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Corea del Nord, missili e minacce: ecco perché Kim Jong-un alza la posta in gioco e tenta di attirare l'attenzione degli Stati Uniti

(reuters)
Il leader nordcoreano ha autorizzato il lancio di ben 26 missili negli ultimi due giorni oltrepassando linee rosse fin qui mai superate: la strategia di PyongYang per affermarsi come Stato nucleare e puntare a una rimozione almeno parziale delle sanzioni. L'alleanza con Mosca e Pechino 
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PECHINO - E ora? Ora che Kim Jong-un ha sparato negli ultimi due giorni ben 26 missili - un record - e ha oltrepassato linee rosse fin qui mai superate, che cosa ci dobbiamo aspettare dalla Corea del Nord? Come reagiranno la Corea del Sud e gli alleati? Perché il Maresciallo ha deciso di accelerare ora la sua escalation e le sue minacce? Di quale arsenale dispone il Regno eremita?

Un nuovo test nucleare imminente

Le intelligence sudcoreana e statunitense sono convinte che un test nucleare sotterraneo - il primo dal 2017 - sia imminente. Le date che sono circolate nelle scorse settimane individuavano questa finestra temporale tra la fine del Congresso del Partito comunista cinese (conclusosi il 22 ottobre) e le elezioni di midterm Usa (che iniziano l'8 novembre). Se le previsioni degli 007 sono attendibili, allora ci siamo. 

PECHINO - E ora? Ora che Kim Jong-un ha sparato negli ultimi due giorni ben 26 missili - un record - e ha oltrepassato linee rosse fin qui mai superate, che cosa ci dobbiamo aspettare dalla Corea del Nord? Come reagiranno la Corea del Sud e gli alleati? Perché il Maresciallo ha deciso di accelerare ora la sua escalation e le sue minacce? Di quale arsenale dispone il Regno eremita?

Un nuovo test nucleare imminente

Le intelligence sudcoreana e statunitense sono convinte che un test nucleare sotterraneo - il primo dal 2017 - sia imminente. Le date che sono circolate nelle scorse settimane individuavano questa finestra temporale tra la fine del Congresso del Partito comunista cinese (conclusosi il 22 ottobre) e le elezioni di midterm Usa (che iniziano l'8 novembre). Se le previsioni degli 007 sono attendibili, allora ci siamo. 

 

Le linee rosse superate da Kim

Per la prima volta da quando la penisola coreana è divisa, uno dei missili lanciati ieri da Pyongyang ha superato la linea settentrionale di confine (Nll) - che divide il mare all'altezza del 38° parallelo - andando a cadere a soli 57 chilometri a est della terraferma sudcoreana. Al di fuori delle acque territoriali di Seul, ma un gesto che il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha definito un "effettivo atto di invasione territoriale".

Come sta reagendo Seul?

In risposta ieri sono stati lanciati tre "missili aria-superficie di precisione" nelle acque a nord del confine marittimo intercoreano. Seul ha risposto intensificando le manovre congiunte con gli Stati Uniti. In questi giorni sono in corso operazioni che coinvolgono circa 240 aerei da combattimento, le Vigilant Storm, che dovevano concludersi domani e invece sono state estese. A Seul si sta già discutendo di creare un programma nucleare interno.

 

E Tokyo?

In un contesto di sicurezza globale profondamente instabile (i lanci nordcoreani, i movimenti militari cinesi e l'invasione russa dell'Ucraina) il ministero della Difesa giapponese sta valutando la possibilità di schierare missili ipersonici entro il 2030 per aumentare la deterrenza, potenziando le capacità di contrattacco. 

Le possibilità di uno scontro

Ogni nuovo livello fatto scattare da Kim fa salire la tensione già alta nella penisola coreana, dove centinaia di migliaia di truppe (nordcoreane, sudcoreane e statunitensi) stazionano attorno ad uno dei confini più armati del mondo. Un numero così elevato di truppe che operano con questo tipo di armi potenti in un'area geografica relativamente ristretta aumenta le possibilità che un errore di calcolo possa portare ad uno scontro.

Perché i lanci nordcoreani ora?

Le esercitazioni congiunte tra sudcoreani e americani sono da sempre viste da Pyongyang come una provocazione e il preludio ad un'invasione. "I nordcoreani stanno cercando di tenere il passo, di dimostrare che sono in grado di combattere una guerra nucleare", dichiara a NkNews Ankit Panda, del Carnegie Endowment for International Peace.

Quali sono gli altri motivi?

La Corea del Nord mostra le sue armi anche per altri motivi: per testare e migliorare la propria tecnologia bellica, per inviare un messaggio politico al mondo (in primo luogo agli Stati Uniti) e per impressionare il proprio popolo in patria e rafforzare la fedeltà al regime. L'escalation serve a Kim a testare le armi del suo arsenale e a inviare il messaggio che lo sviluppo dei missili è un "diritto sovrano" che dovrebbe essere accettato dal resto del mondo. La Corea del Nord sta puntando ad aumentare la sua capacità di deterrenza. Secondo alcuni analisti, i lanci simultanei di missili a corto e lungo raggio aumentano la capacità del Nord, durante un eventuale conflitto nella penisola, di attaccare obiettivi statunitensi. 

