Dall'energia all'accoglienza dei migranti: tutti i dossier a rischio nello scontro Italia-Francia
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - "Sanzioni contro l'Italia" è la nuova minaccia che circola a Parigi nelle ore in cui la nave Ocean Viking attracca nel porto di Tolone. Le 230 persone a bordo sono state portate dentro a una base militare lontano da fotografi e giornalisti. Due terzi dovranno poi essere ricollocati grazie alla "solidarietà europea" di nove Paesi, a cominciare dalla Germania che ha accettato di prendere 80 richiedenti asilo. Emmanuel Macron, che nel 2018 aveva rifiutato lo sbarco dell'Aquarius, ha personalmente seguito le trattative degli ultimi giorni con Roma e nel suo entourage raccontano di un capo di Stato furioso per l'atteggiamento del governo Meloni.
PARIGI - "Sanzioni contro l'Italia" è la nuova minaccia che circola a Parigi nelle ore in cui la nave Ocean Viking attracca nel porto di Tolone. Le 230 persone a bordo sono state portate dentro a una base militare lontano da fotografi e giornalisti. Due terzi dovranno poi essere ricollocati grazie alla "solidarietà europea" di nove Paesi, a cominciare dalla Germania che ha accettato di prendere 80 richiedenti asilo. Emmanuel Macron, che nel 2018 aveva rifiutato lo sbarco dell'Aquarius, ha personalmente seguito le trattative degli ultimi giorni con Roma e nel suo entourage raccontano di un capo di Stato furioso per l'atteggiamento del governo Meloni.
Parigi potrebbe ridurre le forniture di energia
"Mancanza di professionalità" ha tuonato il ministro dell'Interno Gérald Darmanin a proposito della gestione dell'emergenza. "C'è stata una rottura della fiducia perché si tratta di una decisione unilaterale che mette in pericolo vite umane" ha sottolineato la ministra agli affari europei, Laurence Boone. Ora, spiega, è in corso una discussione all'interno del governo per decidere se e come applicare "sanzioni" contro l'Italia. Non è chiaro come si potrebbre tradurre questa nuova minaccia, dopo che già ieri Parigi ha annunciato di non partecipare più al meccanismo europeo di ricollocamento e di aver inviato 500 poliziotti per respingere i migranti alle frontiere con l'Italia.
Al livello bilaterale, l'ala più dura dell'esecutivo francese propone addirittura di fare leva sulla fornitura energetica: la Francia esporta elettricità verso l'Italia. Il ministro Darmanin ha parlato ieri di "conseguenze giuridiche" dopo il rifiuto di Roma, senza meglio precisare a cosa si riferisse.
Price cap e immigrazione: i dossier a rischio
Al livello europeo, la Francia potrebbe fare meno sponda con Roma su tanti negoziati, a cominciare dalla battaglia su price cap e piano energetico. L'isolamento dell'Italia a Bruxelles è un rischio reale. "Questo show meloniano non aiuta la capacità di negoziare del suo Paese" spiega a Repubblica Stéphane Sejourné, presidente del gruppo europeo Renew Europe. Sejourné, che è anche capo del partito francese di maggioranza ed è un consigliere politico molto ascoltato da Macron, sottolinea l'incapacità dell'estrema destra italiana di fare proposte concrete per risolvere la questione dei flussi migratori.
"È molto più facile riprodurre la campagna elettorale ad ogni nave che partecipare alle discussioni tecniche a Bruxelles, dove gli eurodeputati di Lega e FdI si distinguono per la loro assenza". Renew, prosegue il dirigente politico francese, è a favore dell'Ufficio europeo per l'asilo, di risorse aggiuntive alle frontiere esterne e di decisioni giudiziarie efficaci. "Solidarietà ma anche fermezza. Oggi invece - conclude Sejourné - non so cosa proponga Meloni".
Il fronte diviso dei ricollocamenti
Con il precedente governo Draghi, Macron aveva cominciato a Bruxelles un percorso di riforme europee sul tema dell'immigrazione. "Di sicuro c'è molto da fare in Europa, ma a Roma hanno scelto l'avversario sbagliato: uno dei nostri pochi alleati in Europa è Macron" nota Sandro Gozi, europarlamentare Renew Europe, ricordando che il presidente francese ha insistito su un nuovo patto su immigrazione e asilo e poi con la Germania ha portato avanti il meccanismo di collocazione dei migranti su base volontaria. "Proprio per fare con i paesi volenterosi quello che Orban e i polacchi, gli alleati di Meloni, impediscono di fare all'Europa tutta insieme" commenta Gozi. Che aggiunge: "In soli 20 giorni, Meloni è riuscita a distruggere l'eccellente lavoro che Draghi ha fatto in un anno e mezzo: l'Italia con Draghi era leader europea, Meloni è riuscita a metterla in isolamento".