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Al G20 Biden più forte presserà Xi sull’Ucraina

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Oggi a Bali il faccia a faccia tra i due leader: l’americano rinfrancato dalle midterm chiederà al cinese di spingere l’alleato Putin a negoziare la tregua
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BALI (INDONESIA) - "So che arrivo all'incontro con Xi in una posizione di forza, ma non ne ho bisogno. Ci conosciamo bene, dobbiamo solo definire le reciproche linee rosse". Questo ha detto ieri Biden, in vista del vertice di oggi pomeriggio a margine del G20 di Bali, che può cambiare non solo il corso della guerra in Ucraina, ma l'intera dinamica della sfida delle autocrazie alle democrazie.

Che differenza enorme possono fare una manciata di voti, qualche frazione di Pil, le manovre al fronte, e il contagio del Covid. Solo qualche settimana fa, se avessi chiesto ad un'analista di inquadrare il vertice tra il leader americano Biden e quello cinese Xi, avrebbe risposto che il capo della Casa Bianca sarebbe venuto col cappello in mano ad elemosinare la clemenza del rivale in ascesa. Xi era appena stato confermato per un terzo mandato senza precedenti, e la Repubblica popolare era avviata a soppiantare gli Usa sul piano economico, tecnologico, e presto …

BALI (INDONESIA) - "So che arrivo all'incontro con Xi in una posizione di forza, ma non ne ho bisogno. Ci conosciamo bene, dobbiamo solo definire le reciproche linee rosse". Questo ha detto ieri Biden, in vista del vertice di oggi pomeriggio a margine del G20 di Bali, che può cambiare non solo il corso della guerra in Ucraina, ma l'intera dinamica della sfida delle autocrazie alle democrazie.

Che differenza enorme possono fare una manciata di voti, qualche frazione di Pil, le manovre al fronte, e il contagio del Covid. Solo qualche settimana fa, se avessi chiesto ad un'analista di inquadrare il vertice tra il leader americano Biden e quello cinese Xi, avrebbe risposto che il capo della Casa Bianca sarebbe venuto col cappello in mano ad elemosinare la clemenza del rivale in ascesa. Xi era appena stato confermato per un terzo mandato senza precedenti, e la Repubblica popolare era avviata a soppiantare gli Usa sul piano economico, tecnologico, e presto anche militare.

Biden invece era in caduta libera nei sondaggi, l'inflazione sopra l'8% lo condannava al declino, la vittoria di Putin in Ucraina era solo questione di tempo, e la catastrofica sconfitta annunciata nelle elezioni di midterm lo avrebbe trasformato in un'anatra zoppa incapace di aver alcun impatto sulla storia. 

Fast forward, come dicono gli americani, e accelerando i fotogrammi di un film che pareva già visto, il finale si dimostra una clamorosa sorpresa. Xi è indebolito dalla frenata della sua economica, e ancora non riesce a scrollarsi di dosso il Covid. Putin fugge da Kherson, tranne poi precisare che i territori da cui scappano i suoi soldati restano in realtà russi. Biden ha quasi imbrigliato la pandemia, l'inflazione dà segni di rallentamento, e il suo partito ha di fatto vinto le midterm, lanciando un doppio messaggio tanto sul piano interno, ai trumpisti negazionisti e anti democratici che già si rivedevano alla Casa Bianca nel 2024, quanto su quello internazionale, a Putin che puntava sulla vittoria repubblicana per invertire la linea americana in Ucraina, e a Xi che contava i giorni in vista delle prossime presidenziali, con la prospettiva di bullizzare a piacere un capo della Casa Bianca azzoppato. Il capovolgimento è stato impressionante, nel giro di pochi giorni, ma cosa significa per la guerra in Ucraina e la rivalità geopolitica epocale con Pechino?

L'altro giorno il New York Times ha rivelato che il capo degli Stati Maggiori Milley ha suggerito all'amministrazione di spingere l'Ucraina al negoziato, perché tanto ormai ha riconquistato tutti i territori che poteva realisticamente riconquistare, e quindi farebbe meglio a consolidare i successi con un accordo. A stretto giro gli ha risposto il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan, che parlando sull'Air Force One in volo con Biden verso il vertice Asean in Cambogia, ha rimesso i puntini sulle i: "Ho visto articoli sul fatto che staremmo premendo su Kiev affinché negozi, e vorrei chiarire quattro elementi fondamentali di consenso nel governo americano. Primo, il presidente ha detto che spetta all'Ucraina decidere quando e come negoziare. Non li metteremo sotto pressione, non detteremo loro cosa fare. Secondo, crediamo in una pace giusta, basata sui principi di sovranità e integrità territoriale, radicati nella Carta delle Nazioni Unite. Terzo, la Russia sta rilanciando la sua "annessione". Non è esattamente un segno di serietà nel trattare.

Quarto, l'approccio degli Stati Uniti rimane oggi lo stesso di sei mesi fa, ovvero faremo tutto il possibile per mettere l'Ucraina nella migliore posizione sul campo di battaglia in modo che, quando deciderà di procedere, si troverà nella migliore posizione possibile al tavolo dei negoziati". Questo in pubblico. Invece in privato, secondo il Wall Street Journal, durante la visita a Kiev del 4 novembre scorso Sullivan ha consigliato a Zelensky di mostrarsi aperto al negoziato, perché gli dà più leva politica, e iniziare a considerare richieste realistiche per la trattativa, inclusa la rivalutazione dell'obiettivo di riprendere la Crimea.

Biden arriva a Bali rafforzato dalla ritirata russa a Kherson e dal successo elettorale. Al vertice Asean, concluso senza una dichiarazione finale, ha firmato un accordo con Tokyo e Seul per la "deterrenza estesa" di Pyongyang. Sullivan ha detto che non si aspetta un "reset" con la Cina, ma l'individuazione di "aree di cooperazione". La speranza è che gli alleati europei si stringano intorno a Biden al G20, per fare pressione su Xi, affinché faccia capire al suo alleato "senza limiti" Putin che forse il limite è stato raggiunto.