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Missili russi in Polonia, la Nato in stato d’allerta convoca il vertice: “Accertare tutti i fatti”

Oggi si riunisce d'urgenza il Consiglio dell'Alleanza Atlantica. Tra le ipotesi l'attivazione dell'articolo 4 o dell'articolo 5 dello Statuto
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BRUXELLES - L'allarme è salito subito di un livello. Non è quello più alto ma ormai manca poco. I missili caduti in Polonia hanno immediatamente messo in fibrillazione la Nato. Un attacco ad uno dei Paesi dell'Alleanza è esattamente la sua "ragione sociale". L'unico motivo che può far partire un contrattacco.


Oggi dunque si riunirà d'urgenza il Consiglio Atlantico. Non i capi di Stato e di governo ma gli ambasciatori. Il punto è che il Patto Atlantico deve prendere rapidamente alcune decisioni. Soprattutto se e come reagire. Si tratta però di una valutazione che non può essere fatta a caldo. 


Il primo atto, infatti, è quello di capire di …

BRUXELLES - L'allarme è salito subito di un livello. Non è quello più alto ma ormai manca poco. I missili caduti in Polonia hanno immediatamente messo in fibrillazione la Nato. Un attacco ad uno dei Paesi dell'Alleanza è esattamente la sua "ragione sociale". L'unico motivo che può far partire un contrattacco.


Oggi dunque si riunirà d'urgenza il Consiglio Atlantico. Non i capi di Stato e di governo ma gli ambasciatori. Il punto è che il Patto Atlantico deve prendere rapidamente alcune decisioni. Soprattutto se e come reagire. Si tratta però di una valutazione che non può essere fatta a caldo. 


Il primo atto, infatti, è quello di capire di che tipo di attacco la Polonia abbia subito. L'analisi, iniziata ieri sera, mira a individuare la natura e la provenienza dei due missili. Per gli esperti, basta avere una parte dei rottami per stabilire se si tratti di un ordigno lanciato da una nave o da una batteria a terra. Se siano dotati di una tecnologia che esclude o non esclude l'incidente. E soprattutto di quale nazionalità. 

Il punto, infatti, è proprio questo. Al momento non c'è ancora la certezza assoluta che siano missili russi. Alcuni dubbi sono stati avanzati in merito alla possibilità che la cittadina polacca sia stata investita da una sorta di carambola: da razzi abbattuti dalla difesa ucraina e che casualmente siano finiti in territorio polacco. 


Tutto questo non è ovviamente indifferente rispetto alle reazioni che Nato e Polonia potranno avere. Varsavia ha già riunito il suo Consiglio di sicurezza e il governo. Nei primi contatti informali, l'esecutivo polacco ha già chiesto di attivare l'articolo 4 dello Statuto dell'Organizzazione Atlantica: "Le parti si consulteranno ogni volta che, nell'opinione di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata". Il passo successivo sarebbe la richiesta di muoversi in base all'articolo 5: ossia l'intervento difensivo vero e proprio.

In questo caso, però, assisteremmo ad una precipitazione degli eventi che ci porterebbe davvero ad un passo dalla guerra. Situazione che al momento gran parte degli Alleati - compresi gli Usa - stanno cercando di scongiurare. La preoccupazione è altissima e l'obiettivo auspicato consiste nel gettare acqua sul fuoco e considerare il tutto solo un incidente.


Ma, appunto, questa strada è dettata dagli esami tecnologici in corso in queste ore. Tra i partner occidentali c'è infatti la consapevolezza che se le analisi dovessero confermare l'attacco russo, niente potrebbe evitare una reazione. Gli americani avevano già fatto sapere in passato che avrebbero risposto in maniera proporzionata. Su una località o una nave russa. Ma comunque la tensione salirebbe ai picchi massimi.

Eppure c'è un aspetto più inquietante preso in considerazione dai membri della Nato: la reazione polacca. Varsavia, infatti, coltiva una particolare ipersensibilità verso Mosca. Se il governo si convincesse di trovarsi dinanzi ad una macchinazione del Cremlino, sarebbe difficile impedire di compiere un mossa. E già nei mesi scorsi, la Polonia aveva chiarito di essere pronta ad intervenire dislocando diverse unità del suo esercito in una parte del territorio ucraino confinante. Un sostegno più diretto alla difesa ucraina.

Di certo, l'altra conseguenza riguarda l'ulteriore rafforzamento del confine orientale della Nato. Negli ultimi 9 mesi c'è stato un progressivo irrobustimento delle difese militari nei Paesi che confinano con la Russia. Ed ora ci sarà un altro invio di truppe.

Poi l'interpretazione politica di quel che è accaduto. Per molti questo presunto incidente va considerato una risposta di Putin al discorso fatto dal presidente ucraino Zelenski al G20 di Bali. Per altri, soprattutto tra i membri dell'Unione europea, è un messaggio all'Ue che proprio ieri, nel consiglio dei ministri della Difesa, ha autorizzato l'operazione Eumam: ossia l'addestramento delle truppe ucraine. Un coinvolgimento quasi diretto di Bruxelles nel conflitto tra Mosca e Kiev. Di certo, a tutti non è passata inosservata la circostanza che il presidente russo Putin abbia scelto di non partecipare al summit dei "Grandi" in Indonesia delegando il suo ministero degli Esteri Lavrov. Per alcuni, insomma, una scelta consapevole in vista di quel che sarebbe potuto accadere.

In ogni caso, incidente o meno, queste esplosioni in Polonia rendono di nuovo ardua la strada di un negoziato per un cessate il fuoco. E per l'ennesima volta, il fronte occidentale ritiene che questa sia l'ultima prova che il Cremlino non ha alcuna intenzione di trattare. Forse semplicemente perché la trattativa implica l'ammissione degli errori commessi. Sia sul piano strategico sia su quello tattico. E il potere autoritario non si può permettere di esporre la sua debolezza in maniera tanto evidente.