Ritorno a Uvalde: lo scontro di civiltà nel Texas delle armi e dell’aborto vietato
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiUVALDE (TEXAS) - La pubblicità di un negozio di armi ti accoglie all'ingresso del paese: Don's Guns, lifetime guarantees: "pistole garantite a vita". Ma la vita di chi? Non certo quella dei 19 bimbi e 2 insegnanti massacrati qui lo scorso 24 maggio dal 18enne Salvador Rolando Ramos, lì dove dovevano sentirsi più al sicuro: nella loro scuola. Anche per questo lo scorso primo novembre, Día de los Muertos, il giorno dei morti caro alla comunità latina, i parenti delle piccole vittime hanno marciato fino alla villa del governatore ad Austin, 300 chilometri da qui, chiedendogli per l'ennesima volta di alzare l'età minima per comprare armi. Ma perfino in questa comunità martoriata c'è chi di limiti non vuole saperne: chiedendo anzi di armare le maestre. Sì, alla vigilia del voto, 6 mesi dopo la strage, questo villaggio di 15mila anime a un'ora dal confine col Messico, è diviso: …
UVALDE (TEXAS) - La pubblicità di un negozio di armi ti accoglie all'ingresso del paese: Don's Guns, lifetime guarantees: "pistole garantite a vita". Ma la vita di chi? Non certo quella dei 19 bimbi e 2 insegnanti massacrati qui lo scorso 24 maggio dal 18enne Salvador Rolando Ramos, lì dove dovevano sentirsi più al sicuro: nella loro scuola. Anche per questo lo scorso primo novembre, Día de los Muertos, il giorno dei morti caro alla comunità latina, i parenti delle piccole vittime hanno marciato fino alla villa del governatore ad Austin, 300 chilometri da qui, chiedendogli per l'ennesima volta di alzare l'età minima per comprare armi. Ma perfino in questa comunità martoriata c'è chi di limiti non vuole saperne: chiedendo anzi di armare le maestre. Sì, alla vigilia del voto, 6 mesi dopo la strage, questo villaggio di 15mila anime a un'ora dal confine col Messico, è diviso: fra chi, come il sindaco Don McLaughlin, sostiene il governatore in carica, l'ex giudice paraplegico Greg Abbott, 64 anni, il repubblicano che alle orribili stragi compiute durante il suo mandato (ricordiamo i 26 morti nella chiesa di Sutherland Springs nel 2017. E i 23 nel Walmart di El Paso nel 2019) ha risposto mettendo fine a ogni restrizione: a 21 anni si gira armati senza bisogno di addestramento o controlli.
La sfida del democratico Beto O'Rourke
E chi invece si riconosce nelle posizioni del democratico Beto O'Rourke, 50 anni, l'informatico ex bassista punk, che chiede più controlli e il bando delle armi d'assalto. Astro nascente dem nel 2018, la cui stella si è offuscata durante la sfortunata campagna presidenziale 2020, ai suoi comizi porta sempre una foto della piccola Jacklyn Cazares, 9 anni, assassinata proprio a Uvalde. "Mi rattrista dirlo ma siamo una delle comunità più divise d'America. Nessuno può più fingere che quanto accaduto ai nostri bambini non ha a che fare con la politica. E a peggiorare le cose ci sono le fake news. Meme dove si terrorizza la gente dicendo che il crimine è in aumento ma il governo vuol levare tutte le armi. Mentre si vuole solo regolarne il possesso", ti dice Carlos Lopez, presidente dei dem locali davanti alla distesa di fiori putrefatti che nessuno ha il coraggio di portar via dall'edificio abbandonato della Robb Elementary School dov'è accaduta la strage. "Sarà demolito. Nessun bambino o insegnante tornerà mai lì dentro", sospira il vicesindaco Everardo Zamora. Salvo attaccare il mantra caro ai repubblicani: "Il problema non sono le armi. Ma la malattia mentale".
