Acapulco, tre cadaveri in spiaggia tra i bagnanti: l'ex perla del Pacifico oggi vittima dei Cartelli
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoUn cadavere sulla battigia. Supino, le braccia allargate, segni di tortura e un foro di proiettile alla tempia. Un secondo poco più in là, le mani legate, i piedi ancorati a un blocco di cemento. Un terzo nella spiaggia vicina, a due chilometri di distanza. Come pesci rifiutati dal mare. Immondizia umana. Attorno i bagnanti che fanno quello che si fa sempre in spiaggia. Chiacchierano, giocano, si rincorrono, tuffi nelle onde, distesi sui lettini a prendere il sole, a guardare sul web, a chattare sui telefonini, a scattare e osservare le ultime foto su Instagram. Qualcuno ha pensato bene di immortalare anche uno dei tre corpi e ovviamente lo ha postato. Morbosa curiosità, cinico disinteresse. Piuttosto amara rassegnazione a una realtà spaventosa: un'immagine da cristallizzare per esprimere l'orrore. In silenzio.
Accade ad Acapulco, ex perla turistica della costa del Pacifico. Icona del jet set anni Sessanta del secolo scorso, con i suoi volti n…
Un cadavere sulla battigia. Supino, le braccia allargate, segni di tortura e un foro di proiettile alla tempia. Un secondo poco più in là, le mani legate, i piedi ancorati a un blocco di cemento. Un terzo nella spiaggia vicina, a due chilometri di distanza. Come pesci rifiutati dal mare. Immondizia umana. Attorno i bagnanti che fanno quello che si fa sempre in spiaggia. Chiacchierano, giocano, si rincorrono, tuffi nelle onde, distesi sui lettini a prendere il sole, a guardare sul web, a chattare sui telefonini, a scattare e osservare le ultime foto su Instagram. Qualcuno ha pensato bene di immortalare anche uno dei tre corpi e ovviamente lo ha postato. Morbosa curiosità, cinico disinteresse. Piuttosto amara rassegnazione a una realtà spaventosa: un'immagine da cristallizzare per esprimere l'orrore. In silenzio.
Accade ad Acapulco, ex perla turistica della costa del Pacifico. Icona del jet set anni Sessanta del secolo scorso, con i suoi volti noti di star e attori, i tuffi dalla scogliera riprodotti su riviste e film. Oggi la località che faceva sognare è prigioniera dei Cartelli e al centro della solita guerra per il controllo del narcotraffico, delle estorsioni, delle vendette. Colpisce l'indifferenza dei tanti turisti, a centinaia, che affollavano la spiaggia di Condesa, una delle più frequentate della zona. Hanno atteso qualche ora prima di avvertire la polizia che sulla spiaggia fine e bianca c'erano dei cadaveri. Tre morti. È intervenuta la Marina, ha transennato il tratto di arenile, ha lasciato il resto a disposizione dei bagnanti.
La Procura ha evitato di chiudere la spiaggia. Gli affari dovevano continuare, i turisti non potevano essere spaventati. Le autorità hanno detto che il terzo corpo era stato visto galleggiare in acqua all'altezza della base militare della zona. Hanno atteso che fosse spinto a terra dalla corrente e dalle onde e lo hanno recuperato. Aveva due colpi di pistola in testa. Esecuzioni sommarie.
Lo Stato di Guerrero e Acapulco in particolare da anni è al centro della feroce guerra dei narcos. E' lo snodo del traffico di coca e fentanyl diretto sulla West coast Usa. Qui sono stati aggrediti, catturati e fatti sparire i 43 studenti di Ayotzinapa, qui domina il Cartello dei Guerreros Unidos, qui vuole allargare il suo territorio di influenza la Jalisco Nueva Generacion. Nella sola Acapulco sono state fatte fuori nei primi quattro mesi di quest'anno 120 persone. Eppure solo la settimana scorsa il segretario alla Pubblica Sicurezza del municipio, Adrian Olivas Perez, aveva annunciato la riduzione del numero di vittime rispetto al mese di settembre. C'era bisogno di rassicurare il turismo, la rete di alberghi e attività collegate.
Rapimenti ed estorsioni, dicono gli stessi investigatori, sono la norma. Nel settembre 2021 el Pais ricorda che la discoteca Baby 'O, uno dei simboli del divertimento ad Acapulco, era stata data alle fiamme con delle taniche di benzina.