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Dubai: sopravvissuta all'Olocausto racconta la sua storia a musulmani ed ebrei

Eve Kluger ha parlato davanti a una inedita platea, la prima volta per un testimone della Shoah in un Paese arabo
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GERUSALEMME - Il 9 novembre 1938 Eve Kluger aveva soltanto sette anni. Durante quella che diventò poi nota come Kristallnacht, la "notte dei cristalli", fu svegliata da un gruppo di nazisti che insieme a un ufficiale di polizia della sua città natale di Halle, in Germania, fecero irruzione e devastarono il loro appartamento, distrussero la vetrina del negozio di suo padre e bruciarono la sinagoga che suo nonno aveva contribuito a costruire. Ottantaquattro anni dopo Eve, che con la famiglia riuscì miracolosamente a sopravvivere alla Shoah, ha offerto la sua testimonianza a una platea senza precedenti: un gruppo di giovani studenti musulmani ed ebrei a Dubai, Emirati Arabi Uniti.

La prima testimonianza della Shoah in un Paese arabo

"Questa è la prima volta che una sopravvissuta alla Shoah come me può parlare a un pubblico di ragazzi ebrei e musulmani insieme in un Paese arabo," ha sottolineato Eve, prima di condividere la sua storia.

L'educazione alla Shoah nei Paesi arabi è sempre stato un tema complesso. Per decenni la questione è stata considerata dalle piazze arabe lontana perché occidentale ed europea, poco o nulla insegnata nelle scuole, o addirittura guardata con ostilità o distorta perché considerata legata al conflitto israelo-palestinese. Nel 2010 per esempio, un sondaggio condotto in sei Paesi arabi - Egitto, Giordania, Libano, Marocco ed Emirati Arabi Uniti - dal Saban Center for Middle East Policy trovò che solo il 3% dei partecipanti esprimeva solidarietà per le vittime della Shoah, contro il 56% che dichiarava di non provarne alcuna.

Una nuova apertura alla Storia dagli accordi di Abramo

Negli ultimi anni però qualcosa ha cominciato a muoversi. Nel 2018 per esempio, il Marocco ha inserito la Shoah nel suo programma curriculare. La vera svolta però è arrivata con gli Accordi di Abramo nel 2020. Da allora, i Paesi protagonisti, Emirati, Bahrain e lo stesso Marocco, hanno cominciato a cambiare approccio.

Nel 2021, il Crossroads of Civilizations Museum, un museo privato di Dubai, ha inaugurato quella è stata descritta come la prima mostra dedicata alla Shoah in un Paese arabo. Lo stesso centro dove ieri Kluger ha portato la sua testimonianza, denunciando anche le ingiustizie che continuano a essere perpetrate nel mondo e il risorgere dell'antisemitismo.



"Come musulmano, non posso restare a guardare e permettere che la memoria delle vittime e le voci dei sopravvissuti svaniscano nella storia," il commento dello sceicco Ahmed Obaid Almansoori, il fondatore del museo. Durante l'evento, è stata anche inaugurata la filiale emiratina della fondazione March of the Living, che si occupa proprio di Memoria e educazione alla Shoah.

"Per la prima volta, sento che possiamo davvero iniziare a conoscere il passato dell'Altro, e nel momento in cui guardiamo al passato dell'altro, possiamo considerarne i momenti felici, ma anche quelli tristi," ha detto Eitan Neishlos, ambasciatore dell'organizzazione nel Golfo. "Oggi, ovviamente, ci siamo confrontati con un pezzo tragico della nostra storia," ha concluso. "Ma la mia speranza è che lo facciamo per costruire un futuro migliore."