Di sicuro i fantasmi delle piccole vittime accompagneranno al voto questa comunità dove gli ispanici sono il 78 per cento, il 32 ha meno di 18 anni e l'economia, basata sulla produzione di un particolare tipo di miele chiamato huajillo, è talmente in crisi che il 29 per cento degli abitanti vive sotto la soglia di povertà. I volti di quei piccini sono ovunque: ti sorridono dagli immensi muralessugli edifici di downtown, dalle foto già ingiallite sulle vetrine dei negozi, dalle 21 piccole croci erette attorno alla fontana dell'unica piazza, che amici e parenti hanno decorato con collanine e disegni, un leone di pezza, acciaccato dalle intemperie, a far buona guardia.
La sfida Abbott-O'Rourke non è di quelle che cambieranno gli equilibri del Congresso, scrivendo il futuro dell'agenda di Joe Biden. Ma di sicuro è la più simbolica: coi due protagonisti a rappresentare ciascuno una contrapposta visione d'America. Il dem portabandiera del crescente sostegno al controllo delle armi e al diritto d'aborto: "Che qui, dopo la sentenza della Corte Suprema, è vietato pure in caso di incesto e stupro da una legge che persegue perfino l'ignaro tassista che accompagna una donna a interrompere la gravidanza", come ti spiega Ana Flores di Planned Parenthood, la catena di consultori. E il rep a sventolare lo spauracchio della criminalità e dell'immigrazione di massa tanto da caricare i clandestini su bus per spedirli negli Stati liberal.
I bus di migranti
"Immigrazione, economia, aborto e armi: ecco cosa motiverà la scelta degli elettori locali", spiega Mike Yawn del Center for Law, Engagement and Politics della Sam Houston University di Austin. "Con un dato preciso: il 36 per cento degli intervistati plaude ai bus carichi di clandestini spediti da Abbott a New York". Un segnale che qui, nel "Lone Star State" tutto chiese e pistole, repubblicano da un quarto di secolo - a partire dal 1992 i dem hanno perso tutte le elezioni: ma dal 2018 è iniziata una lenta rimonta - il trend non è destinato a cambiare. Certo, O'Rourke ce la mette tutta, abile a raccogliere fondi (10,5 milioni a settimana contro gli 8 dell'avversario) e impegnato in una campagna capillare ben diversa dai bagni di folla dell'avversario. Non basta: nei sondaggi recupera - dal 39 al 43 - ma non sfonda: Abbott gli tiene testa col 52.
Il voto dei latinos
"Sul voto texano peseranno le scelte degli ispanici: hanno valori conservatori ma i dem li danno per scontati, convinti che siano dalla loro parte perché immigrati", ti dice Lawrence Wright, 74 anni, il giornalista del New Yorker tornato a vivere nello Stato dov'è nato, accogliendoti nella sua casa di Austin. Premio Pulitzer con la celebre inchiesta su Al Qaeda raccontata ne Le altissime torri, ha descritto i cambiamenti in atto nel saggio Dio salvi il Texas: "Nelle città la popolazione sta cambiando, è più giovane e più liberal. Ma la mappa del voto sembra una zuppa di pomodoro con mirtilli, i puntini blu sono le città progressiste nel mare rosso conservatore delle aree rurali. Da tempo si dice che diventeremo uno Stato "porpora". Ma il cambiamento è lento". La colpa, aggiunge, è anche dei dem: "Non ci credono. Beto è furioso col partito: non hanno speso un soldo per lui. Né investito sugli ispanici".
Così gli ultimi sondaggi mostrano che pure nelle aree del Sud, un tempo dem, i latinos, citando l'inflazione come motivo di voto, guardano sempre più al Gop. Un cambiamento culturale che però ha il volto di tre repubblicane ispaniche - Monica De La Cruz, Mayra Flores e Adrienne Peña-Garza - che quasi certamente aiuteranno a strappare la Camera ai dem e le cui campagne sono state ampiamente foraggiate dall'Elefante. "Al tempo dei Bush si diceva che la politica texana fosse all'insegna del "conservatorismo compassionevole". Oggi qui e nel resto d'America i due concetti sono divisi: ai repubblicani il conservatorismo, ai dem la compassione. Ecco perché Abbott e O'Rourke rappresentano due opposte visioni. Il primo è cinico, specula pure su 21 innocenti ammazzati a scuola. O'Rourke è in prima fila per i diritti ma dimentica che i soldi non bastano per fare la spesa. Serve una nuova leadership capace di far confluire i due opposti: dura ma attento al sociale. Solo un centrista porterà il Texas ai dem".