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Elezioni di midterm: nei referendum sull'aborto stravincono i si

Dal Vermont al Kentucky, in quattro stati su cinque i cittadini hanno espresso lo stesso risultato: nessuno vuole limitazioni al ricorso all'interruzione di gravidanza
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Alle elezioni di metà mandato, celebrate l'8 novembre, in cinque Stati ci sono stati referendum sull'aborto, e in almeno quattro i cittadini hanno espresso lo stesso risultato: nessuno vuole limitazioni al ricorso all'interruzione di gravidanza. Dalla California al Vermont dal Michigan al Kentucky. Nel quinto stato, il Montana, lo spoglio dei voti sta procedendo a rilento, ma le indicazioni sembrano mostrare l'affermazione del diritto all'aborto.

Anche il conservatore Kentucky a favore dell'aborto

Finora la sorpresa più grande è arrivata dal Kentucky, stato simbolo dell'America rurale a tradizione repubblican…

Alle elezioni di metà mandato, celebrate l'8 novembre, in cinque Stati ci sono stati referendum sull'aborto, e in almeno quattro i cittadini hanno espresso lo stesso risultato: nessuno vuole limitazioni al ricorso all'interruzione di gravidanza. Dalla California al Vermont dal Michigan al Kentucky. Nel quinto stato, il Montana, lo spoglio dei voti sta procedendo a rilento, ma le indicazioni sembrano mostrare l'affermazione del diritto all'aborto.

Anche il conservatore Kentucky a favore dell'aborto

Finora la sorpresa più grande è arrivata dal Kentucky, stato simbolo dell'America rurale a tradizione repubblicana, dove un emendamento antiabortista è stato bocciato, aprendo di fatto il percorso a un possible ritorno all'accesso alle cure in uno stato dove in estate sono stati fissati divieti molto rigorosi.

In Michigan, dove è stata riconfermata la governatrice democratica Gretchen Whitmer, gli elettori hanno confermato il diritto all'aborto, respingendo l'applicazione immediata di una legge molto restrittiva del 1931, bloccata da alcune corti locali. In California e Vermont sono stati approvati emendamenti che proteggono chiaramente il diritto delle donne a decidere della propria gravidanza.

La svolta in North Carolina, Illinois e Ohio

Oltre ai cinque stati dei referendum, ce ne sono almeno altri tre dove i risultati elettorali avranno un riflesso sulla legislazione. In North Carolina i repubblicani non sono riusciti a far approvare una legge antiabortista, perché gli elettori, seppure in gran parte conservatori, hanno ritenuto che toccasse al governatore - in questo caso un democratico, Roy Cooper - il potere di bloccare limitazioni dell'accesso all'aborto e non un parlamento con una super maggioranza conservatrice. In Illinois, e Ohio la nuova formazione delle corti supreme statali potrebbe portare a un cambiamento di orientamento dei giudici, più progressisti, e avere un impatto enorme su leggi antiabortiste.

Per un terzo degli americani l'aborto è il tema centrale

Intanto l'ondata di pronunciamenti dei cinque Stati che avevano l'aborto nella scheda elettorale è arrivata a pochi mesi dal referendum che in Kansas ha respinto un emendamento antiabortista molto simile a quello messo ai voti in Kentucky. Il presidente Joe Biden lo aveva detto durante tutta la campagna: i diritti civili sono in gioco. Ha avuto ragione. I risultati hanno inviato un segnale molto forte ai rappresentanti conservatori: la gente è pronta a votarli, a passare sopra anche alle teorie complottiste dei propri candidati di partiti, ai messaggi d'odio e alle minacce, ma sull'aborto sta solo da una parte: con i progressisti.

Sei elettori su dieci hanno detto che l'interruzione di gravidanza è una questione tra la donna e il suo medico, non deve intervenire lo Stato, né tantomeno un legislatore o un religioso. Dai sondaggi delle ultime settimane era emerso come per il trenta per cento degli americani l'aborto fosse il tema più importante per il quale sarebbero andati a votare. A quindici giorni dal voto di midterm i sondaggisti avevano dato il contrordine: l'interruzione di gravidanza non era più una priorità.

Non è vero. E lo dimostra la grande partecipazione di giovani, che si sono presentati in massa ai seggi anche in molti Stati conservatori. Le gravidanze indesiderate sono un tema diffuso tra i giovani e nessuno vuole rischiare di finire in un girone infernale di viaggi e fughe in altri Stati alla ricerca di un medico o di una clinica laica. Tamarra Wieder, direttrice della rete di pianificazione Planned Parenthood, intervistata dal Washington Post, ha definito il risultato dei referendum un "messaggio unificante". "L'aborto - ha aggiunto - trascende la linea dei partiti".