Scholz primo leader del G7 da Xi dopo la pandemia. Dal presidente cinese messaggio a Putin: "No alla minaccia o all'uso di armi nucleari"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - "Cina e Germania, in quanto potenze influenti, dovrebbero collaborare ancora di più in tempi di cambiamenti e turbolenze per dare un contributo maggiore alla pace e allo sviluppo mondiale". Il presidente cinese Xi Jinping accoglie con queste parole nella Grande Sala del Popolo di Pechino il cancelliere Olaf Scholz in una visita lampo - appena undici ore, accompagnato da una delegazione delle maggiori industrie del Paese - che a Berlino e nelle altre capitali europee e a Washington ha fatto alzare in questi giorni più di qualche sopracciglio, specialmente dopo l'accordo con la cinese Cosco per la partecipazione al 24,9% in uno dei terminal del porto di Amburgo.
Un appello, quello cinese, a legami più stretti che arriva nel mezzo delle tensioni con l'Ue. "Più la situazione è complicata, più Cina e Ue devono aderire al rispetto e al vantaggio reciproci, al dialogo e alla cooperazione", dice Xi. La Cina sosti…
PECHINO - "Cina e Germania, in quanto potenze influenti, dovrebbero collaborare ancora di più in tempi di cambiamenti e turbolenze per dare un contributo maggiore alla pace e allo sviluppo mondiale". Il presidente cinese Xi Jinping accoglie con queste parole nella Grande Sala del Popolo di Pechino il cancelliere Olaf Scholz in una visita lampo - appena undici ore, accompagnato da una delegazione delle maggiori industrie del Paese - che a Berlino e nelle altre capitali europee e a Washington ha fatto alzare in questi giorni più di qualche sopracciglio, specialmente dopo l'accordo con la cinese Cosco per la partecipazione al 24,9% in uno dei terminal del porto di Amburgo.
Un appello, quello cinese, a legami più stretti che arriva nel mezzo delle tensioni con l'Ue. "Più la situazione è complicata, più Cina e Ue devono aderire al rispetto e al vantaggio reciproci, al dialogo e alla cooperazione", dice Xi. La Cina sostiene l'indipendenza strategica dell'Ue e insiste sul fatto che le relazioni tra Pechino e Bruxelles non siano "prese di mira, soggiogate o controllate da terzi", afferma il leader cinese, chiaro riferimento agli Usa. “E’ facile distruggere la fiducia politica ma è difficile ricostruirla, entrambe le parti devono prendersene cura”.
Il tedesco è il primo leader del G7 ad arrivare nella capitale cinese dall'inizio della pandemia, e a pochi giorni dall'incoronazione di Xi al Congresso che gli ha garantito un terzo e storico mandato come segretario generale del Partito comunista. Un incontro che, dopo anni di crescenti tensioni, metterà alla prova le relazioni tra il Dragone e l'Europa: i colloqui hanno toccato temi come la guerra russa in Ucraina, il cambiamento climatico, i rapporti economici.
Sul conflitto, Scholz chiede a Xi di “usare la sua influenza” sulla Russia e manda un messaggio a Putin: “Estenda l'accordo sul grano che scade tra pochi giorni”. Xi ha messo in guardia dal rischio che il conflitto diventi nucleare e ha ribadito il sostegno della Cina alla Germania e all'Europa affinché svolgano un ruolo importante nel facilitare i colloqui di pace. “La comunità internazionale dovrebbe opporsi alla minaccia o all'uso di armi nucleari, sostenere che le armi nucleari non possono essere usate e che le guerre nucleari non devono essere combattute e prevenire una crisi nucleare in Eurasia”. Uno dei commenti più espliciti finora di Xi sulla necessità di evitare un'escalation della guerra. E chiaro messaggio all’amico Putin. L’uso dell’arma nucleare è sempre stata la linea rossa per Pechino. “Bisogna collaborare per mantenere stabili le catene industriali e di approvvigionamento globali e prevenire le interruzioni della cooperazione internazionale in campo energetico, alimentare, finanziario”, continua Xi.
Scholz, che nel pomeriggio ha incontrato anche il premier uscente Li Keqiang, si è impegnato nei giorni scorsi a sollevare anche altre questioni spinose come i diritti umani, Taiwan ("qualsiasi cambiamento dello status quo delle relazioni nello Stretto deve essere pacifico e consensuale”) e le difficoltà che le aziende tedesche incontrano nell'accedere al mercato cinese. "È positivo che qui si possano scambiare opinioni su tutte le questioni, comprese quelle su cui abbiamo punti di vista diversi. È a questo che serve lo scambio", dice Scholz. "Non siamo favorevoli al decoupling. Ma le relazioni commerciali ed economiche devono essere eque e basate sulla reciprocità”.
Misure Covid standard - per la politica cinese - anche durante questa visita. Una "bolla" per Scholz e la sua delegazione che sono stati testati direttamente sull'aereo, una volta atterrati all'aeroporto della capitale. Il tappeto rosso all'aeroporto steso sulla pista da operatori sanitari con le loro immancabili tute bianche.
Questioni economiche al centro. Vogliamo "sviluppare maggiormente" la cooperazione economica con la Cina, dice il cancelliere. Negli ultimi sei anni la Cina è stata il principale partner commerciale della Germania, con volumi di scambi che hanno superato i 245 miliardi di euro nel 2021: quasi il 30% del commercio totale tra la Cina e l'Unione europea. Berlino ha nel Paese del Dragone molte aziende (circa 6mila) radicate da anni ormai (alcune da quasi 40 anni) e nella delegazione del cancelliere oggi c'erano rappresentanti di colossi come Basf, Volkswagen, Siemens, Deutsche Bank e BioNTech che importerà il proprio vaccino in Cina permettendone l’uso, inizialmente, agli stranieri che vivono nel Paese. Messaggio chiaro: gli affari con la seconda economia mondiale devono continuare. Anche le aziende cinesi si stanno espandendo nel mercato tedesco: SIXT, la più grande società di noleggio auto della Germania, ha firmato un accordo con la cinese BYD per l'acquisto di almeno 100.000 auto elettriche per il mercato europeo. E la Germania è il principale Paese europeo per quanto riguarda i trasferimenti di tecnologia alla Cina: alla fine di settembre 2019, la Cina aveva importato 25.166 brevetti tecnologici dalla Germania, per un valore contrattuale di 86,27 miliardi di dollari.
L'Istituto Kiel stima che una forte riduzione degli scambi commerciali tra l'Unione europea e la Cina ridurrebbe dell'1% il Pil della Germania. La dipendenza dalla Cina è riscontrabile in tutti i settori. Mentre l'anno scorso circa il 12% delle importazioni totali proveniva dalla Cina, il Paese era responsabile dell'80% dei computer portatili importati e del 70% dei telefoni cellulari. Anche l'industria automobilistica, chimica ed elettrica dipende dal commercio cinese. La Cina ha rappresentato il 40% delle consegne mondiali della Volkswagen nei primi tre trimestri di quest'anno ed è anche il primo mercato per altre case automobilistiche come la Mercedes.
Gli sforzi di Xi per consolidare i legami con la Germania fanno parte di una spinta più ampia per evitare che le relazioni con l'Unione Europea si deteriorino ulteriormente, visto che quelle con Washington sono già ai minimi termini. "La Cina, nell'attuale contesto interno e internazionale, ha bisogno della visita di Scholz, soprattutto subito dopo il Congresso del Partito", dice Shi Yinhong, professore di relazioni internazionali all'Università Renmin di Pechino.