In mostra a Mosca la storia dell’Ucraina riscritta da Putin
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Si resta subito disorientati. Dopo aver udito le parole di Jaroslav il Saggio che, prima della sua morte nel 1054, esortò i figli a vivere nella pace e nell'amore, si viene catapultati tra i palazzi ischeletriti e le colonne di fumo di una Mariupol in bianco e nero sventrata dalle bombe russe. Era forse questo il testamento del Granduca di Kiev?
È uno dei tanti cortocircuiti della mostra "Ucraina a cavallo tra le epoche" ospitata nell'ottocentesco Maneggio di Mosca, alle spalle del Cremlino e della Piazza Rossa: l'ultimo tentativo propagandistico del Cremlino di rileggere il passato per giustificare il presente. Non a caso è stata inaugurata nella Giornata dell'Unità nazionale, festività di zarista memoria che dal 2005 ha rimpiazzato la commemorazione della Rivoluzione d'Ottobre.
Festa solitamente in sordina. Non quest'anno. Le tv riproducono canzoni e cartoni creati per l'occasione. Nei parchi di Mosca…
MOSCA - Si resta subito disorientati. Dopo aver udito le parole di Jaroslav il Saggio che, prima della sua morte nel 1054, esortò i figli a vivere nella pace e nell'amore, si viene catapultati tra i palazzi ischeletriti e le colonne di fumo di una Mariupol in bianco e nero sventrata dalle bombe russe. Era forse questo il testamento del Granduca di Kiev?
È uno dei tanti cortocircuiti della mostra "Ucraina a cavallo tra le epoche" ospitata nell'ottocentesco Maneggio di Mosca, alle spalle del Cremlino e della Piazza Rossa: l'ultimo tentativo propagandistico del Cremlino di rileggere il passato per giustificare il presente. Non a caso è stata inaugurata nella Giornata dell'Unità nazionale, festività di zarista memoria che dal 2005 ha rimpiazzato la commemorazione della Rivoluzione d'Ottobre.
Festa solitamente in sordina. Non quest'anno. Le tv riproducono canzoni e cartoni creati per l'occasione. Nei parchi di Mosca si tengono fiere e flash mob. E sulla facciata della Duma campeggia la scritta My vmeste, "Noi insieme". Lo slogan è questo. Ed è anche il fil rouge delle dieci sale espositive del Maneggio che ripercorrono, con foto, video e mappe, oltre mille anni di storia. Un solo obiettivo: dimostrare che Russia e Ucraina sono un'unica nazione.
Il biglietto è gratuito. C'è il pienone. "Il muro sorto in questi anni tra i due Paesi, tra parti di un unico spazio storico e spirituale, è una grande disgrazia comune", si legge all'ingresso. "È una conseguenza di errori commessi in ere diverse e del lavoro mirato di quelle forze che hanno sempre cercato di minare la nostra unità".
Il presidente russo Vladimir Putin, del resto, lo aveva già teorizzato nel giugno 2021 in un lunghissimo saggio e poi nel discorso con cui, il 21 febbraio, aveva annunciato l'invio di truppe nelle regioni di Donetsk e Lugansk, preludio della cosiddetta "operazione militare speciale". "Era inevitabile", ha ribadito venerdì inaugurando la mostra che di fatto mette in fila le sue argomentazioni storiche sulla presunta illegittimità dello Stato ucraino.
La storia dell'Ucraina secondo Mosca
Per ricordare "l'unità del popolo russo sin dai tempi antichi", il percorso espositivo cita lo storico Pjotr Tolochko ("Non potevano esserci ucraini, russi e bielorussi. Erano tutti russi con un'unica lingua e religione"), ricorda le figure dei principi della Rus' di Kiev e di Caterina la Grande e ripercorre le epoche della Mala Rus' (Piccola Russia) e della Novorossija (Nuova Russia) fino alla nascita con Lenin dell'Ucraina moderna, "interamente frutto dell'ingegno sovietico a spese della Russia storica".
L'Ucraina sovietica è celebrata come il "granaio" dell'Urss, ma allora - spiega la mostra - "i confini tra Repubbliche non erano percepiti come confini di Stato". Mentre l'Ucraina indipendente è vista soltanto come "una barriera tra Europa e Russia, una piazza d'armi anti-russa" che ha negato il passato "che unisce", e "riscritto la storia" demolendo le statue di Lenin ed esaltando i collaborazionisti nazisti come Stepan Bandera.
L'Ucraina - è la conclusione - non è che il frutto di un "pericoloso gioco geopolitico" per promuovere un'Anti-Russia. Un "progetto", stando alla mostra, respinto da milioni di abitanti del Sud-Est dell'Ucraina. Da qui il conflitto esploso nel Donbass nel 2014 che per Mosca è la "Primavera Russa" perché ha riportato la Crimea nella sua orbita.
Si arriva ai giorni nostri. Le ultime sale non sono intitolate all'operazione militare speciale, ma c'è un elenco delle sue ragioni, dalla "minaccia alla sovranità della Russia" fino ai "segni di genocidio nel Donbass". E, a chiudere, ci sono le foto dei caduti incorniciate a lutto. Sono gli "eroi".
"Le radici di Russia e Ucraina sono le stesse. Siamo stati divisi in modo artificiale", è convinto uno dei tanti avventori, l'ingegnere 63enne Ivan Fedotov. Svetlana Agafonova ha portato i figli di 13 e 16 anni. "Così possono farsi un'idea sul perché dell'offensiva per la quale muoiono i nostri ragazzi. Combattono contro il nazionalismo ucraino e gli sforzi dell'Occidente di annientare la Russia".
La 15enne Albina Kuznetsova è arrivata a Mosca da Donetsk lo scorso marzo. "Le bombe le ho viste con i miei occhi. Ma la storia può essere interpretata in tanti modi. Grata a Putin? Non so dirlo".
La commemorazione della parata del 1941 in Piazza Rossa
Intanto in Piazza Rossa si celebra un'altra ricorrenza, la parata del 1941 in onore del 24° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre delle truppe che poi andarono a combattere i nazisti e tornarono vittoriose. È un altro gioco di specchi. Come l'Urss allora, oggi la Russia combatte il male.
Ci sono mezzi militari dell'epoca e figuranti in divisa, una riproduzione della stazione Belorusskaja e le proiezioni di filmati storici. Ritorna lo straniamento. In Ucraina si combatte per davvero, a Mosca le famiglie posano tra i carri armati. Lì si muore, qui il conflitto è un gioco.