Che cosa spera di ottenere il Maresciallo Kim? 

Richiamare l'attenzione di Washington. Con gli Usa distratti dalla questione ucraina Kim alza il tiro - sentendosi "dimenticato" dall'Occidente - spostando l'obiettivo in questa parte di mondo e facendo diventare ancora più precarie le dinamiche di sicurezza dell'Asia orientale. Rafforzarsi è un modo per Kim di fare pressione soprattutto su Washington e su Seul, affinché accettino il suo Paese come Stato nucleare, un riconoscimento che il dittatore ritiene necessario per ottenere  - almeno in parte - la revoca delle sanzioni internazionali. È uno schema che Kim ha già usato in passato, nel 2010 e nel 2017: prima far salire le tensioni a un livello molto preoccupante, poi chiedere impegno e concessioni a Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti. Di denuclearizzare, però, il Maresciallo non ha nessuna intenzione: sa che il suo arsenale è la sua "assicurazione sulla vita". La prova è arrivata due mesi fa con la nuova legge che consente a Pyongyang di colpire "preventivamente" le "forze ostili": il cosiddetto first strike. Se Kim vuole convincere gli Stati Uniti a negoziare a condizioni a lui più favorevoli, deve dimostrare quanto sia diventato pericoloso il suo Paese.

I rapporti con la Russia

L'evolversi della guerra in Ucraina ha portato a legami più stretti tra Pyongyang e Mosca. La Corea del Nord è stata uno dei primi Paesi a luglio a riconoscere le repubbliche di Donetsk e Luhansk. Una "collaborazione tattica e strategica" come ha iniziato a chiamarla Pyongyang, contro quelle "forze ostili" che riecheggiano nei vocabolari di entrambi i leader. Mosca potrebbe trarre vantaggio dalla distrazione che i test missilistici creano a Washington. Entrambi ci devono guadagnare qualcosa oltre al supporto retorico: operai nordcoreani da impiegare nelle aree distrutte dalla guerra per Putin, approfondire ancora di più gli scambi economici per Kim, ad esempio. Ieri gli Stati Uniti, per la seconda volta in pochi mesi, hanno nuovamente detto che la Corea del Nord sta segretamente fornendo armi a Mosca. 

E la Cina?

Resta da vedere come si comporterà il terzo lato di questo "triangolo nord-asiatico" che Kim vuole resuscitare per ottenere il sostegno alle proprie azioni: la Cina. Che sembra esitare. Per non spingere Corea del Sud e Giappone ancora di più nel campo americano. E per non trovarsi il caos alle porte di casa.

La strategia e l'arsenale di Kim

L'anno scorso ha presentato un piano quinquennale che illustrava nel dettaglio tutte le nuove armi che intendeva sviluppare. Il piano includeva bombe nucleari più piccole per il campo di battaglia e missili a corto raggio per trasportarle. I recenti test dimostrano che Kim non solo sta lavorando a questa lista di armi, ma sta anche addestrando le sue truppe a usarle.

Di che armi dispone la Corea del Nord e come le sta potenziando?

A marzo ha dichiarato di aver testato con successo il suo più grande Icbm (missile balistico intercontinentale) di sempre: lo Hwasong-17, "il mostro". Il suo diametro è stimato tra i 2,4 e i 2,5 metri, con una massa a pieno carico tra gli 80mila e i 110mila chilogrammi, capace, in teorie, di volare fino a 6mila chilometri di distanza e che potrebbe minacciare direttamente gli Stati Uniti. 

Molti dei più recenti missili balistici a corto raggio della Corea del Nord, come i suoi KN-23 e KN-24, sono invece progettati per volare su una traiettoria più bassa, rendendo più difficile intercettarli. Secondo i funzionari sudcoreani, se la Corea del Nord riprenderà i test nucleari, questi potrebbero includere lo sviluppo di testate "tattiche" più piccole, destinate all'uso sul campo di battaglia e progettate per essere montate su missili a corto raggio. Secondo alcuni analisti, sentiti dall'agenzia Reuters, "l'installazione di piccole testate su missili a corto raggio potrebbe rappresentare un pericoloso cambiamento nel modo in cui la Corea del Nord dispiega e pianifica l'uso delle armi nucleari, consentendo a Pyongyang di metterne in campo un numero maggiore. Invece di minacciare poche città per scoraggiare un attacco, potrebbe usarle contro un'ampia gamma di obiettivi militari nel Sud".

Quante testate nucleari ha Pyongyang?

Gli esperti stimano che la Corea del Nord abbia accumulato 40-50 testate nucleari. Altri studi parlano di 116.