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Migranti, Gran Bretagna e Francia firmano un accordo: pattuglie congiunte, droni e coordinamento per fermare gli sbarchi

Persone fermate prima dell'arrivo sulle coste britanniche e portate a Dover (ansa)
Il premier britannico Sunak: "Priorità assoluta allo stop degli arrivi irregolari". Prevista una maggiore collaborazione anche con altri paesi europei
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LONDRA. A differenza di quanto accade tra Italia e Francia, oggi Londra e Parigi hanno trovato un accordo sui migranti, fortemente voluto dal governo britannico dopo l’ondata di sbarchi sulle coste inglesi, record quest’anno con 40mila persone arrivate senza passare dai canali convenzionali.

In sostanza, il Regno Unito aumenterà la quota annuale che destinerà alla Francia per limitare la partenza di barconi e gommoni dalle coste di Calais e dintorni: da 62,7 a 72 milioni di euro. Ma soprattutto, per la prima volta, agenti di frontiera britannici lavoreranno fianco a fianco con i colleghi francesi sul lato continentale della Manica. In tutto, ci sarà il 40% in più degli agenti di ricognizione e pattugliamento attualmente presenti. “Per il mio governo è un'assoluta priorità fermare l’immigrazione irregolare e lo stiamo facendo”, ha dichiarato il primo ministro britannico Rishi Sunak in viaggio verso il G20 di B…

LONDRA. A differenza di quanto accade tra Italia e Francia, oggi Londra e Parigi hanno trovato un accordo sui migranti, fortemente voluto dal governo britannico dopo l’ondata di sbarchi sulle coste inglesi, record quest’anno con 40mila persone arrivate senza passare dai canali convenzionali.

In sostanza, il Regno Unito aumenterà la quota annuale che destinerà alla Francia per limitare la partenza di barconi e gommoni dalle coste di Calais e dintorni: da 62,7 a 72 milioni di euro. Ma soprattutto, per la prima volta, agenti di frontiera britannici lavoreranno fianco a fianco con i colleghi francesi sul lato continentale della Manica. In tutto, ci sarà il 40% in più degli agenti di ricognizione e pattugliamento attualmente presenti. “Per il mio governo è un'assoluta priorità fermare l’immigrazione irregolare e lo stiamo facendo”, ha dichiarato il primo ministro britannico Rishi Sunak in viaggio verso il G20 di Bali. 

Non solo. Il nuovo flusso di denaro servirà a migliorare le infrastrutture tecnologiche per l’individuazione dei migranti sulle coste francesi, attraverso nuove telecamere, droni di sorveglianza e strumenti per la visione notturna, oltre a una maggiore collaborazione e condivisioni di dati tra Regno Unito e Francia e maggiori investimenti nei centri di accoglienza sulla costa continentale della Manica. Inoltre, si prevede anche più coordinamento di azione con altri Paesi europei, vedi il “Gruppo di Calais” e una nuova task force dedicata a contrastare il flusso di immigrazione illegale dall’Albania.

Proprio questo tema nelle ultime settimane ha fatto molto discutere nel Regno Unito, visto che secondo alcune stime il 40% dei migranti arrivati negli ultimi mesi sulle coste inglesi parte dall’Albania e spesso si tratta di migranti economici maschi, sani e giovani, e dunque non di rifugiati. La campagna contro questo tipo di sbarchi sui tabloid e da parte della stessa e controversa ministra dell’Interno Suella Braverman ha scatenato negli ultimi giorni proteste a Londra da parte della comunità albanese, che si sente “demonizzata”. Domenica scorsa, alcuni manifestanti hanno appeso una bandiera albanese intorno alla statua di Winston Churchill a Parliament Square, immagini che hanno fatto infuriare i tabloid e i commentatori di destra. 

Suella Braverman, ribattezzata “Cruella” dai suoi critici per i suoi metodi da falco sulla migrazione, ha commentato oggi: “Dobbiamo fare di tutto per evitare che queste persone intraprendano viaggi così pericolosi e dire basta al criminale traffico di vite umane. Questa è una sfida globale che richiede soluzioni globali ed è nell’interesse di Regno Unito e Francia lavorare insieme”. Parole che segnano anche il nuovo corso di Londra, molto più internazionalista e centrato sulla diplomazia, come crede il nuovo primo ministro Rishi Sunak a differenza del suo predecessore Liz Truss, che durante le “primarie” dei conservatori aveva addirittura aizzato la folla dei membri tory domandando loro: “Macron, amico o nemico?”. 

L’accordo di oggi, seppur sia solo un “upgrade" delle intese precedenti, può essere di esempio anche per l’Italia. Per mesi, anni Regno Unito e Francia se ne sono dette di tutti i colori sui migranti della Manica, soprattutto dopo Brexit e la conseguente minore collaborazione tra i due Paesi. Arrivare allo scontro, come è capitato anche all’Italia in questi giorni con il nuovo governo di Giorgia Meloni e il caso della nave Ocean Viking, non ha portato a risultati soddisfacenti. Ora invece, con questo accordo, Londra crede di poter ridurre sensibilmente il flusso di migranti che arrivano dalla Francia, nell’ambito di questo nuovo spirito di collaborazione. Anche perché, a differenza dei “sogni” di Braverman come li ha definiti lei, per ora il controverso programma di espulsione di richiedenti asilo e migranti irregolari verso il Ruanda, approvato a inizio anno dal governo di Boris Johnson, per ora è un fallimento totale, bloccato da ricorsi e giustizia, come era ampiamente prevedibile.