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Cop27 in Egitto, Sunak scrive alla famiglia del dissidente Alaa: "La sua liberazione una priorità per Londra"

(afp)
Il premier britannico in viaggio per partecipare alla conferenza sul clima promette di sollevare il caso con il presidente al Sisi: "Continueremo a fare pressione sul governo egiziano per avere accesso consolare ad Alaa e per la sua liberazione". La sorella del blogger torna in Egitto
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LONDRA. "Siamo con la famiglia di Alaa e lotteremo per la sua liberazione. Continuerò a farlo notare al presidente egiziano Al Sisi, affinché il suo trattamento inaccettabile finisca presto". Il nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak ha scritto oggi una lettera ai familiari di Alaa Abd El-Fattah, l'attivista egiziano detenuto dalle autorità del Cairo per la sua partecipazione alle proteste e alla primavera araba del Paese dal 2011.

Il 40enne Alaa è detenuto da circa un decennio dal regime egiziano del generale Al Sisi, lo scorso dicembre è stato condannato ad altri cinque anni di carcere per "aver diffuso false informazioni" secondo l'accusa crit…

LONDRA. "Siamo con la famiglia di Alaa e lotteremo per la sua liberazione. Continuerò a farlo notare al presidente egiziano Al Sisi, affinché il suo trattamento inaccettabile finisca presto". Il nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak ha scritto oggi una lettera ai familiari di Alaa Abd El-Fattah, l'attivista egiziano detenuto dalle autorità del Cairo per la sua partecipazione alle proteste e alla primavera araba del Paese dal 2011.

Il 40enne Alaa è detenuto da circa un decennio dal regime egiziano del generale Al Sisi, lo scorso dicembre è stato condannato ad altri cinque anni di carcere per "aver diffuso false informazioni" secondo l'accusa criticata da tutte le associazioni per i diritti umani. Ora, anzi da circa 200 giorni oramai, Alaa sta protestando drammaticamente con uno sciopero della fame. Nelle ultime ore, secondo le sorelle, l'attivista egiziano avrebbe smesso anche di bere acqua e dunque i familiari hanno chiesto a Sunak e ai rappresentanti del governo britannico di esigere dal Cairo la prova che El-Fattah sia ancora vivo.

Sunak in viaggio verso la Cop27

Qualora Alaa morisse, sarebbe una tragedia umana e anche una macchia indelebile per la Cop27, il vertice sul clima Onu iniziato proprio oggi in Egitto, a Sharm El Sheikh, dopo l'edizione scozzese a Glasgow dell'anno scorso. Sunak e altri leader stanno viaggiando verso l'Egitto per partecipare alla Cop, che difficilmente verrà annullata anche se l'attivista egiziano dovesse morire dietro le sbarre del regime del Cairo: questo perché l'evento è uno dei più complessi e mastrodontici del mondo, in ordine di organizzazione, e sarebbe molto complicato rinviarlo all'ultimo o persino annullarlo, senza contare che la lotta al cambiamento climatico impone delle decisioni urgenti.

Ma di certo, è un'occasione per fare pressione sul governo di Al Sisi per far liberare Alaa, che si è sempre dichiarato innocente. Il Regno Unito è particolarmente coinvolto, visto che la madre dell'attivista è londinese, anche Alaa è cittadino britannico, e le sorelle Sanaa e Mona Seif da circa un mese stanno partecipando a sit-in davanti alla sede del Foreign Office britannico e stasera anche a Downing Street per fare pressione sul governo di Rishi Sunak: "Sono coloro che possono parlare ad Al Sisi, far liberare nostro fratello Alaa e farlo venire qui a Londra", dichiarano Mona e Sanaa. Quest'ultima è partita oggi per l'Egitto: sarà a Sharm El Sheik per protestare fuori dalla sede della Cop.

L'impegno di Londra per la liberazione di Alaa

Sunak ha scritto alla famiglia di "seguire con grande preoccupazione il caso di Alaa, anche per le sue condizioni di salute in peggioramento. Comprendo il vostro momento drammatico. Posso assicurare che la liberazione di Alaa rimane una priorità per il governo britannico: Alaa è un nostro cittadino e i diritti umani devono essere rispettati. Le nostre autorità", continua Sunak, "continueranno a fare pressione sul governo egiziano per avere accesso consolare ad Alaa e stiamo facendo il possibile ad ogni livello per la sua liberazione". Né Downing Street né il Foreign Office per ora confermano eventuali bilaterali con Sisi, e del resto il primo ministro britannico ha confermato la sua presenza alla Cop solo due giorni fa, dopo aver annunciato la sua defezione.

In ogni caso, durante la Cop27 Sunak di certo porterà  all'attenzione pubblica e citerà il caso di Alaa, anche perché l'attivista ora è anche un cittadino britannico. E nei mesi scorsi Londra, tramite l'ex ministra degli Esteri Liz Truss, aveva chiesto esplicitamente e con forza la liberazione del 40enne, poi ribadita anche dal successore al Foreign Office, James Cleverly. Tuttavia non è ancora chiaro quanta pressione farà effettivamente Sunak, anche perché il timore generale è quello di limitare l'attenzione su un vertice sul clima che resta cruciale. Insomma, dovrà essere trovato un complicato equilibrio. Ma certo una vita umana e un caso come quello di Alaa saranno centrali in questa Cop.