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Onu, l'Italia vota con Germania e Usa contro la mozione anti-Israele

In una risoluzione sul coinvolgimento della Corte internazionale di giustizia nella disputa sulla Cisgiordania, Roma ha abbandonato la linea dell'astensione votando assieme a 16 altri Paesi. Fonti della Farnesina: "Non abbiamo apprezzato le modalità di un riferimento all’area religiosa del Monte del Tempio". E l'ambasciata israeliana ringrazia il nostro Paese
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Il Comitato delle Nazioni Unite “sulla decolonizzazione” ha votato a maggioranza una risoluzione che chiede alla Corte internazionale di giustizia di occuparsi “urgentemente” del conflitto palestinese e della “annessione” di Territori palestinesi da parte di Gerusalemme. 


I voti a favore sono stati 98, gli astenuti 52 e i contrari 17. Fra questi ultimi c’è anche l’Italia, che per la prima volta da anni ha lasciato il gruppo degli “astenuti” per assumere una posizione che in Europa è sempre stata tradizionalmente quella della Germania. Con Israele hanno votato anche Paesi come Stati Uniti, Repub…

Il Comitato delle Nazioni Unite “sulla decolonizzazione” ha votato a maggioranza una risoluzione che chiede alla Corte internazionale di giustizia di occuparsi “urgentemente” del conflitto palestinese e della “annessione” di Territori palestinesi da parte di Gerusalemme. 


I voti a favore sono stati 98, gli astenuti 52 e i contrari 17. Fra questi ultimi c’è anche l’Italia, che per la prima volta da anni ha lasciato il gruppo degli “astenuti” per assumere una posizione che in Europa è sempre stata tradizionalmente quella della Germania. Con Israele hanno votato anche Paesi come Stati Uniti, Repubblica Ceca, Australia, Austria, Canada; nel voto i Paesi della Ue si sono divisi tra 7 no, 7 sì e 13 astensioni. 


Le ragioni della Farnesina

Fonti del ministero degli Esteri spiegano a Repubblica che “il nostro voto contrario è stato determinato in particolare da un elemento: nella risoluzione si fa riferimento all’area religiosa del Monte del Tempio in una modalità che non abbiamo apprezzato”. In effetti nel testo si parla del luogo sacro alla religione ebraica come “territorio palestinese occupato”, citando il nome arabo di “Haram al-Sharif” senza far riferimento appunto al carattere ebraico della parte di quell’area su cui insiste anche un altro luogo religioso sacro ai fedeli islamici (la Moschea di Al Aqsa).

Il ringraziamento dell'ambasciata

L'ambasciata di Israele a Roma ha commentato così la scelta di Roma: “Grazie Italia per il tuo voto, assieme ad altri 16 Paesi, contro la risoluzione unilaterale dell'Onu. Questa è un'importante presa di posizione morale contro la negazione dei legami ebraico-cristiani con il Monte del Tempio”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani (ansa)

La risoluzione dovrà passare adesso al voto dell’Assemblea generale: è molto articolata e complessa, è stata proposta dalla Delegazione palestinese e solleva il tema dell’occupazione israeliana dei Territori di Cisgiordania sotto ogni aspetto, dal punto di vista della compressione dei diritti umani, alla modifica del bilancio democratico alle condizioni di vita dei cittadini palestinesi.


L'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan (un ex uomo politico, rivale di Netanyahu nel Likud), ha attaccato duramente la mozione, domandando ai membri del Comitato se fossero “favorevoli a un percorso di trattative e riconciliazione, oppure no”.