Ucraina, crowdfunding per costruire droni navali come quelli usati contro i russi a Sebastopoli
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonVolete contribuire ad affondare la flotta russa? Basta sottoscrivere l’ultima raccolta di fondi lanciata da United24 per finanziare la costruzione di cento droni navali esplosivi, tali da garantire all’Ucraina il dominio del Mar Nero. Mai si era visto un crowdfunding bellico di questo genere: una campagna mondiale voluta dal presidente Zelensky con l’obiettivo di abbattere la superiorità della Marina di Mosca e liberare le rotte che da Odessa riforniscono mezzo mondo di cereali.
Il lancio dell’iniziativa ha permesso di sollevare il velo sull’ultima arma segreta di Kiev, interamente costruita dai tecnici ucraini: un barchino telecomandato che naviga semisommerso per colpire le navi nemiche con una testata di esplosivo. É stato il protagonista del raid contro il porto di Sebastopoli, avvenuto coordinando droni marittimi e volanti contro la fregata Makarov e altre imbarcazioni russe. Il sito di United24 ne ha divulgato le caratteristiche…
Volete contribuire ad affondare la flotta russa? Basta sottoscrivere l’ultima raccolta di fondi lanciata da United24 per finanziare la costruzione di cento droni navali esplosivi, tali da garantire all’Ucraina il dominio del Mar Nero. Mai si era visto un crowdfunding bellico di questo genere: una campagna mondiale voluta dal presidente Zelensky con l’obiettivo di abbattere la superiorità della Marina di Mosca e liberare le rotte che da Odessa riforniscono mezzo mondo di cereali.
Il lancio dell’iniziativa ha permesso di sollevare il velo sull’ultima arma segreta di Kiev, interamente costruita dai tecnici ucraini: un barchino telecomandato che naviga semisommerso per colpire le navi nemiche con una testata di esplosivo. É stato il protagonista del raid contro il porto di Sebastopoli, avvenuto coordinando droni marittimi e volanti contro la fregata Makarov e altre imbarcazioni russe. Il sito di United24 ne ha divulgato le caratteristiche: lungo poco più di 5 metri, capace di correre sulle onde a 80 chilometri orari con 180 chili di tritolo. La cosa più sorprendente è il prezzo – 250mila dollari – che comprenderebbe l’intero sistema, inclusa la stazione per pilotarlo attraverso le immagini trasmesse dalle telecamere di bordo: un costo molto più basso di quello dei droni marittimi sperimentati dalla Nato, inferiore anche a quello dei missili antinave che il governo statunitense paga più di due milioni di dollari.
Le foto mostrate da United24 fanno vedere l’officina in cui questi ordigni vengono costruiti. Cosa particolare, hanno lo stesso motore Rotax di produzione austriaca utilizzato dai bombardieri teleguidati iraniani Mohajer-6, impiegati dai russi per attaccare Odessa.
Il crowdfunding è stato propagandato dal presidente Zelensky sul suo canale Telegram: “Dobbiamo proteggere i nostri mari e le nostre pacifiche città dagli attacchi missilistici condotti dalla flotta russa. Questi droni navali ci aiuteranno anche a sbloccare le rotte per i mercantili civili che trasportano grano per l’intero pianeta. Sono sicuro che milioni di persone sosterranno questo piano della Difesa ucraina: chiunque ha già visto come funzionano”.
“La Russia – scrive United24 - ha scagliato più di 4500 missili contro l’Ucraina, un quinto dei quali partiti dalla flotta. Noi non abbiamo nulla per opporci perché l’80 per cento delle nostri navi è andato perso quando nel 2014 la Crimea è stata occupata”.
Il risultato è stato clamoroso. In un solo giorno sono stati sovvenzionati dodici droni. In tre casi i donatori hanno versato più di 250mila dollari, ottenendo così la possibilità di battezzare i mezzi d'assalto: si chiameranno Kherson, Mariupol, Sebastopoli. Uno è stato pagato "dal popolo lituano".
United24 si è mobilitata sin dall’inizio dell’invasione e dichiara di avere ricevuto donazioni da 110 Paesi per un totale di 220 milioni di dollari, con cui sono stati acquistati 50mila giubbotti antiproiettile, 45mila elmetti, 75mila uniformi, 1400 piccoli droni e un elicottero. Tutti strumenti disarmati: questi sono i primi mezzi con testata esplosiva finanziati con una raccolta fondi.
Non è l’unica associazione che contribuisce allo sforzo bellico ucraino: se ne contano decine, soprattutto nei Paesi Baltici e Scandinavi, che hanno regalato equipaggiamenti, radio portatili, navigatori GPS, disturbatori di comunicazioni, Jeep, camion e persino elicotteri. Di recente, una questua online ha permesso di donare una colonna di veicoli anti-incendio, preziosi per affrontare i raid contro le città. Ci sono poi le elargizioni dei magnati, come l’ex presidente Poroshenko che ha comprato in Italia undici fuoristrada blindati e li ha consegnati all’esercito di Kiev.
La stessa cosa accade sempre più spesso pure sul fronte russo, spesso con campagne porta a porta nelle città di origine dei reparti. Ai soldati vengono mandati mirini di precisione, visori notturni, apparati di comunicazione, scarponi, tute mimetiche, kit di medicazione, droni con telecamera. In alcuni casi, sono stati organizzati mercatini e aste di beneficenza, con lo scopo di sovvenzionare il supporto bellico: spesso si vendono medaglie sovietiche per donare indumenti invernali alle reclute di Putin.
Gli ucraini di United24 offrono una possibilità in più: versando 250mila dollari si potrà dare il nome a uno dei droni anti-nave, ricevendo informazioni sul risultato della sua missione. L'ultima evoluzione del finanziamento di guerra.