiardo". Infine affonda sulle disuguaglianze: "Caruso è un miliardario, che spende 90 milioni di dollari per spargere falsità e comprare l'elezione. Non ha mai costruito una casa popolare, e l'affitto nei suoi appartamenti costa 6mila dollari al mese".
Così lancia l'assist a Sanders, che si rivolge cupo ai militanti: "È il momento più difficile della nostra vita, sono midterm senza precedenti. Non mi sarei mai aspettato di dirlo, come senatore Usa, ma in gioco c'è il futuro democratico del nostro Paese". Bernie spiega: "I temi di queste elezioni sono tre. Primo, se le donne hanno il diritto di controllare il loro corpo, perché la Corte Suprema ha stabilito che sono troppo stupide per farlo. Secondo, la minaccia esistenziale del clima, perché gli ultimi otto anni sono stati i più caldi di sempre. Terzo, se resteremo una democrazia, o consentiremo ai miliardari di comprarla". Su questo punto Sanders è feroce, come sempre: "I repubblicani parlano tanto di inflazione, ma mi spiegate come fa Biden ad essere responsabile dell'aumento dei prezzi del 10% in Gran Bretagna? E come posso essere io colpevole dell'inflazione all'11% in Europa? È un fenomeno globale, provocato dal Covid, la crisi della supply chain, e l'orrenda guerra scatenata da Putin in Ucraina. Intanto però i ceo delle aziende americane guadagnano 400 volte più dei dipendenti, i profitti della Exxon sono aumentati del 280% nel secondo trimestre dell'anno, e lo stesso vale per le aziende alimentari. Sfruttano la crisi per sfamare la loro avidità. Ma quando è troppo è troppo. Qui in California dovete alzare la voce per costruire un'economia che benefici tutti".
Moretti spiega perché la fuga dallo Stato non esiste: "Sono andate via poche aziende, simboliche e importanti tipo Tesla, che peraltro ha spostato i manager ma lasciato i lavoratori a Freemont. Però il core business, ricerca e sviluppo, resta qui, soprattutto per i settori del futuro come intelligenza artificiale e biotecnologie. Perché la California offre vantaggi unici. Resta solo da capire quanto si radicherà il lavoro ibrido, metà casa e metà ufficio, che ha un impatto sull'economia locale".
A San Francisco negli ultimi due anni gli homeless sono diminuiti del 5%, "perché la città ha fatto tre cose. Primo, ha trasferito la responsabilità del problema dalla polizia ai servizi sociali. Secondo, ha imposto una tassa sugli edifici commerciali che ha generato enormi risorse, usate ora per dare aiuti e costruire case popolari, come i navigation point. Terzo, invece di spostare gli homeless da un quartiere all'altro, li assiste. Perché il problema in molti casi è la dipendenza dalla droga, o il fatto che le politiche per ridurre le condanne per i crimini meno gravi, giustissime, hanno rimandato in strada molti detenuti che ora non sanno cosa fare".
Neanche il dato di un paio d'anni fa, secondo cui per la prima volta le persone immigrate in California sono state meno di quelle emigrate, è un'emergenza: "In parte era dovuto a fattori contingenti. Poi era fisiologico che lo Stato non potesse continuare a crescere di milioni di abitanti. La selezione in corso è che arrivano famiglie ad alta scolarizzazione, laurea, master, dottorato, per i lavori più redditizi, e vanno via quelle della classe media e bassa. Socialmente non è positivo, ma è un effetto del successo della California, non della sua crisi".