Il Papa ai cattolici d'Arabia riuniti in Bahrein: "Per la pace bisogna spezzare la catena della violenza"
dal nostro inviato Jacopo Scaramuzzi , dal nostro inviato Jacopo ScaramuzziRiffa (Bahrein) - Sventolano bandierine con i colori del Vaticano, bianco e giallo, portano zainetti o buste con il pranzo al sacco, hanno viaggiato diverse ore per vedere da vicino l'uomo che conoscono solo tramite televisione o social ma è il loro leader spirituale. Allo stadio nazionale di Riffa, in Bahrein, sono 30mila, secondo gli organizzatori, i fedeli che hanno assistito alla messa di Papa Francesco.
In un Paese a maggioranza musulmana, la gran parte dei cattolici sono indiani, filippini, srilankesi, operai e impiegati giunti da altre zone del Bahrein o da altri Stati del Golfo per celebrare insieme al vescovo di Roma il giorno di festa anticipato al sabato, perché qui la domenica si lavora. Il Pont…
Riffa (Bahrein) - Sventolano bandierine con i colori del Vaticano, bianco e giallo, portano zainetti o buste con il pranzo al sacco, hanno viaggiato diverse ore per vedere da vicino l'uomo che conoscono solo tramite televisione o social ma è il loro leader spirituale. Allo stadio nazionale di Riffa, in Bahrein, sono 30mila, secondo gli organizzatori, i fedeli che hanno assistito alla messa di Papa Francesco.
In un Paese a maggioranza musulmana, la gran parte dei cattolici sono indiani, filippini, srilankesi, operai e impiegati giunti da altre zone del Bahrein o da altri Stati del Golfo per celebrare insieme al vescovo di Roma il giorno di festa anticipato al sabato, perché qui la domenica si lavora. Il Pontefice si rivolge a loro per parlare di pace: "Non si può tendere alla pace se con la parola cattiva si risponde con una parola ancora più cattiva. Bisogna spezzare la catena del male e rompere la spirale della violenza".
È la prima volta di un Papa in Bahrein, la seconda volta che Francesco torna nel Golfo dopo la visita ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove, nel 2019, celebrò messa dinanzi a 100mila persone. Dopo la cerimonia ufficiale con il Re, dopo gli incontri interreligiosi con i saggi musulmani, oggi per Jorge Mario Bergoglio è il giorno dedicato alla minuscola comunità cattolica, 80mila persone su una popolazione di poco più di un milione. In serata incontra i giovani cattolici del Paese, domani il rientro a Roma.
Il Papa ai cattolici d'Arabia: "A voi porto il mio abbraccio"
"A voi, a tutti voi che siete venuti a questa celebrazione dai quattro Paesi del Vicariato Apostolico dell'Arabia del Nord - Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita - , nonché da altri Paesi del Golfo, come pure da altri territori", dice loro il Papa, "oggi porto l'affetto e la vicinanza della Chiesa universale, che vi guarda e vi abbraccia, vi vuole bene e vi incoraggia". Sono 111, riferiscono le autorità locali, le nazionalità presenti.
Dall'Arabia Saudita ma non dall'Iran
I fedeli arrivano fin dall'alba. Prima che giunga il Papa, Michael Angelo si fa un selfie con la moglie e i due figli piccoli nel campo dove solitamente si giocano partite di calcio. Originari dell'India, lui lavora in Arabia Saudita nel settore del petrolio. Si è registrato online per la messa, ora è arrivato dopo diverse ore di viaggio. "Abbiamo provato ad andare a visitare la cattedrale ma era chiusa", racconta. È il momento della festa. Anche Ligi e Johnson sono felici di poter vedere il Papa da vicino. "Lo abbiamo visto solo in televisione o sui social, adesso ci arriverà la sua benedizione da vicino", raccontano questi due indiani che vivono in Bahrein da 24 anni.
Entrambi impiegati nella scuola, sono molto attivi nella comunità, punto di riferimento spirituale ma anche sociale: "Quando qualcuno cerca lavoro, si crea una rete di contatti", raccontano. Hanno visto Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della gioventù di Manila nel 1995, ora aspettano Francesco "faccia a faccia".
