NEW YORK - Gli adulti finalmente entrano nella stanza, con l'obiettivo di riportare un po' di stabilità nel mondo. A partire dalla guerra in Ucraina, che sul terreno sta dimostrando sempre più la futilità dell'azzardo di Putin. È il senso del primo incontro in persona tra il leader americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping, in programma lunedì prossimo a margine del G20 di Bali, secondo le anticipazioni di un alto funzionario della Casa Bianca.
Nella conferenza stampa di mercoledì, il presidente Usa ha spiegato così i suoi obiettivi per il vertice: "Esporre quali sono le nostre linee rosse, capire cosa crede sia negli interessi nazionali critici della Cina, e quelli che io so essere gli interessi critici degli Stati Uniti. Quindi determinare se sono in conflitto o meno tra loro".
La politica "One China" non cambia, ma Washington resta pronta a difendere Taiwan, e Biden ha chiarito che "non son…
NEW YORK - Gli adulti finalmente entrano nella stanza, con l'obiettivo di riportare un po' di stabilità nel mondo. A partire dalla guerra in Ucraina, che sul terreno sta dimostrando sempre più la futilità dell'azzardo di Putin. È il senso del primo incontro in persona tra il leader americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping, in programma lunedì prossimo a margine del G20 di Bali, secondo le anticipazioni di un alto funzionario della Casa Bianca.
Nella conferenza stampa di mercoledì, il presidente Usa ha spiegato così i suoi obiettivi per il vertice: "Esporre quali sono le nostre linee rosse, capire cosa crede sia negli interessi nazionali critici della Cina, e quelli che io so essere gli interessi critici degli Stati Uniti. Quindi determinare se sono in conflitto o meno tra loro".
La politica "One China" non cambia, ma Washington resta pronta a difendere Taiwan, e Biden ha chiarito che "non sono disposto a fare concessioni fondamentali". Quanto all'Ucraina, ha aggiunto: "Non credo che ci sia molto rispetto da parte della Cina per la Russia o Putin. Hanno tenuto le distanze".
Il funzionario del Consiglio per la sicurezza nazionale ha chiarito ieri che "un tema molto importante e positivo è quello emerso nella conversazione tra Xi e il cancelliere tedesco Scholz, in cui il leader cinese ha preso posizione contro l'uso delle armi nucleari. Il presidente sarà molto diretto, spiegando come vediamo la situazione e le preoccupazioni per quanto sentiamo da Mosca".
Il messaggio è chiaro. Prima dell'aggressione, Xi e Putin avevano stretto un'amicizia "senza limiti". Allora però l'aspettativa del Cremlino era di conquistare Kiev in una settimana, e tornare a pianificare con Pechino la sfida delle autocrazie contro le democrazie. Ora, per il capo degli Stati Maggiori Riuniti Milley almeno 100mila soldati ucraini e altrettanti russi sono stati uccisi, i colleghi superstiti scappano da Kherson, e l'economia globale ha subito gravi contraccolpi, a partire dalle crisi energetica e alimentare. Nulla di ciò è nell'interesse di Xi, che peraltro ha evitato di mandare armi a Mosca, e forse adesso può essere pronto a comunicare all'alleato, in pubblico o in privato, che è arrivata l'ora di limitare i danni e cercare una via d'uscita. Xi è forse l'unico al mondo a poter fare la differenza, perché senza il suo appoggio Putin resterebbe completamente isolato.
Biden spera di convincerlo ad adoperarsi in questo senso, e rinunciare ai piani aggressivi verso Taiwan, magari in cambio di una stabilizzazione dei rapporti con gli Usa, incluse le sanzioni imposte da Trump e i divieti per le esportazioni tecnologiche e dei chip decise da Biden. Per questo sarebbe necessario definire le reciproche "linee rosse", rilanciare le comunicazioni militari, riavviare la collaborazione sul clima, e stabilire le regole condivise per gestire la competizione tra i due Paesi evitando che degeneri nel conflitto.