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Tre israeliani assassinati. Esultano Hamas e la Jihad Islamica. A Ramallah uccisa una 14enne palestinese

Ai funerali dell'israeliano Tamir Avihay (afp)
È successo ad Ariel, uno dei maggiori insediamenti. L'autore è un diciottenne che aveva un permesso di lavoro. Altre tre persone sono rimaste ferite. La ragazzina colpita dal fuoco israeliano vicino a Ramallah
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GERUSALEMME – Tre morti, altrettanti feriti, due in condizioni gravi. È il bilancio dell’attacco terroristico più grave che ha colpito gli israeliani negli ultimi mesi. Sono passate da poco le nove del mattino. Un diciottenne palestinese si presenta all’ingresso della zona industriale di Ariel, uno dei maggiori insediamenti israeliani in Cisgiordania, dove ha un permesso di lavoro per fare le pulizie. Il terrorista – identificato come Muhammad Murad Sami Souf del vicino villaggio di Hares – accoltella una guardia giurata. Un’altra guardia spara, ma l’attentatore fugge verso la stazione di servizio a poche decine di metri. Qui si avventa su tre civili a colpi di coltello (due moriranno poco dopo), poi ruba una macchina con cui si lancia in strada andando a schiantarsi contro un’altra auto e provocando la terza vittima, prima di tentare di fuggire a piedi e di essere abbattuto da un soldato fuori servizio e da …

GERUSALEMME – Tre morti, altrettanti feriti, due in condizioni gravi. È il bilancio dell’attacco terroristico più grave che ha colpito gli israeliani negli ultimi mesi. Sono passate da poco le nove del mattino. Un diciottenne palestinese si presenta all’ingresso della zona industriale di Ariel, uno dei maggiori insediamenti israeliani in Cisgiordania, dove ha un permesso di lavoro per fare le pulizie. Il terrorista – identificato come Muhammad Murad Sami Souf del vicino villaggio di Hares – accoltella una guardia giurata. Un’altra guardia spara, ma l’attentatore fugge verso la stazione di servizio a poche decine di metri. Qui si avventa su tre civili a colpi di coltello (due moriranno poco dopo), poi ruba una macchina con cui si lancia in strada andando a schiantarsi contro un’altra auto e provocando la terza vittima, prima di tentare di fuggire a piedi e di essere abbattuto da un soldato fuori servizio e da un ufficiale dell’esercito.


Al momento le autorità israeliane ritengono che l’attentatore abbia agito da solo, in uno degli attacchi spesso definiti come “da lupo solitario” difficilissimi da prevenire. Hamas e la Jihad Islamica Palestinese hanno comunque elogiato l’atto terrorista, definendolo un’impresa eroica.

Le vittime

Nel corso della giornata le autorità israeliane hanno pubblicato i nomi delle vittime: Tamir Avihay, 50 anni, Michael Ledigin, 36, e Moti Ashkenazi, 59, tre padri di famiglia che lasciano un totale di 11 figli.


L’attacco arriva in un momento politico delicato per Israele. Domenica il leader del Likud Benjamin Netanyahu ha ricevuto dal presidente Isaac Herzog il mandato per formare un nuovo governo, che ci si aspetta essere l’esecutivo più a destra di sempre. I leader dell’ultradestra del Partito Sionista Religioso - che ha registrato un successo senza precedenti ottenendo 14 seggi - reclamano ruoli chiave come il Ministero della Difesa e quello della Sicurezza interna (che controlla la polizia) promettendo di “restaurare l’ordine” e spaventando non poco gli alleati di Israele, in primis gli Stati Uniti, che secondo quanto riportato dalla testata israeliana Ynet avrebbero chiesto a Netanyahu di scegliere ministri con cui sia possibile lavorare.


Il 2022 è stato un anno che ha visto una recrudescenza del terrorismo in Israele. In primavera, una serie di attacchi ha provocato un bilancio totale di 19 vittime. In seguito all’ondata di attentati, l’esercito israeliano ha lanciato l’operazione “Break the wave” soprattutto nell’area di Jenin e poi di Nablus. Il confronto tra truppe israeliane e miliziani negli ultimi mesi ha fatto salire la tensione nella regione. Decine di palestinesi hanno perso la vita, per la maggior parte affiliati a gruppi armati o coinvolti nei disordini, ma anche tanti civili.

La vittima palestinese

Ieri a essere colpita dal fuoco israeliano durante un’operazione nel villaggio di Beitunia vicino a Ramallah è stata una quattordicenne, Fulla Rasmi Abdelazeez Masalme. La ragazzina si trovava in macchina con un ventiseinne, Anas Hassouneh, al volante dell’auto. Un testimone ha raccontato all’agenzia di stampa palestinese Wafa che i due non si aspettavano di trovarsi davanti i soldati e quindi hanno tentato di fare inversione. Secondo l’esercito invece, l’auto ha accelerato verso i soldati, che sentendosi in pericolo hanno sparato verso il veicolo. Hassouneh, che è rimasto ferito in modo leggero, è stato arrestato. L’esercito israeliano ha dichiarato che sta conducendo un’indagine sull’incidente ma, secondo quanto riportato da Haaretz, ha dichiarato che dai primi accertamenti non risulta che il giovane volesse condurre un attacco. Fulla avrebbe dovuto compiere oggi 15 anni.