Un Paese multireligioso
Il Bahrein è un Paese relativamente tollerante: qui è sorta la prima chiesa del Golfo, qui è stata inaugurata due anni fa la più grande cattedrale della penisola arabica, visitata ieri sera dal Papa. Ci sono 17 chiese, sinagoghe, templi indù. Le comunità cattoliche si dividono per lingua: ci sono messe in inglese, spagnolo, quattro diverse lingue indiane. "Qui è diverso da altri Paesi, c'è un vero melting pot", racconta Jean de Tinguy du Pouet, expat francese nel lavoro della consulenza finanziaria. E' da 45 anni nella regione, è venuto a messa con la moglie Isabelle e sei figli, è molto cattolico: tre nipoti preti, una nipote suora, un cognato a Betlemme... ha già visto il Papa ad Abu Dhabi nel 2019: "Quando sei cattolico segui il Papa".
Non tutti se lo possono permettere. In altri Paesi della zona, poi, coltivare la fede è più difficile. Si va a messa, ma discretamente. Vengono dall'Arabia saudita Harold, sua moglie Haili e il figlio adolescente Jerome, filippini. "Il Papa aiuta le persone di altre fedi a capire meglio chi siamo, a capire meglio la fede cristiana", spiegano. "Mostra l'importanza della pace globale, del dialogo interreligioso, del rispetto per gli altri, in ogni paese". Allo stadio non ci sono fedeli dallo Yemen in guerra né dall'Iran: anche in Bahrein la maggioranza dei musulmani è sciita, ma con l'altro lato del Golfo non ci sono ponti fisici né metaforici.
Francesco: "No all'occhio per occhio, dente per dente"
Il Papa arriva a bordo della "papamobile", fa un giro tra la folla che lo saluta entusiasta. L'anziano pontefice, un problema al ginocchio che lo costringe spesso alla sedia a rotelle, si sforza, si alza in piedi, saluta ricambiato, bacia qualche bambino che gli uomini della sicurezza gli porgono. Poi deve risedersi. Una selva di smartphone lo ritrae, i mass media locali danno grande risalto alla visita.
Gesù, dice Bergoglio nell'omelia pronunciata in spagnola e tradotta in simultanea in inglese, "chiede di rimanere sempre, fedelmente, nell'amore, nonostante tutto, anche dinanzi al male e al nemico. La semplice reazione umana ci inchioda all'"occhio per occhio, dente per dente", ma ciò significa farsi giustizia con le stesse armi del male ricevuto. Gesù osa proporci qualcosa di nuovo, di diverso, di impensabile, di suo", prosegue Francesco.
Francesco: "Spezzare la catena della violenza"
"Non di sognare irenicamente un mondo animato dalla fraternità, ma di impegnarci a partire da noi stessi, cominciando a vivere concretamente e coraggiosamente la fraternità universale, perseverando nel bene anche quando riceviamo il male, spezzando la spirale della vendetta, disarmando la violenza, smilitarizzando il cuore". Il Papa insiste: "Non si può ristabilire la pace se a una parola cattiva si risponde con una parola ancora più cattiva, se a uno schiaffo ne segue un altro: no, serve "disinnescare", spezzare la catena del male, rompere la spirale della violenza, smettere di covare risentimento, finire di lamentarsi e di piangersi addosso".
Al momento di distribuire la comunione entrano in campo 150 uomini e donne con una tunica bianca. In Bahrein i fedeli sono ben più numerosi dei pochi preti, e durante le messe per non prolungare troppo i tempi diversi laici, uomini e donne, aiutano a dare la comunione. "Io qui distribuisco abitualmente l'eucaristia, e predico nei gruppi prima della messa", racconta Joseph Verghese, che lavora da impiegato in un'impresa di comunicazione: "Non come in India". "Quando abbiamo saputo che veniva il Papa, invitato dal Re", racconta Lolita Dourado, indiana da una trentina d'anni in Bahrein, "abbiamo riso e pianto". I loro parenti anni fa sono andati a Roma a vedere il Papa. Oggi sono orgogliosi di ospitare il vescovo di Roma.