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Cop27, Biden chiede scusa per l'era Trump. Ma non risarcirà i danni del clima

Alla Cop27 di Sharm, il presidente Usa incontra Al Sisi: “Dialogo costante sui diritti umani”
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SHARM EL-SHEIKH - Si scusa, Joe Biden, per il passato dell'America negazionista dell'emergenza climatica, uscita dagli Accordi di Parigi nell'era Trump, e prova a riparare schiacciando sull'acceleratore delle buone intenzioni. Vuole riportare "gli Stati Uniti al centro, come leader globale affidabile nella battaglia climatica" e promette investimenti e impegno anche per i paesi più vulnerabili e colpiti dalla crisi.

Quello che il presidente degli Stati Uniti ha tenuto alla Cop27 in Egitto, rivolgendosi a 35mila delegati, è un discorso che esorta tutti a "fare di più", ma in cui i silenzi sui temi cruciali delle negoziazioni, come il "loss and damage", non passano inosservati. Ci si attendeva, dopo il sospiro di sollievo tirato per i risultati delle elezioni di midterm, uno slancio ancor più forte da parte della superpotenza economica (e responsabile di larga parte delle emissioni) in tema di clima, cosa che inv…

SHARM EL-SHEIKH - Si scusa, Joe Biden, per il passato dell'America negazionista dell'emergenza climatica, uscita dagli Accordi di Parigi nell'era Trump, e prova a riparare schiacciando sull'acceleratore delle buone intenzioni. Vuole riportare "gli Stati Uniti al centro, come leader globale affidabile nella battaglia climatica" e promette investimenti e impegno anche per i paesi più vulnerabili e colpiti dalla crisi.

Quello che il presidente degli Stati Uniti ha tenuto alla Cop27 in Egitto, rivolgendosi a 35mila delegati, è un discorso che esorta tutti a "fare di più", ma in cui i silenzi sui temi cruciali delle negoziazioni, come il "loss and damage", non passano inosservati. Ci si attendeva, dopo il sospiro di sollievo tirato per i risultati delle elezioni di midterm, uno slancio ancor più forte da parte della superpotenza economica (e responsabile di larga parte delle emissioni) in tema di clima, cosa che invece non è avvenuta.

Biden si è concentrato sulla politica interna: ha ricordato i dettagli del pacchetto climatico "ambizioso" a stelle e strisce, 368 miliardi di dollari nel prossimo decennio per ridurre le emissioni e puntare sulle energie rinnovabili; ha annunciato che raddoppierà i finanziamenti per l'adattamento climatico in Africa (altri 150 milioni di dollari); e sdoganato un sostegno economico di 500 milioni insieme all'Ue, finalizzato alla transizione verde, da destinare all'Egitto di Al-Sisi, presidente che ha incontrato poco prima in un bilaterale. Poi il grande slancio sul metano, con la promessa di ridurre ancora questo gas serra che impatta l'atmosfera, e la volontà di fermare una crisi climatica che "riguarda la sicurezza umana, economica, ambientale e la vita stessa del Pianeta".

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente egiziano Al-Sisi (ansa)
Se a un certo punto riconosce come la "brutale invasione della Russia in Ucraina" ha dimostrato la fragilità delle dipendenze energetiche e della catena alimentare, quando poi si rivolge ai giovani dice che "non ci permetteranno di fallire". Profezia subito avverata, dato che nell'aula Nefertiti in cui parla, si leva all'improvviso un urlo: un gruppetto di ragazze e ragazzi richiama l'attenzione per un istante mostrando un cartello che invoca il definitivo addio ai combustibili fossili.

Lo stesso fossile che, dice il rapporto Global Carbon Budget presentato a Sharm, nel 2022 ha portato a una crescita delle emissioni climalteranti almeno dell'1%, con un trend che certifica come di questo passo tra appena nove anni - se non torneremo a livelli più bassi come quelli registrati durante il lockdown - sarà superata la fatidica soglia dei +1,5 gradi. A quelle temperature i Paesi più poveri e meno responsabili pagheranno conti ancor più terribili di quelli che già sperimentano (vedi le alluvioni in Pakistan o la siccità nel Corno d'Africa): chi pagherà allora per risarcirli? Probabilmente non gli Stati Uniti: nel suo discorso, infatti, Biden non cita mai la questione del "loss and damage", il tema chiave della Cop27 su perdite e danni. Spiega invece di voler sostenere l'assicurazione di rischio climatico promossa dal G7, il "Global Shield", sistema assicurativo più basato su rassicurazioni e prestiti che non su soldi cospicui e reali per la riparazione, per esempio per i danni fatti dai grandi emettitori nei paesi più vulnerabili.

Un silenzio che fa dire all'importante Climate Action Network che Gli Stati Uniti sono arrivati alla Cop senza piani, con un presidente "fuori contatto con la realtà della crisi climatica". Se Biden lo sia o meno e se il non detto (come sui diritti umani) verrà colmato con i fatti, forse lo si saprà fra pochi giorni al G20 di Bali: è lì che è volato subito dopo la Cop per il meeting cruciale per le sorti del Pianeta, col leader cinese Xi-Jinping.