L'orsetto lavatore rapito dallo zoo di Kherson diventa simbolo della lotta ucraina
di Benedetta Perilli , di Benedetta PerilliUn orsetto lavatore come nuovo simbolo della resistenza ucraina. Tutto ha inizio nei giorni scorsi. Mentre le truppe di occupazione russa si preparavano a trasferirsi sulla sponda sinistra del fiume Dnipro e a ritirarsi dalla città di Kherson, gli animali dello zoo della città venivano coinvolti in uno spostamento forzato che sta facendo discutere i social ucraini.
Asini, lama, lupi, scoiattoli, faraone e pavoni, decine di ospiti del parco naturale sarebbero stati evacuati in Crimea lo scorso 5 novembre su ordine del capo dell'amministrazione dell'occupazione Volodymyr Saldo. La ragione, secondo gli occupanti, sarebbe stata quella di tutelare gli ospiti dello zoo dal rischio di un allagamento causato dal pericolo di bombardamenti ucraini sulla vicina diga della centrale idroelettrica di Kakhovskaya.
A raccontarlo è Oleg Zubkov, direttore del parco Taigan in Crimea, dove gli animali sarebbero stati trasportati. Ma a chiarire meglio la dinamica d…
Un orsetto lavatore come nuovo simbolo della resistenza ucraina. Tutto ha inizio nei giorni scorsi. Mentre le truppe di occupazione russa si preparavano a trasferirsi sulla sponda sinistra del fiume Dnipro e a ritirarsi dalla città di Kherson, gli animali dello zoo della città venivano coinvolti in uno spostamento forzato che sta facendo discutere i social ucraini.
Asini, lama, lupi, scoiattoli, faraone e pavoni, decine di ospiti del parco naturale sarebbero stati evacuati in Crimea lo scorso 5 novembre su ordine del capo dell'amministrazione dell'occupazione Volodymyr Saldo. La ragione, secondo gli occupanti, sarebbe stata quella di tutelare gli ospiti dello zoo dal rischio di un allagamento causato dal pericolo di bombardamenti ucraini sulla vicina diga della centrale idroelettrica di Kakhovskaya.
A raccontarlo è Oleg Zubkov, direttore del parco Taigan in Crimea, dove gli animali sarebbero stati trasportati. Ma a chiarire meglio la dinamica dello spostamento è arrivato il post della popolare blogger della propaganda russa Anna Dolgaryova. "Mi chiedono buone notizie da Kherson ma in realtà l'unica buona notizia è che un mio amico è riuscito a rubare un orsetto lavatore dallo zoo della città".
La confessione, unita alla diffusione di un video girato nel parco nel quale un orsetto lavatore oppone resistenza a un militare che cerca di inserirlo all'interno di una gabbia, ha dato il via a un caso procione (altro nome del mammifero che fa parte della famiglia dei procionidi) che sta agitando non poco i social e trasformando l'animale in un valoroso simbolo di resistenza. Un animale che ora vale per il tutto, addirittura per i tanti ostaggi, al punto che qualcuno - commentando il furto - si spinge a proporre uno scambio tra l'orsetto lavatore e dieci prigionieri.
Ma sono decine i meme pubblicati sui social ucraini che da un lato uniscono l'immagine dell'animale alla resistenza, dall'altra ironizzano sull'operazione raccoon (dal nome inglese dell'animale) inserendolo all'interno di locandine di film d'azione, disegnandolo come un super eroe.
C’è anche chi commenta il cambiamento degli obiettivi degli occupanti russi, spesso colti a rubare elettrodomestici e lavatrici nelle case degli ucraini: chi non ci fosse riuscito, può ricorrere all’orsetto lavatore. Qualcuno si spinge a immaginarlo in Crimea, pronto a guidare la rivolta per la liberazione della regione occupata.
Ora sulla sorte del procione eroe e degli ospiti dello zoo di Kherson si levano anche le preoccupazioni delle associazioni animaliste. Tra bestiame lasciato senza cibo, gatti e cani abbandonati, parchi naturali bombardati - come è successo lo scorso marzo allo zoo di Kharkiv dove cinque missili hanno ucciso la maggior parte dei duemila esemplari presenti - le vittime della guerra sono anche gli animali.