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Russia, la battuta (mal riuscita) di Prigozhin, capo della fabbrica dei troll: "Interferiamo nelle elezioni Usa"

(afp)
Lo "chef di Putin" e creatore della compagnia di mercenari Wagner ammette cripticamente le ingerenze su VKontakte, il Facebook russo, ma è una burla. Suggerisce di guardare il film "Il 16esimo" che si era già fatto beffe nel 2021 delle accuse statunitensi
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MOSCA - Si è trattato di un semplice "commento ironico", come ha scritto l'agenzia di stampa russa Ria Novosti, ma il tempismo non fa ridere affatto. "Abbiamo interferito (nelle elezioni statunitensi), stiamo interferendo e continueremo a interferire. Con attenzione, con precisione, chirurgicamente e a modo nostro, come sappiamo fare", si legge sul profilo VKontakte, l'equivalente russo di Facebook, del servizio stampa di Concord, l'azienda dell'imprenditore russo Evghenij Prigozhin, a capo della compagnia militare privata Wagner e - secondo diverse inchieste - anche della cosiddetta "fabbrica dei troll" di San Pietroburgo.

Prigozhin risponde alla domanda di un sito di notizie russe in merito al suo coinvolgimento nelle presunte interferenze russe nelle elezioni di medio termine del Congresso statunitense che si terranno domani, 8 novembre. "Durante le nostre operazioni puntuali, rimuoveremo sia i reni che il fegato in una…

MOSCA - Si è trattato di un semplice "commento ironico", come ha scritto l'agenzia di stampa russa Ria Novosti, ma il tempismo non fa ridere affatto. "Abbiamo interferito (nelle elezioni statunitensi), stiamo interferendo e continueremo a interferire. Con attenzione, con precisione, chirurgicamente e a modo nostro, come sappiamo fare", si legge sul profilo VKontakte, l'equivalente russo di Facebook, del servizio stampa di Concord, l'azienda dell'imprenditore russo Evghenij Prigozhin, a capo della compagnia militare privata Wagner e - secondo diverse inchieste - anche della cosiddetta "fabbrica dei troll" di San Pietroburgo.

Prigozhin risponde alla domanda di un sito di notizie russe in merito al suo coinvolgimento nelle presunte interferenze russe nelle elezioni di medio termine del Congresso statunitense che si terranno domani, 8 novembre. "Durante le nostre operazioni puntuali, rimuoveremo sia i reni che il fegato in una volta", è la replica criptica di Prigozhin, già sanzionato da Washington per le ingerenze nelle presidenziali statunitensi del 2016, che suggerisce di vedere il film "Il 16esimo". Ed è lì che si svela la presa in giro.

 

"Il 16esimo" è un lungometraggio comico diffuso un anno fa che si burla delle accuse occidentali ritraendo 16 hacker (da qui il titolo) che avrebbero creato la famigerata "Agenzia di ricerca su Internet", anche nota come "fabbrica dei troll", in un asilo abbadonato di San Pietroburgo, e che si ritrovano l'Fbi alle calcagne che li accusa ingiustamente di manipolare l'opinione pubblica americana. È perciò che decidono di rovesciare il presidente degli Stati Uniti, benché non avessero alcuna ambizione politica.

Le ambizioni politiche di Prigozhin

Come il film del dicembre 2021, l'apparente ammissione di Prigozhin non è che una beffa, nonché l'ultimo tentativo di guadagnare la ribalta. Dopo essere stato nell'ombra per anni, dal 24 febbraio l'imprenditore è sempre più attivo tanto che si sospetta che stia coltivando ambizioni politiche.

Nelle scorse settimane ha criticato i generali russi per gli errori commessi in Ucraina e a fine settembre ammesso di aver fondato la compagnia di mercenari Wagner, cosa che aveva sempre negato anche a colpi di querele, fino ad aver inaugurato lo scorso venerdì un Centro di difesa a San Pietroburgo.

Prigozhin è anche soprannominato "lo chef di Putin" perché la sua società di catering cura i ricevimenti al Cremlino. È formalmente accusato di sponsorizzare i "troll russi" che cercano di influenzare la politica statunitense tanto che lo scorso luglio il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha offerto una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni sul suo "impegno nell'interferenza elettorale degli Stati Uniti". Ed è anche tra i fedelissimi del presidente russo Vladimir Putin colpito da sanzioni sanzioni statunitensi, britanniche e dell'Unione europea dopo il lancio della cosiddetta "operazione militrae speciale" in Ucraina.